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Venerdì, 24 Luglio 2026 12:14

La visita del Papa a Lampedusa

 

Anche il Papa ha voluto recarsi a Lampedusa. Il nuovo Pontefice americano ha voluto testimoniare, con la sua presenza, la vicinanza alla comunità dell'isola e a quanti approdano sulle sue coste in cerca di salvezza. Non si è trattato soltanto di un gesto simbolico, ma della conferma di una precisa scelta pastorale e morale: stare dalla parte dei più poveri, degli emarginati e di chi è costretto a fuggire dalla fame, dalla guerra e dalla disperazione.

La posizione di Papa Leone è chiara e non lascia spazio a equivoci. Il suo messaggio richiama il dovere di vincere l'indifferenza e di contrastare una globalizzazione che rischia di appiattire le coscienze, mortificare le differenze e ridurre la dignità umana a un fatto secondario.

Prevost ha scelto di compiere questa visita nell'anniversario dell'Indipendenza degli Stati Uniti, una ricorrenza dal forte valore simbolico. Una data che richiama il cammino di milioni di uomini e donne che, nel corso della storia, hanno lasciato la propria terra in cerca di libertà e di un futuro migliore. Con questa scelta il Papa ha voluto ribadire che, prima di ogni altra considerazione politica o economica, viene la tutela della vita e della dignità di ogni essere umano.

Il lancio della corona di fiori nel mare di Lampedusa ha rievocato il gesto compiuto da Papa Francesco, rinnovandone il significato: un omaggio alle vittime delle migrazioni e un invito a non dimenticare chi ha perso la vita nel tentativo di attraversare il Mediterraneo.

Il dramma dell'emarginazione continua a interrogare la coscienza dell'umanità. È una ferita che chiama in causa la responsabilità di ciascuno e che non può lasciare indifferenti le persone di buona volontà. Di fronte a questa tragedia, il richiamo del Papa rappresenta un invito a riscoprire il valore della solidarietà, dell'accoglienza e della difesa della dignità di ogni persona.

Pubblicato in La Terza Pagina

 

 

Il cimitero comunale di Sezze torna ancora una volta al centro dell'attenzione. Dopo le numerose polemiche che negli ultimi anni hanno interessato la gestione del camposanto, arriva un nuovo capitolo: il Comune dovrà difendersi davanti al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio per un ricorso che riguarda una pratica cimiteriale rimasta senza risposta.
Con la deliberazione di Giunta n. 71 del 20 luglio 2026, l'Amministrazione comunale ha deciso di costituirsi in giudizio davanti al TAR di Latina, affidando la difesa all'avvocato Giacomo Mignano.
Il procedimento nasce dal ricorso presentato dall'erede di una concessionaria cimiteriale, che contesta il presunto silenzio dell'Amministrazione su una richiesta di regolarizzazione di una concessione relativa a un sito tombale esistente prima del 30 maggio 1997.
Dalla delibera emerge che l'istanza era stata presentata il 26 novembre 2024 e successivamente integrata nel marzo 2025. Dopo una diffida notificata nel marzo 2026, non avendo ottenuto la conclusione del procedimento amministrativo, il cittadino ha deciso di rivolgersi al TAR ai sensi degli articoli 31 e 117 del Codice del Processo Amministrativo, chiedendo al giudice di accertare l'illegittimità del silenzio dell'Ente.
Si tratta dell'ennesima vicenda che riporta il cimitero comunale al centro del dibattito cittadino. Negli ultimi anni la gestione del camposanto è stata più volte oggetto di contestazioni, polemiche e richieste di chiarimenti. Ora emerge un nuovo contenzioso che riguarda una pratica rimasta senza definizione e che costringerà il Comune a difendersi davanti ai giudici amministrativi.
La stessa deliberazione evidenzia come, prima della decisione di costituirsi in giudizio, siano state predisposte relazioni istruttorie, richiesti chiarimenti dal Segretario Generale e fornite ulteriori precisazioni dal Responsabile del Settore competente, segno della complessità della vicenda amministrativa.
Per rappresentare il Comune è stato incaricato l'avvocato Giacomo Mignano, scelto dall'elenco dei professionisti esterni dell'Ente. Il compenso sarà impegnato con un successivo provvedimento utilizzando le risorse previste nel capitolo di bilancio destinato alle spese legali.
Al di là dell'esito del giudizio, la vicenda riaccende i riflettori su un settore che continua a generare problemi amministrativi e contenziosi. Quando un cittadino è costretto a rivolgersi al TAR per ottenere una risposta dalla Pubblica Amministrazione, il tema non riguarda soltanto il singolo procedimento, ma richiama l'attenzione sull'efficienza dell'azione amministrativa e sul rispetto dei tempi previsti dalla legge.
Sarà ora il TAR del Lazio a stabilire se il Comune abbia effettivamente mantenuto un comportamento omissivo oppure se esistessero motivazioni tali da giustificare i tempi del procedimento. Nel frattempo, il cimitero di Sezze continua a far parlare di sé, alimentando interrogativi su una gestione che, ancora oggi, sembra essere fonte di criticità e di nuove controversie.

Pubblicato in Cronaca