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Venerdì, 07 Agosto 2026 18:42

SALARI REALI SEMPRE PIÙ INFLAZIONATI

 

 

In Italia i salari sono bassi per motivi diversi che si sommano, e quel -6,6% che vediamo è la parte più recente della storia.

Quel numero viene dai rapporti OCSE sugli ultimi anni. A seconda dell'anno di confronto cambia leggermente:

  • -6,1% dal 2021: è il peggior dato tra le grandi economie OCSE, secondo l'OCSE nel 2026.

  • -7,5% rispetto all'inizio del 2021, a inizio 2025.

  • -7,1% dal 2021, secondo le Prospettive occupazionali OCSE 2025.

  • L'ISTAT diceva, a settembre 2025, che eravamo ancora a -8,8% rispetto a gennaio 2021.

In pratica, la fotografia è sempre la stessa: dopo il Covid siamo l'unico grande Paese che non ha recuperato.

Perché è successo proprio ora? Per lo shock inflazione + contratti lenti.

Dal 1993 in Italia non c'è più la scala mobile. I contratti nazionali si rinnovano ogni tre anni sulla base dell'inflazione programmata, non di quella reale.

Quando l'inflazione è bassa, il sistema funziona. Quando è esplosa nel periodo 2021-2023 (+17,4% dei prezzi dal 2019 al 2024), il meccanismo è saltato.

I contratti sono arrivati con anni di ritardo: nel commercio con 4 anni di ritardo, nei metalmeccanici con 10 mesi.

Nei servizi, dove lavora il 70% degli italiani, la perdita è stata del 10%; nel turismo e nel commercio ha superato il 10%.

Intanto si pagano più tasse: è il fiscal drag. Gli scaglioni IRPEF non sono indicizzati, quindi si riceve un aumento nominale per rincorrere i prezzi, ma una parte viene assorbita dallo Stato.

Risultato: Francia e Germania hanno già recuperato i livelli pre-Covid, la Spagna li ha superati. L'Italia no.

Perché eravamo già indietro da 30 anni? Per la produttività ferma. Questo è il problema strutturale.

Le cause sono diverse:

  • imprese troppo piccole e poco capitalizzate;

  • pochi investimenti in tecnologie e formazione;

  • burocrazia e lentezza della Pubblica Amministrazione, che disincentivano gli investimenti;

  • tante ore lavorate in più (spesso per la conversione di part-time involontari in full-time), ma con una produttività bassa.

L'Osservatorio CPI dell'Università Cattolica lo riassume così: non è un fallimento dei sindacati, che oggi sanno che aumenti non legati alla produttività sono difficilmente sostenibili; è un problema di sistema Paese, ma anche di scelte politiche, sia imprenditoriali sia governative.

In più, c'è il cuneo fiscale al 44%: la busta paga netta è circa la metà del costo sostenuto dall'azienda, ma gli stipendi restano molto bassi.

Rendite contro lavoro: negli ultimi vent'anni sono cresciute le rendite immobiliari, tassate meno del lavoro, che sopra i 35.000 euro annui subisce una delle pressioni fiscali più alte d'Europa.

La famiglia media ha retto solo perché è entrato un secondo lavoratore in casa. Così il potere d'acquisto familiare è rimasto quasi invariato, ma lavorando di più, non guadagnando di più.

Ecco perché quel -6,6% è il conto che l'inflazione del 2022-2023 ci ha presentato. Ma è arrivato così salato perché da trent'anni non cresce la produttività e non si riesce a invertire questo sistema.

Se lo desideri, posso anche renderlo più incisivo e scorrevole, con uno stile adatto a un editoriale o a un post divulgativo.

