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Alcol e decoro urbano: un’ordinanza che arriva tardi e convince poco

Dic 24, 2025 Scritto da 
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È stata pubblicata ieri mattina sull’albo pretorio del Comune di Sezze una nuova ordinanza sindacale in materia di alcol e decoro urbano. Un provvedimento che, nelle intenzioni, dovrebbe tutelare la sicurezza, il rispetto degli spazi pubblici e la vivibilità della città, introducendo divieti di vendita, consumo e bivacco in alcune aree sensibili del centro urbano e nel Parco della Rimembranza.
Sulla carta, nulla di nuovo. Anzi, viene spontaneo chiedersi: perché solo ora?
Il sindaco è in carica da circa quattro anni. Quattro anni durante i quali il problema del degrado urbano, del consumo incontrollato di alcol nelle strade e dell’abbandono di alcune aree pubbliche è stato più volte segnalato dai cittadini, dai residenti e dagli stessi commercianti.
Le situazioni che oggi si vogliono contrastare con un’ordinanza — schiamazzi notturni, bottiglie abbandonate, bivacchi, mancanza di decoro — non sono certo nate ieri. Erano sotto gli occhi di tutti, amministratori compresi.
Per questo motivo il provvedimento appare, a molti, come una risposta tardiva, più simbolica che sostanziale.
Il vero nodo: chi controllerà?

Il punto centrale non è tanto cosa vieta l’ordinanza, ma chi garantirà che venga rispettata.
Negli anni passati, altre ordinanze simili sono rimaste lettera morta, prive di controlli sistematici e di sanzioni realmente applicate. Senza una presenza costante della polizia locale, senza controlli serali e notturni, senza un coordinamento efficace, il rischio è che anche questa ordinanza finisca nel dimenticatoio.
I cittadini se lo chiedono apertamente:

- chi controllerà la vendita per asporto dopo le 19?
- chi impedirà il consumo di alcol nelle strade indicate?
- chi vigilerà sul Parco della Rimembranza, già più volte teatro di incuria e abbandono?

L’ordinanza invita alla collaborazione di cittadini ed esercenti, richiamando il senso di responsabilità verso la comunità. Un appello condivisibile, ma che non può sostituire il ruolo dell’amministrazione.
La responsabilità principale resta politica e amministrativa: prevenzione, programmazione, controllo e continuità d’azione. Senza questi elementi, ogni ordinanza rischia di essere percepita come un atto di facciata, utile più a comunicare che a risolvere.

Un provvedimento che non scalda più nessuno.


Dopo quattro anni di gestione del territorio, questa ordinanza non suscita entusiasmo né fiducia. Al contrario, alimenta scetticismo. Per molti cittadini rappresenta l’ennesimo tentativo tardivo di intervenire su problemi strutturali mai affrontati con decisione.
Se davvero si vuole parlare di sicurezza urbana e decoro, servono *azioni concrete, controlli costanti e una visione di lungo periodo*, non solo divieti annunciati quando la situazione è ormai compromessa.
La domanda, dunque, resta aperta:
questa ordinanza segnerà un reale cambio di passo o sarà soltanto un altro documento destinato a restare sulla carta?

Pubblicato in Attualità

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