La concessione di 500.000 euro da parte della Regione Lazio per avviare la riqualificazione del Teatro Sacro Italiano è una buona notizia. Dopo la revoca del precedente finanziamento, Sezze dispone di una nuova opportunità per recuperare un luogo importante della propria storia.
La deliberazione regionale n. 792 del 10 settembre 2026 parla di un “primo lotto funzionale”, che prevede lavori edili e impiantistici, interventi per la sicurezza, sistemazione degli accessi e della viabilità interna, illuminazione e recupero delle aree verdi.
Occorre però comprenderne meglio la portata: quali opere saranno effettivamente realizzate con i 500.000 euro? Quale parte dell’area diventerà utilizzabile? Che cosa resterà da completare e con quali ulteriori risorse?
Non si tratta di porre ostacoli o svalutare il risultato raggiunto, ma di accompagnare positivamente il percorso. La storia dell’Anfiteatro ci invita a definire, insieme al finanziamento, la destinazione della struttura, i tempi di realizzazione e il modello di gestione.
Il sindaco parlerà del progetto in Consiglio comunale martedì 29 settembre alle ore 16.30. In quell’occasione dovrebbe indicare con esattezza quando intende presentare ai cittadini il progetto nella sua interezza. Al confronto istituzionale potrebbe affiancarsi un momento pubblico di partecipazione. Il Comune potrebbe predisporre avvisi e materiale informativo, anche digitale, per spiegare l’intervento e raccogliere osservazioni e proposte.
L’invito dovrebbe essere rivolto all’intera comunità: associazioni, operatori culturali, compagnie teatrali, scuole, attività economiche e realtà impegnate nella promozione del territorio. Un contributo importante può arrivare anche dalla grande piazza dei social, che nessuno vuole “azzittire” — impresa peraltro piuttosto difficile — ma, al contrario, ascoltare e valorizzare, affinché osservazioni e critiche possano tradursi in idee, proposte e progetti concreti per il futuro dell’Anfiteatro.
È questo il momento di mettere a disposizione esperienze e competenze, superando il consueto “Blob” di accuse, sospetti e polemiche che confonde tutto e non costruisce nulla.
Da tempo proponiamo, come semplice contributo alla discussione, l’ipotesi “Teatro Costa d’inverno e Anfiteatro d’estate”, concepita come un progetto culturale aperto all’intero territorio dei Monti Lepini. La compagnia Le Colonne, conosciuta a livello nazionale e tra le realtà teatrali più rappresentative del nostro territorio, ha già dato la propria disponibilità a partecipare allo sviluppo del progetto di riapertura dei due teatri.
I cittadini hanno il diritto di sapere che cosa bolle in pentola, ma anche la responsabilità di partecipare alla sua preparazione. Non chiediamo soluzioni già confezionate, bensì un percorso trasparente nel quale Comune, comunità e operatori possano costruire insieme il futuro dell’Anfiteatro.
Le proposte servono adesso, prima che si alzi il sipario, insieme alla necessaria attenzione affinché questa nuova opportunità non produca altri debiti, buchi o opere incompiute. Dopo rischieremmo di rivedere il solito, inutile “Blob” delle polemiche fuori tempo, già troppe volte andato in scena nella tormentata storia dell’Anfiteatro.
