Marco Cherchi presenta il suo "Manifesto sull'ordine urbano e territoriale"
Un invito alla responsabilità collettiva, alla cura degli spazi pubblici e al rispetto del territorio. È questo il cuore del "Manifesto sull'ordine urbano e territoriale" diffuso dal cittadino di Sezze Marco Cherchi, una riflessione che pone al centro il valore del decoro urbano e della tutela dell'ambiente come elementi fondamentali per la qualità della vita di una comunità.
Nel suo intervento, Cherchi descrive l'ordine urbano e territoriale come «un respiro», ovvero il modo in cui una comunità riesce a raccontarsi attraverso la cura delle proprie strade, piazze, borghi e campagne. «Basta guardare una piazza pulita, un vicolo ordinato, un sentiero di campagna libero dai rifiuti – scrive – per capire che lì qualcuno ha deciso di credere ancora nella bellezza condivisa».
Uno dei passaggi centrali del manifesto riguarda il valore simbolico della pulizia, definita «il primo atto poetico di una comunità». Secondo Cherchi, una strada pulita rappresenta un segno di accoglienza, un parco curato un gesto di protezione verso i più piccoli, mentre il rispetto dei sentieri e delle aree rurali diventa una forma di attenzione nei confronti della terra. Da qui l'idea che «la pulizia è la grammatica della civiltà», perché attenzione, rispetto e senso di appartenenza sono strettamente collegati.
Ampio spazio viene dedicato anche al concetto di decoro, inteso non come ricerca della perfezione estetica, ma come manifestazione concreta dell'amore per il proprio territorio. Il manifesto richiama alcuni comportamenti quotidiani considerati essenziali: evitare l'abbandono dei rifiuti, non sporcare gli spazi comuni, contrastare gli atti vandalici e impedire che città e campagne diventino luoghi degradati o anonimi.
Per Cherchi, anche il rispetto delle regole rappresenta uno strumento di libertà e di convivenza civile. Senza regole, sostiene, prevalgono l'indifferenza e gli interessi individuali, mentre norme condivise consentono di proteggere chi vive e rispetta gli spazi comuni.
Nel documento viene inoltre evidenziato il legame tra la qualità degli spazi pubblici e la sicurezza. «La sicurezza nasce dalla cura», afferma Cherchi, spiegando che manutenzione, illuminazione, pulizia e partecipazione dei cittadini contribuiscono più di ogni altra misura a rendere un territorio vivibile e protetto.
Il manifesto si conclude con un appello a contrastare il degrado, definito «il contrario della poesia» e una ferita alla dignità collettiva. Per l'autore, un territorio ordinato è un territorio che funziona, include, accoglie e favorisce lo sviluppo della comunità.
«L'ordine urbano e territoriale – conclude Marco Cherchi – è il modo in cui una comunità dice: "Noi ci teniamo. Noi ci siamo. Noi siamo questo territorio"».
