Come la taglia nel selvaggio West
Sezze, stretta contro l’abbandono dei rifiuti: 24 sanzioni in un mese e controlli rafforzati
Nel comune di Sezze si intensificano i controlli contro l’abbandono illecito dei rifiuti. Nell’ultimo mese, infatti, sono state elevate ben ventiquattro sanzioni grazie all’attività della Polizia Locale, che ha concentrato l’attenzione sulle aree più esposte al fenomeno, in particolare nella zona della pianura.
Determinante si è rivelato il piano di potenziamento della videosorveglianza, con l’installazione di nuove videocamere e l’utilizzo di foto trappole, strumenti che hanno consentito di monitorare in modo più capillare il territorio. Gli accertamenti hanno interessato diversi punti sensibili, tra cui via Sandalara, via Sicilia e il centro storico.
In alcuni casi, oltre alla sanzione, è stato disposto anche il fermo amministrativo del mezzo utilizzato per commettere l’infrazione, a conferma della linea dura adottata dall’amministrazione comunale.
“Dopo il potenziamento del sistema di videosorveglianza – ha dichiarato il sindaco Lidano Lucidi – abbiamo intensificato l’azione di contrasto all’abbandono dei rifiuti. Ci vuole repressione ma anche senso civico. Sezze non è del sindaco, è di tutti, anche delle stesse persone che abbandonano i rifiuti. Se non si capisce questo dovremmo avere una telecamera in ogni angolo del paese. Sezze è la casa di tutti: rispettarla significa tutelare la qualità della vita della nostra comunità”.
L’amministrazione punta dunque su un doppio binario: da un lato controlli più stringenti e sanzioni, dall’altro un richiamo alla responsabilità collettiva, fondamentale per contrastare un fenomeno che incide sul decoro urbano e sull’ambiente.
Legalità al Pacifici e De Magistris, l'incontro con Don Luigi Merola
Prosegue l’impegno dell’Istituto Statale Pacifici e De Magistris, guidato dalla dirigente scolastica Marra Rossella, nella costruzione di una coscienza civile tra i banchi di scuola. Lunedì 27 aprile 2026, alle ore 11:00, all’auditorium San Michele Arcangelo si terrà la conferenza dal titolo "Dialogo con Don Luigi Merola". L'evento si inserisce nel solco delle iniziative dedicate alla cultura della legalità che hanno già visto l’Istituto protagonista di importanti momenti di riflessione. Dopo il prezioso contributo di f igure del calibro di Fiammetta Borsellino, del magistrato Catello Maresca e del Procuratore Luigia Spinelli, la scuola di Sezze accoglie ora la testimonianza di Don Luigi Merola, il "parroco anticlan" da anni in prima linea nella lotta contro l'illegalità. L’iniziativa, parte integrante del piano di ampliamento dell’offerta formativa, coinvolgerà attivamente gli studenti, chiamati a interagire con l'ospite in un momento di dialogo aperto. L’obiettivo è trasformare l’auditorium in un laboratorio di cittadinanza attiva, dove l’etica e l'impegno sociale diventano modelli d’ispirazione per le nuove generazioni.
Il garante comunale per la disabilità: cos’è, cosa fa e perché è importante
Tra i punti all’ordine del giorno del prossimo Question time richiesto da Fratelli d’Italia di Sezze compare l’istituzione del garante comunale per la disabilità: una figura ancora poco conosciuta, ma sempre più centrale nel dibattito sui diritti e sull’inclusione.
Il garante comunale è una figura di garanzia istituita dai singoli Comuni (non esiste ancora un obbligo nazionale) con il compito di tutelare i diritti delle persone con disabilità a livello locale.
Non si tratta di un ufficio che eroga servizi o contributi economici, ma di un organismo indipendente o semi-indipendente, che agisce come punto di riferimento tra cittadini e amministrazione.
In molti casi, il suo ruolo è paragonabile a quello di un “difensore civico tematico”, specializzato sui temi della disabilità.
