La sanità tra promesse e costi da tagliare
Riceviamo e pubblichiamo una riflessione del cittadino Paolo Croce relativa alla condizione in cui si trova il nosocomio setino San Carlo.
"Passando davanti al Parco dei Cappuccini, devastato dal vandalismo, ho provato la stessa amarezza che provo pensando al nostro ex ospedale 'San Carlo'. Sono due facce della stessa medaglia: l'abbandono sistematico del nostro territorio.
Dal 2015, anno della chiusura dell'ala vecchia, l'ospedale di Sezze è rimasto sospeso in un limbo: una struttura 'né carne né pesce', che ci viene promessa come hub di futuro, ma che nei fatti ci ha sottratto il diritto alla cura. Ci dicono che la chiusura è legata a parametri numerici — bacini d'utenza che devono superare i 50.000-70.000 abitanti — ma chi vive qui sa che questa è solo una logica burocratica che ignora la realtà geografica e le necessità reali di migliaia di persone.
La verità è che la sanità è stata trattata come un costo da tagliare. Con la chiusura di 70 ospedali in tutta Italia, si è deciso che l'efficienza matematica vale più del diritto alla salute delle piccole comunità. E i nostri amministratori locali? Spesso si ritrovano con le mani legate, schiacciati da direttive regionali e statali che non lasciano spazio di manovra.
Ma il risultato è sempre lo stesso: Sezze viene trattata come periferia, privata dei servizi essenziali e lasciata al degrado anche nei suoi spazi di svago, dove la mancanza di controllo e di telecamere è solo l'ultimo capitolo di questa indifferenza.
Forse questo scritto sarà solo l'ennesima lettura destinata a non avere seguito immediato. Non abbiamo bisogno di altri slogan elettorali su cosa accadrà tra dieci anni; abbiamo bisogno di risposte serie su un presente dove la salute è la cosa più importante che abbiamo e dove il rispetto per i beni comuni dovrebbe essere la base di ogni amministrazione."
