Negli ultimi mesi, attraverso la Territorio & Comunità , abbiamo parlato di bilancio comunale, imposte, riscossione, servizi pubblici e responsabilità amministrativa. Temi che possono apparire tecnici, ma che in realtà riguardano direttamente la qualità della vita delle persone e le opportunità che una comunità è in grado di offrire ai propri cittadini.
Oggi credo sia possibile fare un passo avanti.
Perché il bilancio non è il vero tema.
Il vero tema è il futuro di Sezze, un futuro che non può essere costruito nell'arco di una singola amministrazione. I problemi accumulati nel corso di decenni richiedono, per essere affrontati in modo realistico, una prospettiva di almeno dieci anni, fondata su un programma condiviso dalla parte più ampia possibile della comunità e sostenuto da una maggioranza civica e politica capace di garantirne la continuità nel tempo.
Perché senza una programmazione di lungo periodo, sostenuta da priorità chiare, risorse certe e verifiche periodiche dei risultati, ogni proposta rischia di trasformarsi nell'ennesima promessa destinata a rimanere sulla carta.
Per comprendere perché un programma decennale sia indispensabile basta osservare un solo dato. Negli anni si è accumulato un volume molto rilevante di entrate comunali non riscosse, stimato nell'ordine di diverse decine di milioni di euro.
Una cifra enorme per una realtà come Sezze. (Tema che la rubrica Territorio & Comunità approfondirà nel dettaglio, anche alla luce delle regole che disciplinano la determinazione delle tariffe dei servizi pubblici e dei relativi Piani Economico-Finanziari, in particolare per la TARI e per il servizio idrico integrato.)
E qui emerge una domanda che merita una riflessione seria. Perché se una quota rilevante delle somme dovute rimane per anni non riscossa, il problema non riguarda soltanto i bilanci comunali. Riguarda anche l'equità del sistema. In settori come il ciclo dei rifiuti e il servizio idrico, infatti, i costi devono comunque trovare copertura attraverso i meccanismi previsti dalla normativa e dalla regolametazione nazionale. Altro che "pagare tutti per pagare meno". Il rischio è che, nel tempo, i mancati pagamenti di alcuni finiscono per pesare sull'intera collettività e soprattutto su chi ha sempre rispettato le regole.
Dietro questi crediti si nascondono situazioni molto diverse tra loro. Alcune somme, una volta recuperate, consentono soprattutto di rafforzare la liquidità e gli equilibri finanziari dell'ente; altre possono contribuire ad ampliare la capacità di programmazione e di investimento del Comune.
In ogni caso il tema non è soltanto recuperare risorse economiche. L'obiettivo è restituire alla comunità la capacità di creare opportunità, generare lavoro e offrire prospettive concrete alle nuove generazioni.
Se davvero si decide di collocare il recupero di queste risorse al primo posto dell'agenda amministrativa, occorrerebbe essere consapevoli che il percorso non sarebbe semplice.
Individuare chi non ha pagato richiede personale qualificato, controlli, verifiche e strumenti adeguati; riscuotere effettivamente le somme dovute è ancora più complesso, perché una volta accertati i debiti non sempre è possibile pretendere il pagamento immediato dell'intero importo.
Non a caso la Corte dei Conti ei Revisori dei Conti richiamano da anni l'attenzione sulla necessità di migliorare la capacità di riscossione delle entrate comunali. I crediti iscritti in bilancio assumono infatti valore reale soltanto quando possono essere effettivamente incassati.
Serviranno quindi equilibrio, giustizia e responsabilità, costruendo percorsi di rientro sostenibili per famiglie e imprese, senza però trasformare il recupero delle entrate in una successione di condoni che finirebbero per penalizzare chi ha sempre rispettato le regole. Nello stesso tempo occorrerà impedire che si accumulino nuovi crediti non riscossi, facendo procedere insieme il recupero del pregresso e la corretta riscossione delle entrate correnti.
Chiarito questo aspetto, occorre comprendere che il risanamento finanziario non rappresenta il traguardo finale, ma la condizione necessaria per avviare una nuova fase di sviluppo. Ciò non significa però attendere il completamento del risanamento prima di intervenire sugli altri obiettivi. In una programmazione decennale le diverse azioni procedono contemporaneamente, pur seguendo un ordine di priorità definito e costantemente verificato attraverso il monitoraggio dei risultati.
