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Comunicato Stampa

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La Servizi Pubblici Locali Sezze sarà tra i protagonisti dell’undicesima edizione della “Keep Clean and Run”, la grande iniziativa nazionale dedicata alla sensibilizzazione ambientale e alla lotta contro l’abbandono dei rifiuti. L’edizione 2025 si terrà dal 25 al 30 ottobre, in sei tappe che percorreranno un tratto della Via Francigena del Sud, portando con sé un messaggio chiaro: la cura dell’ambiente comincia da gesti semplici, concreti e condivisi. Nel suo cammino, la carovana della “Keep Clean and Run” farà tappa anche a Sezze, domenica 26 ottobre, con arrivo previsto intorno alle 10:30 nel quartiere Fontanelle. Qui la SPL sarà presente con la propria isola ecologica itinerante, un’iniziativa che da tempo rappresenta un punto di incontro tra cittadini e operatori per la raccolta differenziata e il corretto conferimento dei rifiuti. L’appuntamento si svolgerà a ridosso di Parco Harris, che per un giorno diventerà il cuore di un’azione collettiva all’insegna del rispetto e della responsabilità ambientale. A commentare la partecipazione della società è l’amministratore unico Antonio Ottaviani, che sottolinea il valore profondo di questa esperienza: “La Keep Clean and Run non è solo una corsa o una manifestazione: è un viaggio che unisce sport, ambiente e comunità. Per noi di SPL rappresenta un’occasione preziosa per ribadire quanto sia importante prendersi cura del proprio territorio, ogni giorno, con piccoli ma fondamentali gesti. Partecipare significa dimostrare che il cambiamento è possibile solo se ciascuno fa la propria parte. Queste iniziative devono essere da stimolo per migliorare i nostri comportamenti, per rafforzare la collaborazione tra cittadini e istituzioni, e per costruire una città più pulita, più accogliente e più consapevole”. Ottaviani ha poi aggiunto: “Siamo convinti che la tutela dell’ambiente non sia soltanto un dovere, ma una forma di rispetto verso noi stessi e verso le generazioni future. Vedere tante persone camminare, correre e raccogliere rifiuti lungo il percorso è un’immagine potente, che ci ricorda come anche i gesti più semplici possano generare un grande impatto positivo. SPL continuerà a essere al fianco di chi sceglie di impegnarsi per un futuro sostenibile, attraverso progetti concreti e iniziative di educazione ambientale rivolte a tutta la cittadinanza”. L’amministratore unico ha inoltre rivolto un appello ai cittadini: “Cogliamo l’occasione per invitare tutti a evitare la spiacevole abitudine di abbandonare i rifiuti ingombranti o creare vere e proprie discariche a cielo aperto. Sono comportamenti che danneggiano non solo l’ambiente, ma anche l’immagine e la vivibilità della nostra città. SPL è costantemente impegnata per offrire un servizio efficiente e vicino alle esigenze della comunità, anche attraverso le isole ecologiche itineranti, che intendiamo proseguire con continuità su tutto il territorio. Questi appuntamenti rappresentano un’opportunità concreta per conferire correttamente ogni tipo di materiale e per contribuire, insieme, a rendere Sezze un luogo più decoroso e sostenibile”. La partecipazione alla Keep Clean and Run 2025 si inserisce nel più ampio impegno della SPL per la promozione di una cultura ecologica diffusa, fatta di informazione, servizi efficienti e occasioni di coinvolgimento diretto. L’isola ecologica itinerante, già molto apprezzata dai cittadini, sarà anche in questa occasione uno spazio di ascolto e confronto, dove personale qualificato fornirà informazioni sulla corretta gestione dei rifiuti e distribuirà materiale informativo per sensibilizzare sui temi del riciclo e della sostenibilità. L’appuntamento del 26 ottobre sarà dunque un momento di partecipazione collettiva e di orgoglio per Sezze, una tappa simbolica di un cammino che parla di comunità, responsabilità e amore per il proprio territorio.

Pubblicato in Attualità
Giovedì, 23 Ottobre 2025 08:31

Serve un piano straordinario per la sanità!

 

 

È chiaro che l’arresto del consigliere regionale Enrico Tiero (FdI) getta un’ombra pesante sul ruolo della Regione Lazio e sul sistema degli appalti e dell’accreditamento delle strutture private nella sanità.
Finora il presidente Rocca è rimasto in silenzio, ma non può sottrarsi a queste gravi accuse. Le accuse parlano di un sistema clientelare e di favoritismi.

I cittadini devono sapere quale sarà la posizione politica della Regione in merito alla questione Tiero e, più in generale, sulla sanità del Lazio, perché si ripropone il problema della sanità privata contrapposta a quella pubblica e regionalizzata.

