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Riceviamo e pubblichiamo un nuovo comunicato stampa della coalizione Progetto Sezze 2027.

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Come coalizione Progetto Sezze 2027, vogliamo portare all'attenzione dei nostri concittadini un caso, purtroppo non il primo, per il quale l'attuale Amministrazione a guida del Sindaco Lidano Lucidi, si sta rendendo protagonista di mancata trasparenza amministrativa.
In breve il fatto: con pec in data 23.06.2026, il Consigliere Comunale di opposizione Dott. Sergio Di Raimo, ha richiesto ufficialmente l'accesso agli atti ex art. 43, comma 2, del TUEL (D. Lgs. 267/2000), relativo all'intero fascicolo amministrativo, tecnico, contabile e procedimentale per l'intervento di demolizione e ricostruzione dell'edificio ex centro sociale di Sezze Scalo, da destinare ad asilo nido. La richiesta comprende tutti gli atti presupposti, connessi e conseguenti. 
La stessa richiesta è finalizzata a verificare la regolarità dell'iter seguito dal Comune e il rispetto delle tempistiche imposte dal finanziamento ottenuto con il PNRR.
Ebbene, nonostante che l'art. 29 del Regolamento Comunale imponga di fornire entro tre giorni dalla richiesta i documenti al Consigliere Comunale nell'esercizio del suo mandato, a distanza di ben 10 giorni, il Dott. Di Raimo non ha ancora ricevuto riscontro.
Non v'è chi non veda che tale ingiustificato ritardo, denota una grave omessa trasparenza amministrativa; il diritto del Consigliere Comunale, non incontra infatti limitazioni a tutela della privacy dei terzi e non richiede alcuna motivazione specifica sulla finalità d'uso, essendo implicita nell'esercizio della carica. Questa eccessiva dilatazione dei tempi, deve quindi considerarsi illegittima. 
Pubblicato in Politica

 

 

 

A seguito dell'articolo dedicato al progetto "Residence Santa Lucia", alcuni lettori hanno chiesto chiarimenti sullo stato della RSA (Residenza Sanitaria Assistenziale) prevista nell'area dell'ex ospedale di Sezze.

La domanda è semplice: il progetto è ancora valido oppure si è fermato?

E quale sarà il futuro dei servizi sanitari oggi presenti sul territorio?

 

Dalle informazioni raccolte emerge un primo elemento positivo: la RSA è ancora prevista. Si tratta di un finanziamento regionale promosso dal consigliere Salvatore La Penna durante la giunta Zingaretti, non legato al PNRR e quindi non soggetto alle relative scadenze.

 

Nel corso degli anni sono state valutate diverse soluzioni. L'area dell'attuale ospedale è stata esclusa per mancanza di spazi adeguati. Anche l'ex sede ASL di via Cappuccini è stata accantonata perché il finanziamento disponibile non sarebbe stato sufficiente a coprire i costi di ristrutturazione. La soluzione oggi individuata riguarda invece l'area situata di fronte ai campi da tennis, dove dovrebbe sorgere una struttura destinata ad accogliere almeno sessanta ospiti.

Il progetto risulta quindi ancora attivo, ma si trova nelle mani della ASL di Latina, che deve completare l'iter amministrativo necessario per l'acquisizione dell'area e l'avvio dei lavori.

A questo punto la domanda diventa inevitabile: cosa manca ancora perché il progetto possa finalmente partire? Esistono ostacoli amministrativi, tecnici o finanziari che ne rallentano l'attuazione? E soprattutto quali iniziative possono essere assunte dalle istituzioni locali, dalla ASL e dalla Regione per accelerarne la realizzazione?

La questione è importante perché, come evidenziato nell’articolo di riferimento, la RSA potrebbe rappresentare molto più di una semplice struttura assistenziale. L'invecchiamento della popolazione renderà sempre più necessari servizi dedicati alla terza età e Sezze, grazie alla sua posizione geografica favorevole, alla vicinanza con Roma e con il litorale pontino, ai collegamenti ferroviari e stradali, al clima particolarmente mite e alla qualità della vita offerta dal territorio, potrebbe candidarsi a diventare un punto di riferimento di eccellenza per i servizi alla persona e all'assistenza degli anziani.

Non va inoltre dimenticato che il territorio ospita già diverse strutture dedicate alla terza età. Una presenza che potrebbe favorire la nascita di una vera e propria filiera economica e occupazionale legata all'assistenza, alla riabilitazione, ai servizi socio-sanitari e all'accoglienza. In questa prospettiva la RSA potrebbe rappresentare il primo tassello di un progetto più ampio, capace di creare lavoro qualificato e attrarre nuovi investimenti.

Ciò premesso, restano aperte due criticità che meritano risposte chiare.

La prima riguarda i tempi di realizzazione della RSA. Il progetto esiste, il finanziamento è disponibile e l'area sembra essere stata individuata. Ciò che i cittadini chiedono di conoscere è quale sia il cronoprogramma previsto e quando l'opera potrà concretamente vedere la luce.

La seconda riguarda il futuro dell'emergenza sanitaria a Sezze. Molti cittadini continuano a chiedersi quale destino attenda l'attuale punto di primo intervento e quali servizi saranno garantiti in futuro. La questione non è soltanto mantenere una struttura esistente, ma comprendere quale modello sanitario possa garantire la migliore tutela della salute dei cittadini, integrando medicina territoriale, assistenza di prossimità, servizi di emergenza e collegamenti efficienti con gli ospedali di riferimento.

Sono due questioni che meritano risposte chiare e pubbliche.

La RSA non rappresenta soltanto un servizio sanitario, ma una possibile opportunità di sviluppo, occupazione e attrazione di investimenti per il territorio. Il progetto esiste e le risorse sembrano disponibili: ciò che i cittadini chiedono di sapere è quando diventerà realtà e quale sarà, nello stesso tempo, il futuro dell'assistenza sanitaria di emergenza a Sezze.

Pubblicato in Attualità