Pubblicato in L'Approfondimento
Venerdì, 07 Agosto 2026 17:50

Guccini e i Mastri muratori di Sezze

 

 

 

Guccini ha accompagnato il nostro impegno civile e politico. Con lui se ne va anche una parte importante del nostro mondo. Come un cantastorie ha usato le canzoni per narrare e interpretare la società del tempo, per denunciare e resistere ad ogni ingiustizia. Ma per lui le canzoni sono state anche un modo per rivisitare musicalmente una certa cultura popolare, in particolare quella musica che si tramanda da persona a persona e si conosce con la frequentazione dei luoghi cari ai ceti popolari. Una certa musica che, senza spartiti o dischi, è circolata diffusamente e ancora circola in Italia tra la gente e non conosce autori, non ha titoli né si sa in quale territorio abbia avuto origine. Solo per fare un esempio, nella raccolta “Canzoni da osteria” di Francesco Guccini è presente un brano dal titolo “Maria la guerza”. Testi (sebbene con frasi differenti) e musica del suo ritornello li ritroviamo in un brano, presente nel territorio setino, che ho ascoltato la prima volta nei primi anni settanta da Antonio Campoli, il nostro compianto poeta dialettale. Non ha un titolo o forse Antonio Campoli non lo conosceva, ma lui disse che era la “Canzone dei Mastri muratori di Sezze”.  

Pubblicato in Attualità

 

 

L'Amministrazione comunale di Sezze compie un nuovo e importante passo verso la riqualificazione dello stadio comunale Augusto Tasciotti. Con determina del Settore Servizi al Territorio è stato approvato il progetto esecutivo dei lavori di ristrutturazione ed efficientamento energetico dell'impianto sportivo, un intervento dal valore complessivo di 1,5 milioni di euro, finanziato attraverso un mutuo con l'Istituto per il Credito Sportivo e Culturale nell'ambito del programma "Sport Missione Comune 2025". La determinazione rappresenta un momento fondamentale dell'iter amministrativo e consentirà ora di avviare la procedura per l'affidamento dei lavori, dando così concreta attuazione a uno degli investimenti più rilevanti programmati dall'amministrazione comunale nel settore dell'impiantistica sportiva. Il progetto è stato verificato e validato secondo quanto previsto dalla normativa vigente, risultando immediatamente cantierabile e pronto per il successivo avvio delle procedure di gara. L'intervento interesserà in maniera organica l'intero impianto sportivo comunale e permetterà di restituire alla città una struttura completamente rinnovata. Tra le opere previste figurano la realizzazione del nuovo terreno di gioco in erba sintetica, la messa a norma della tribuna esistente, la costruzione di una nuova tribuna, il completo rifacimento degli spogliatoi, la riqualificazione dell'area sottostante la tribuna e un importante intervento di efficientamento energetico dell'intero complesso. L'obiettivo è quello di rendere il Tasciotti un impianto moderno, sicuro, accessibile e funzionale, capace di rispondere alle esigenze delle società sportive, degli atleti e di tutti coloro che vivono quotidianamente la realtà dello sport cittadino. L'investimento consentirà inoltre di migliorare la qualità complessiva delle infrastrutture sportive comunali, offrendo spazi più adeguati all’attività agonistica e dilettantistica e creando le condizioni per ospitare eventi e manifestazioni in una struttura rinnovata sotto il profilo tecnico, funzionale ed energetico. "Con questo provvedimento – dichiara il sindaco Lidano Lucidi – compiamo un passo fondamentale verso la realizzazione di un'opera che la nostra città attende da anni. Lo stadio Augusto Tasciotti rappresenta un punto di riferimento per lo sport setino e meritava un intervento di riqualificazione profondo. Restituiremo agli atleti, alle società sportive e ai cittadini un impianto moderno, più sicuro, efficiente e all'altezza delle esigenze del territorio. È un investimento importante sullo sport, sui giovani e sulla qualità delle infrastrutture pubbliche, frutto di un lavoro amministrativo che oggi entra nella sua fase operativa. Questa amministrazione ha scelto di investire con convinzione nello sport perché crediamo che rappresenti uno straordinario strumento di crescita, inclusione e aggregazione sociale. Riqualificare il Tasciotti significa valorizzare un patrimonio della nostra comunità e creare nuove opportunità per le associazioni sportive, per i ragazzi e per tutte le famiglie che ogni giorno frequentano l'impianto".

Pubblicato in Attualità