Non sono bastate determine, affidamenti diretti, fondi PNRR e oltre 40 mila euro di risorse pubbliche per evitare che, alla prima allerta arancione, la strada in prossimità del ponte sul Fosso Brivolco a Sezze Scalo tornasse ad allagarsi. È successo oggi, ancora una volta. E la domanda è inevitabile: a cosa sono serviti gli interventi finanziati e formalmente conclusi?
Gli atti amministrativi parlano chiaro. Il Comune di Sezze è beneficiario di fondi statali ed europei, nell’ambito del PNRR – NextGenerationEU, per interventi di mitigazione del rischio geomorfologico e idraulico del Torrente Brivolco, in particolare nell’area del ponte di via Calabria, a Sezze Scalo.
Con delibera di Giunta e successive determinazioni dirigenziali, l’amministrazione comunale ha:
- preso atto del finanziamento;
- affidato incarichi di progettazione esterna;
- disposto interventi di pulizia e manutenzione del fosso;
- impegnato risorse pubbliche per oltre 43.000 euro IVA inclusa.
L’ultimo affidamento diretto, disposto nel Dicembre 2024 per ulteriori lavori ritenuti “necessari per completare le opere”.
Ma la strada si allaga ancora
Eppure oggi con una perturbazione annunciata e un’allerta meteo tutt’altro che eccezionale, la strada si è nuovamente trasformata in un bacino d’acqua, rendendo difficoltoso il transito e riportando alla mente immagini già viste troppe volte negli ultimi anni.
Questo dato di fatto apre interrogativi che non possono più essere elusi:
- gli interventi sono stati sufficienti e correttamente dimensionati?
- la progettazione ha realmente affrontato il problema idraulico o si è limitata a una manutenzione ordinaria di più di 40 mila euro?
- chi risponde se, nonostante fondi PNRR e atti regolarmente approvati, il rischio resta invariato?
PNRR: occasione o alibi?
Il caso Brivolco diventa emblematico di una criticità più ampia: il rischio che i fondi PNRR vengano utilizzati per interventi tampone, più utili a rispettare scadenze amministrative che a risolvere problemi strutturali.
Negli atti si legge di:
- urgenza,
- carenza di personale interno,
- affidamenti diretti,
- lavori “non ricorrenti”.
Ma l’acqua che invade la strada oggi dimostra che il problema, invece, è ricorrente eccome.
Tutti gli atti risultano formalmente corretti, firmati, pubblicati e coperti finanziariamente. Ma la responsabilità politica e amministrativa non si esaurisce nella regolarità degli atti: si misura nei risultati.
Un anno fa le polemiche, oggi l’acqua
Esattamente un anno fa, attorno alla pulizia del Fosso Brivolco, esplosero anche polemiche social: pochi “like” all’intervento di manutenzione e molta più attenzione riservata al presepe di cartapesta installato alla rotonda di Sant’Isidoro. Un confronto che portò qualcuno ad etichettare gli abitanti di Sezze Scalo come una “comunità di cartapesta”, più attenta all’apparenza che ai problemi strutturali del territorio.
Oggi, però, la realtà presenta il conto: quella pulizia costata oltre 40 mila euro a cosa è servita davvero, se non sono seguite azioni concrete di messa in sicurezza? Anzi, alla prova dei fatti, con l’ennesimo allagamento, la situazione appare persino più compromessa di prima con rifiuti ammucchiati al di sotto del ponte.
E il risultato, oggi, è sotto gli occhi dei cittadini di Sezze Scalo:
ponte, fosso e strada ancora vulnerabili, nonostante finanziamenti, determine e proclami di messa in sicurezza.
La domanda finale, semplice ma scomoda, resta aperta:
quanti altri allagamenti serviranno prima di un intervento davvero risolutivo?