Le funzioni del garante comunale possono variare da città a città, ma in generale includono:
• Raccolta di segnalazioni: cittadini, famiglie e associazioni possono segnalare disservizi, barriere architettoniche o discriminazioni
• Mediazione con il Comune: interviene per risolvere problemi senza ricorrere subito a vie legali
• Vigilanza sui diritti: controlla che vengano rispettate normative nazionali, come la Legge 104/1992
• Proposte e pareri: suggerisce interventi su accessibilità, trasporti, scuola e inclusione
• Sensibilizzazione: promuove iniziative culturali e sociali sul tema della disabilità
In sostanza, il garante non “decide” ma influenza, segnala e sollecita, diventando un presidio civico sul territorio.
Un aspetto centrale riguarda chi può diventare garante e con quali modalità viene nominato.
In generale, il garante viene individuato tra persone che abbiano:
• competenze specifiche nel campo della disabilità e dei diritti sociali
• esperienza nel settore (giuridico, sociale o associativo)
• autonomia e indipendenza rispetto alla politica attiva
Spesso si tratta di esperti di politiche sociali, giuristi, esponenti del terzo settore o persone con esperienza diretta nel mondo della disabilità.
La nomina varia da Comune a Comune, ma avviene di solito attraverso:
• voto del Consiglio comunale
• nomina del Sindaco
• oppure tramite avviso pubblico, per garantire maggiore trasparenza
Proprio la modalità di scelta è uno dei punti più delicati: il garante dovrebbe essere una figura super partes, ma essendo nominato da organi politici, il tema dell’indipendenza resta centrale. Per questo, nei regolamenti più avanzati sono previsti requisiti stringenti, incompatibilità con incarichi politici e mandati a termine.
A differenza del livello nazionale, il garante comunale non nasce da una legge unica nazionale, ma da regolamenti comunali o statuti locali.
Il quadro generale però si inserisce nelle grandi norme italiane e internazionali sui diritti delle persone con disabilità, tra cui:
• la Legge 104/1992
• la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (ratificata dall’Italia nel 2009)
• la legge delega 227/2021 sulla riforma della disabilità
Questo significa che il garante comunale è uno strumento locale che rende concreti, sul territorio, diritti già riconosciuti a livello nazionale e internazionale.
Il quadro istituzionale è cambiato con l’introduzione del Decreto legislativo 5 febbraio 2024 n. 20, che ha istituito il Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità. Il Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità non è solo una figura sulla carta ma una realtà già attiva e funzionante. Da esperienza diretta, risulta infatti accessibile e concreto nel riscontro alle segnalazioni. Per chi avesse necessità di contattarlo o presentare istanze, è possibile scrivere all’indirizzo: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
Operativo dal 2025, questo organismo ha il compito di:
• vigilare sul rispetto dei diritti a livello nazionale
• contrastare discriminazioni dirette e indirette
• ricevere segnalazioni da cittadini e associazioni
• promuovere l’effettiva inclusione sociale
Si tratta di un’autorità indipendente, nata anche per dare piena attuazione alla Convenzione ONU.
Perché istituire un garante comunale
L’importanza della figura comunale sta nella prossimità.
Se il garante nazionale opera su scala ampia, quello comunale interviene nella vita quotidiana:
• una rampa mancante
• un autobus non accessibile
• un servizio sociale inefficiente
• una scuola non inclusiva
Sono problemi concreti, locali, che spesso non arrivano ai livelli centrali ma incidono direttamente sulla qualità della vita.
Per questo motivo, il garante comunale può diventare:
• uno strumento rapido di tutela
• un canale diretto tra cittadini e istituzioni
• un elemento di pressione per migliorare le politiche pubbliche
L’inserimento dell’istituzione del garante comunale nel question time segnala come il tema della disabilità stia assumendo maggiore rilevanza politica e amministrativa.
Dopo anni di interventi normativi, la sfida oggi è rendere i diritti effettivi e accessibili nella vita quotidiana.
Ed è proprio su questo terreno che figure come il garante – soprattutto a livello locale – possono fare la differenza.
