Gli auguri natalizi del Sindaco e la recente Ordinanza Sindacale sono stati letti con attenzione, ma lasciano spazio a perplessità, apparendo per molti versi stravaganti, bizzarri e contraddittori. In particolare, l'ordinanza sul divieto di vendita e consumo di alcolici in bottiglie di vetro negli spazi pubblici, sollecitata già nel mese di luglio, risulta limitata nel tempo, nello spazio e nell'efficacia.
Il provvedimento, valido solo per 30 giorni e applicato esclusivamente nella fascia notturna (dalle 19.00 alle 8.00), interessa soltanto alcune zone del territorio comunale, escludendo piazze e vie altrettanto sensibili come Piazza IV Novembre, via Marconi, Porta Pascibella, San Leonardo e altre. Una scelta che appare discriminante e clientela, creando una netta disparità tra aree e attività commerciali.
Secondo l'ordinanza, durante il giorno – dalle 8.01 alle 18.59 – il paese sembrerebbe vivere in una condizione ideale: nessun degrado, nessun bivacco, nessun comportamento lesivo della civile convivenza. Una rappresentazione che contrasta con la realtà quotidiana vissuta dai cittadini e dagli operatori economici, in particolare in zona come Porta Sant'Andrea, dove da quasi 80 anni lavorano attività storiche che rispettano rigorosamente le normative vigenti.
L'ordinanza, inoltre, colpisce indistintamente tutte le attività, senza distinguere tra chi opera lecitamente e chi viola le regole, mentre resta irrisolta la questione dei controlli: chi vigilerà sul rispetto del divieto, considerata la carenza di Polizia Municipale e forze dell'ordine?
Un provvedimento realmente educativo dovrebbe essere valido di giorno e di notte, per tutto l'anno , accompagnato da controlli efficaci e sanzioni mirate per chi non rispetta la legge, fino alla sospensione delle attività recidive. Solo così si può parlare di progresso civile e di tutela del decoro urbano.
In conclusione, l'ordinanza appare notturna ma diseducativa di giorno, limitata, discriminante e simbolica: la montagna ha partorito il topolino. A fronte di messaggi solenni e di esaltazione dell'accoglienza, restano irrisolte questioni strutturali come il degrado urbano e le anomalie idriche, già segnalate con una lettera protocollolata il 24 novembre 2025 e rimasta senza risposta.
Sezze ha già dato molto. Oggi chiede solo regole chiare, uguali per tutti e applicate con serietà.
Buon anno. Ritmo, ritmo, ritmo. Disarmata, disarmante.
Giovanni Paolo Di Capua
Portavoce Comitato Acqua Pubblica
