Trump il pacificatore! Premio Nobel subito
Trump con il suo modo di fare, sta puntando al premio Nobel della pace, vantandosi di aver concluso sette guerre. Può un uomo che nella sua storia imprenditoriale ha concluso sette fallimenti questi si che sono veri che vanno dal 1991 al 2024, fallimenti che lo hanno portato ad essere sotto inchiesta e condannato dagli inquirenti americani con tutte le sue aziende immobiliari e resort, condanne sospese perché eletto presidente.
Allora per quanto riguarda le sette guerre sono quelle a suo dire dell’Etiopia-Egitto, Cambogia-Thailandia, Israele-Iran, Repubblica Democratica del Congo-Thailandia, India-Pakistan, Kosovo, Egitto ed Etiopia e Armenia e Azerbaigian, in realtà il presidente Trump ha veramente chiuso sette guerre come dice? Ma i successi sbandierati da Trump sembrano scollegati dalla realtà. In realtà Trump ha “supervisionato accordi temporanei o parziali in sette conflitti” ma nel computo vanno inseriti anche quelli raggiunti durante il suo primo mandato. Tra questi lo scontro tra Etiopia ed Egitto, da anni impegnati in un braccio di ferro sulla diga etiope sul Nilo, che secondo Il Cairo minacciare il suo approvvigionamento idrico. L’altra crisi “risolta” durante il primo mandato di Trump è quella tra Serbia e Kossovo: l’accordo “di normalizzazione economica” risale al 2020. Ma le tensioni tra i due paesi sono tutt’altro che risolte. Mentre sembra tenere la tregua tra Cambogia e Thailandia, grazie anche alla vigilanza della Cina. La narrazione trumpiana scricchiola anche sull’accordo raggiunto tra India e Pakistan, dopo le giornate infuocate dell’ennesima crisi per il Kashmir; l’India nega che Trump abbia avuto alcun ruolo nel raggiungimento del cessate il fuoco.
La politica invita, poi, a un distinguo fondamentale; la fine degli scontri armati non necessariamente coincide con una reale pacificazione che “spenga “, in maniera definitiva, la possibilità e i motivi di una guerra. E’ il caso del conflitto tra Israele e Iran che appare più congelato che risolto, peraltro solo dopo l’intervento militare dell’America. Vacilla anche la “pace “raggiunta tra il Ruanda e la Repubblica Democratica del Congo, minata da troppe incognite. Ultima in ordine di tempo: la decisione dei ribelli del M23 (ribelli del 23 marzo della repubblica democratica del Congo), che hanno in mano la parte orientale della Repubblica Democratica del Congo, di abbandonare i colloqui di pace con il governo. Trump ha comunque strappato, in questa occasione, un accordo sulle terre rare, facendo uno sgambetto alla Cina confermando così la sua vocazione agli affari. Infine, c’è sul piatto la pacificazione tra Armenia e Azerbaigian un successo per Trump anche dal punto di vista economico e di un accordo per il transito tra i due confini oggi fortemente militarizzati…ma fino a quando durerà? E’ di questi giorni il famoso accordo tra Trump e Netanyahu sui 21 punti per raggiungere una pace “eterna “tra Hamas e Israele senza la Palestina, ma già si notano le prime crepe, in quanto l’accordo” purtroppo”, non dà nessuna certezza al popolo palestinese ed è un accordo troppo sbilanciato a favore d’Israele e a favore degli interessi di Trump. Ma resta “il buco nero “dell’Ucraina. Per Trump il pacificatore sarà il “suo” vero banco di prova insieme alla questione “Palestinese”, per essere candidato a premio Nobel per la pace.
“La riforma dello sport”, il Convegno tra istituzioni e società sportive
Il Comune di Sezze, in collaborazione con Sport e Salute e il CONI, organizza il convegno “La riforma dello sport”, in programma il 3 ottobre 2025 presso l’Auditorium San Michele Arcangelo (via Garibaldi 2 – Sezze), con inizio alle ore 15.00.
L’iniziativa si rivolge a operatori sportivi, società sportive e rappresentanti della pubblica amministrazione impegnati nella gestione e nello sviluppo del settore sportivo. L’obiettivo è approfondire i contenuti della recente riforma che ha dato nuova dignità al lavoro sportivo, ridefinendo regole, diritti e opportunità per atleti, dirigenti e associazioni.
Durante il convegno saranno affrontati temi centrali come:
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Il nuovo quadro giuridico che ha eliminato il vincolo di tesseramento a lungo termine nel settore giovanile;
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Il funzionamento della giustizia sportiva, con particolare attenzione ai meccanismi di tutela e regolamentazione;
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Il credito sportivo, con focus sulle modalità di accesso alle agevolazioni sia per le società sportive che per gli enti pubblici.
Il programma degli interventi prevede la partecipazione di rappresentanti istituzionali ed esperti del settore:
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Sindaco Lidano Lucidi – Saluti istituzionali
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Dott. Fabio Caiazzo, Cda Sport e Salute
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Dott. Carmelo Parrello, Presidente Associazione Nazionale Commercialisti per lo Sport
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Dott. Vincenzo Lamorte, Responsabile Servizio Rete Commerciale ICSC
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Avv. Giovanni Fontana, Docente di diritto sportivo – Scuola dello Sport
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Arch. Massimo Cerasoli, CONI
Il convegno rappresenta un’importante occasione di confronto e aggiornamento su una riforma destinata a segnare profondamente il futuro dello sport italiano, valorizzando il ruolo delle società, degli operatori e delle istituzioni.