Nessuna comunità cresce semplicemente perché possiede conti in ordine. Cresce quando utilizza quella solidità per migliorare i servizi, sostenere il lavoro, attrarre investimenti e creare opportunità. Un bilancio sano non è quindi un fine, ma lo strumento che consente di trasformare le risorse recuperate dal passato in prospettive concrete per il futuro.
Parallelamente al percorso di risanamento finanziario, che dovrà occupare il primo posto nell'agenda amministrativa, Sezze dovrà continuare a investire sul proprio sviluppo economico, valorizzando i settori già presenti — agricoltura, edilizia, commercio, artigianato, ristorazione, servizi e turismo — e individuandone di nuovi.
Occorre inoltre considerare che il Piano di Riequilibrio approvato dalla Corte dei Conti comporta inevitabilmente una serie di vincoli e limitazioni che accompagneranno il Comune per un lungo periodo. La Corte ha infatti rideterminato la massa passiva in oltre 16 milioni di euro e ne ha previsto il ripiano nell'arco di vent'anni. Ciò significa che una parte significativa delle risorse comunali dovrà essere destinata al riequilibrio finanziario e che molte scelte amministrative dovranno essere valutate alla luce degli obiettivi di risanamento. Questo renderà il percorso più impegnativo, ma non impossibile. Proprio per questo sarà ancora più importante utilizzare con attenzione ogni risorsa disponibile, migliorare la capacità di riscossione, rafforzare l'organizzazione comunale e concentrare gli investimenti sui progetti capaci di produrre benefici duraturi per l'intera comunità.
Tra i possibili progetti da sviluppare all'interno di una programmazione decennale vi sono ad esempio anche le Comunità Energetiche Rinnovabili, tema sul quale il Comune di Sezze ha già avviato negli anni scorsi alcuni percorsi istituzionali e progettuali. Il punto non è ripartire da zero, ma trasformare quelle prime iniziative in progetti concreti e sostenibili.
Le Comunità Energetiche rappresentano soltanto uno dei possibili strumenti attraverso cui trasformare il risanamento in sviluppo. Non costituiscono una soluzione immediata ai problemi finanziari del Comune, ma mostrano come una comunità che recupera stabilità economica, capacità progettuale e credibilità istituzionale possa realizzare iniziative capaci di produrre benefici economici e sociali duraturi.
Il futuro di una città si misura dalla sua capacità di trattenere, attrarre e valorizzare le persone, a partire dai giovani ma senza dimenticare chi cerca una nuova occupazione, chi desidera rimettersi in gioco o chi vuole mettere le proprie competenze al servizio della collettività. Una comunità cresce quando offre opportunità concrete a chi contribuisce al suo sviluppo economico, sociale e civile.
Per questo vorrei rivolgere una domanda ai giovani, alle famiglie, alle imprese ea tutti coloro che guardano con interesse al futuro del territorio.
Che cosa manca oggi a Sezze?
Quali sono le priorità su quali investire?
Che cosa potrebbe convincervi a costruire qui il vostro progetto di vita?
Nei prossimi mesi la rubrica Territorio & Comunità proverà ad approfondire questi temi raccogliendo contributi, idee e proposte da parte di cittadini, associazioni, imprese e giovani del territorio. Perché una programmazione decennale non può essere scritta da una sola persona o da una sola amministrazione: deve nascere dall'ascolto e dalla partecipazione dell'intera comunità.
Le decine di milioni di euro ancora da riscuotere rappresentano il peso delle difficoltà accumulate nel passato. I giovani, le famiglie, le imprese, le associazioni e le energie migliori del territorio rappresentano invece il patrimonio più prezioso sul quale Sezze può costruire il proprio futuro.
È da qui che dovrebbe partire ogni progetto serio per il futuro di Sezze nei prossimi dieci anni: dalla capacità di trasformare il risanamento in sviluppo, la partecipazione in responsabilità condivisa e le risorse recuperare in nuove opportunità per l'intera comunità.
Chiunque desideri contribuire a questa riflessione può inviare idee, proposte, osservazioni o segnalazioni alla redazione di La Notizia Condivisa ( Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ). Ogni contributo, se costruttivo e orientato al bene comune, potrà arricchire il confronto e aiutare a costruire una visione condivisa per il futuro di Sezze.
Perché il futuro non si eredita. Si costruisce. E una comunità cresce davvero quando sceglie di costruirlo insieme.
