Latina, 1 dicembre 2025 — Tornano le tensioni sulla gestione del servizio idrico nel Sud Pontino. Il Coordinamento PSI Sud-Pontino esprime stupore per le recenti accuse rivolte da alcuni Sindaci alla Conferenza dei Sindaci, definita “inetta” e “inadempiente”. Le critiche riguarderebbero la mancata adesione all’aumento tariffario richiesto dal gestore privato Acqualatina o alla ricapitalizzazione da 30 milioni di euro, un onere ritenuto insostenibile per i bilanci comunali.
Secondo il Coordinamento, a essere davvero inadempiente sarebbe invece la stessa Acqualatina: aumenti tariffari senza miglioramenti del servizio, dispersioni idriche salite dal 46% nel 2002 al 70% nel 2024, ritardi sui dissalatori, costi energetici crescenti e il mancato raggiungimento degli obiettivi legati al mutuo da 115 milioni destinato all’ammodernamento della rete.
Nonostante ciò, per il periodo 2024–2029 la società richiede un nuovo aumento del 9,5%, giustificato con investimenti già previsti nel Piano 2022–2023. Il dubbio sollevato è semplice: sono stati davvero realizzati?
Il Coordinamento segnala inoltre incongruenze nei bilanci: investimenti dichiarati che “lievitano” di oltre 12 milioni e debiti dei Comuni ATO4 mai chiariti, nonostante un costoso progetto di recupero delle dispersioni.
Richiamando la normativa che prevede la trasformazione delle gestioni miste in aziende pubbliche, il PSI Sud-Pontino chiede alla Conferenza dei Sindaci di intervenire con decisione: verificare gli investimenti, applicare le penali, accertare i mutui e denunciare le inefficienze del gestore.
“È tempo di rispettare la volontà espressa dai cittadini nel Referendum del 2011: l’acqua è un bene comune e deve tornare pubblica”, conclude la nota.
