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Autismo, nel Distretto LT2 un bando ricco di opportunità. E il Distretto LT3? Il grande assente
Mentre il Distretto Socio-Sanitario LT2 pubblica un avviso pubblico ricco di interventi dedicati alle persone con disturbo dello spettro autistico, nel vicino Distretto LT3 continua a regnare il silenzio. Una disparità che solleva interrogativi importanti e che riporta al centro un tema spesso sottovalutato: i diritti delle persone con disabilità non possono dipendere dal luogo di residenza.
L'avviso del Distretto LT2, finanziato attraverso il Fondo per l'Inclusione delle persone con disabilità, rappresenta un esempio di programmazione articolata e concreta. Non si limita a offrire un singolo servizio, ma costruisce una rete di interventi che accompagna la persona con autismo e la sua famiglia lungo diverse fasi della vita.
Tra le iniziative previste figurano percorsi di socializzazione per bambini, adolescenti e giovani adulti, tutoraggi individuali, laboratori per l'autonomia, attività sportive e artistiche, musicoterapia, summer camp, colonie estive, soggiorni educativi, week-end di sollievo per le famiglie, percorsi di preparazione al lavoro, iniziative di inclusione sociale e perfino progetti di accompagnamento al conseguimento della patente per giovani con autismo ad alto funzionamento. Accanto a questi sono previsti parent training, sostegno psicologico, corsi di ABA e Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA), gruppi dedicati ai fratelli e alle sorelle delle persone con autismo e numerosi altri percorsi personalizzati.
L'obiettivo dichiarato è quello di costruire progetti individualizzati, calibrati sulle caratteristiche e sul livello di supporto necessario per ogni persona, favorendone la partecipazione sociale, lo sviluppo delle autonomie e una migliore qualità della vita.
Di fronte a un'offerta così ampia nasce, inevitabilmente, una domanda.
Perché tutto questo non accade anche nel Distretto LT3?
È una domanda che molte famiglie si pongono da anni. Genitori che convivono quotidianamente con le difficoltà legate alla gestione di figli con autismo, soprattutto nei casi di maggiore gravità, e che spesso si trovano davanti a un'offerta di servizi insufficiente o inesistente.
La conseguenza è drammatica: alcune famiglie arrivano persino a valutare il trasferimento della propria residenza in un altro distretto pur di garantire ai propri figli servizi educativi, percorsi di autonomia e occasioni di inclusione che altrove sono disponibili.
È una situazione che non dovrebbe esistere.
La normativa nazionale e regionale riconosce pari diritti alle persone con disabilità, ma nella pratica il territorio continua a fare la differenza. Così accade che un ragazzo con autismo abbia opportunità completamente diverse semplicemente perché vive in un Comune anziché in un altro.
Non si tratta di alimentare polemiche tra territori né di mettere in discussione il lavoro svolto dal Distretto LT2, che merita anzi di essere valorizzato come esempio positivo. La vera questione è capire perché le stesse opportunità non vengano garantite anche ai cittadini del Distretto LT3.
Le famiglie non chiedono privilegi. Chiedono pari dignità, continuità assistenziale e servizi adeguati ai bisogni dei propri figli. Chiedono che nessuno sia costretto a cambiare casa, Comune o Distretto per poter esercitare un diritto fondamentale.
L'auspicio è che questo bando rappresenti non solo una buona notizia per i cittadini del Distretto LT2, ma anche uno stimolo per il Distretto LT3 e per tutte le istituzioni competenti affinché vengano avviate politiche altrettanto concrete.
Perché l'inclusione non può essere una fortuna geografica. Deve essere un diritto garantito a tutti.

Pubblicato in Attualità