Purtroppo non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire.
Più volte, come “Per Latina 2032”, abbiamo denunciato che la sanità deve tornare a un ruolo pubblico. Le 21 sanità regionali rappresentano un costo enorme e non producono più un servizio efficiente e vicino ai cittadini, ma solo clientele e affari.

I pronto soccorso scoppiano perché sono stati chiusi tutti gli ospedali di periferia. Le piante organiche degli addetti al pronto soccorso sono sotto organico e si sopperisce con medici di reparto o personale precario. Sono anni che si va avanti così, con concorsi fermi.
I vecchi presidi ospedalieri sono stati trasformati in “case della salute” o RSA a pagamento (o con ISEE), con personale spesso sottoutilizzato, mal pagato, con contratti precari e attrezzature ridotte al minimo. Anche in queste strutture si registrano lunghe liste d’attesa.

Attenzione: nulla in contrario al privato, ma va detto con chiarezza che il privato può essere integrativo al sistema pubblico, non sostitutivo o, peggio, in competizione con esso.

Andare oggi in pronto soccorso è diventato un martirio: pazienti parcheggiati per giorni nei corridoi in attesa di un ricovero o di una visita; liste d’attesa sempre più lunghe; cure sempre più a pagamento.
Oltre sei milioni di cittadini ormai non si curano più, e molti sono costretti a emigrare in altre regioni per ricevere cure adeguate.
È inutile che la direttrice della ASL, la dott.ssa Sabrina Cenciarelli, ci racconti la favola che i tempi delle liste d’attesa e dei ricoveri ospedalieri siano stati ridotti di qualche ora rispetto all’anno precedente.

La società invecchia, ma la cosa assurda è che la politica sanitaria è sempre più privatizzata e rivolta a chi ha soldi. È ormai una guerra tra privati convenzionati e strutture pubbliche.

L’aumento dell’aspettativa di vita è una conquista del nostro tempo, ma porta con sé tante sfide, sempre più complesse.
Cresce l’aspettativa di vita, ma aumentano le esigenze degli anziani: il 25% di chi vive in Italia ha più di 65 anni e, secondo l’ISTAT, nel 2050 sarà il 36%.
Attualmente l’aspettativa di vita è di 84 anni e dovrebbe crescere di altri cinque entro la metà del secolo.
Tuttavia, questi anni “extra” rischiano di essere vissuti in condizioni di non autosufficienza. Già oggi oltre 3,9 milioni di persone non riescono a svolgere autonomamente le attività quotidiane e sopravvivono con pensioni da fame.
Chi non è solo riesce a farcela grazie a oltre 7 milioni di familiari o badanti che garantiscono una cura continua e integrano l’assistenza pubblica.

Il governo Meloni ha ridotto notevolmente gli obiettivi del PNRR: le Case di comunità da 400 a 304, le Centrali operative territoriali da 600 a 524, mentre nella finanziaria attuale si prevede la chiusura di 1.800 centri di terapia intensiva. Poco o niente è previsto per la sanità pubblica (solo 2,4 miliardi, insufficienti perfino per gli aumenti contrattuali).

È chiaro che, a fronte dei tagli alla sanità pubblica, ingrassa quella privata, che ormai copre oltre il 48%.
Le prestazioni della sanità pubblica — da 228 milioni tra visite ed esami — sono crollate a 206 milioni.
Il dato più eloquente riguarda i ricoveri: gli ospedali pubblici hanno perso oltre 740.788 ricoveri, e oggi uno su quattro avviene in strutture private.

Sarebbe interessante se la dott.ssa Cenciarelli e il presidente Rocca ci fornissero qualche dato concreto su quante prestazioni e ricoveri, negli ultimi anni, abbia perso il Goretti in favore del privato.

I dati mostrano chiaramente come le disuguaglianze in tema di salute siano aumentate, anche a causa delle “presunte autonomie delle Regioni”, che hanno danneggiato sia se stesse che i cittadini.

È del tutto evidente che il tema delle disuguaglianze di salute sarà sempre più centrale, anche in relazione al crescente impoverimento di ampie fasce della popolazione, dovuto a disoccupazione, bassi salari, lavoro precario e riduzione delle tutele sociali.
Un impoverimento che, come sappiamo, ha forti impatti negativi sulla salute — a partire dai bambini fino agli anziani.

Ecco, presidente Rocca, metta fine alla politica degli annunci quotidiani fini a se stessi e predisponga un piano straordinario per rilanciare il servizio sanitario pubblico, coinvolgendo tutti.
Si fermi il progetto di autonomia differenziata, che comporterà un ulteriore aumento dei costi a carico dei cittadini e maggiori disparità tra le regioni.
Si apra invece un dibattito per rivedere l’applicazione dell’articolo V della Costituzione, che oggi finanzia 21 centri di spesa sanitaria regionale, in favore di una sanità pubblica unitaria.

Questa frammentazione sta danneggiando la sanità e minando la coesione sociale del nostro Paese.

Pubblicato in L'Approfondimento