L'articolo di Pierino Ricci dei giorno scorsi, pubblicato su La Notizia Condivisa, che propone di immaginare Sezze come capitale dei Lepini, offre uno spunto che va oltre il dibattito del momento. È forse l'occasione per iniziare a ragionare su un vero Manifesto per Sezze 2037: non un programma elettorale, ma una visione condivisa dei prossimi dieci anni.
Credo che la prima parola debba essere programmazione. Troppo spesso ci troviamo a rincorrere le emergenze, mentre dovremmo partire da una semplice domanda: dove vogliamo essere tra dieci anni?
Per rispondere servono idee, ma soprattutto servono i numeri. Ogni scelta pubblica dovrebbe nascere dall'analisi dei dati: conoscere la situazione finanziaria, i bisogni della popolazione, le potenzialità del territorio e misurare nel tempo i risultati raggiunti. Senza questa base, ogni proposta rischia di restare soltanto uno slogan.
Sezze possiede un patrimonio storico, culturale e naturalistico straordinario. Ma il suo vero valore aggiunto potrebbe nascere dalla capacità di fare sistema con gli altri Comuni dei Lepini, realizzando quelle economie di scala che permettono di offrire servizi migliori spendendo meno.
L'esempio più semplice è la raccolta dei rifiuti: organizzare alcuni servizi insieme ad altri Comuni significa ridurre i costi, aumentare l'efficienza e liberare risorse da destinare ad altri interventi. Lo stesso principio può valere per turismo, trasporti, promozione del territorio e servizi ai cittadini.
Mi auguro che da questo confronto possa nascere un dibattito costruttivo, capace di coinvolgere l'intera comunità. I nostri giovani, le famiglie e gli anziani hanno bisogno soprattutto di una prospettiva.
Le opinioni e anche le critiche sono indispensabili in democrazia. Ma, dopo aver evidenziato i problemi, arriva sempre il momento più importante: costruire insieme le soluzioni.
