Il resoconto del consiglio comunale di ieri. Il ruolo di Serafino Di Palma
Il momento più significativo del Consiglio comunale di ieri non è arrivato durante la discussione dei punti all'ordine del giorno, ma al termine della seduta, quando il Sindaco ha tracciato un bilancio del percorso compiuto dal Comune di Sezze nella gestione del servizio rifiuti.
Con soddisfazione ha ricordato come Sezze sia passata, in pochi anni, da una situazione di forte ritardo a una raccolta differenziata prossima al 64%, avvicinandosi all'obiettivo nazionale del 65% e ottenendo il riconoscimento di Comune Riciclone all'Ecoforum di Legambiente di Fossanova.
Il dato che il Sindaco ha ritenuto più significativo riguarda però il Piano Economico Finanziario: nonostante gli aumenti dei costi sostenuti negli ultimi anni – dal rinnovo del contratto del personale della SPL ai rincari dell'energia, dei carburanti e dei conferimenti – il costo complessivo del servizio risulta in diminuzione. Un risultato attribuito alla crescita della raccolta differenziata e ai maggiori ricavi derivanti dal recupero dei materiali destinati al riciclo.
Resta però aperta la sfida più importante: la riscossione della TARI.
Lo stesso Sindaco ha ricordato l'individuazione di circa quattrocento evasori totali, utenze completamente sconosciute agli archivi comunali. Un risultato importante, ma che rappresenta soltanto l'inizio di un percorso necessariamente di medio-lungo periodo, perché recuperare anni di evasione richiede continuità amministrativa e una struttura di riscossione sempre più efficace.
Il Consiglio si è poi concluso con un fatto politico che merita attenzione.
Quando ormai gran parte del pubblico aveva lasciato l'aula e tutti gli altri consiglieri di opposizione erano già usciti, è rimasto soltanto il decano del Consiglio comunale, Serafino Di Palma.
Documenti alla mano, Di Palma ha ricordato di avere sostenuto da tempo la necessità di seguire la strada oggi rivendicata dal Sindaco. Allo stesso tempo, facendosi interprete delle preoccupazioni dei cittadini che la TARI la pagano regolarmente, ha ribadito la richiesta di chiarimenti sui dati riportati nella tabella di pagina 268 del Libro dei verbali dell'Organo di revisione. Non una questione formale, ma il tema che la Corte dei conti e gli stessi Revisori considerano decisivo per il successo del Piano di riequilibrio: rafforzare strutturalmente la riscossione delle entrate, perché solo così sarà possibile garantire una reale equità fiscale.
Proprio per questo il voto finale di Di Palma assume un significato particolare. Pur mantenendo fermo il proprio ruolo di controllo e la richiesta di piena trasparenza sui conti, il consigliere di minoranza ha deciso di votare a favore della proposta, riconoscendo la validità del percorso intrapreso. Un gesto che dimostra come, di fronte agli interessi della città, il confronto possa trasformarsi in collaborazione senza che ciascuno rinunci al proprio ruolo.
Il Sindaco ha colto immediatamente il significato di quella scelta e, rivolgendosi allo stesso Di Palma, ha affermato: «Con Di Palma questo non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza.»
Quel punto di partenza ha un nome preciso: «Pagare tutti per pagare meno.» È un principio richiamato, con lo stesso convincimento, sia dal Sindaco sia da Di Palma e coincide con la principale raccomandazione della Corte dei conti e dell'Organo di revisione: rafforzare la riscossione per alleggerire, nel tempo, il peso della TARI su chi ha sempre pagato regolarmente.
È auspicabile che da questa convergenza possa nascere un nuovo metodo di confronto tra maggioranza e opposizione: rigoroso nel controllo, trasparente nei numeri, ma capace di collaborare quando sono in gioco gli interessi della comunità. Se sarà così, il finale del Consiglio di ieri potrà essere ricordato non soltanto come la conclusione di una seduta, ma come l'inizio di una stagione amministrativa nella quale la responsabilità condivisa prevalga sulle contrapposizioni politiche, consentendo di destinare sempre più risorse allo sviluppo del territorio, al miglioramento dei servizi pubblici e alla qualità della vita dei cittadini di Sezze.
Sezze: TARI 2026, approvate le nuove tariffe: riduzione di circa il 2%
Comunicato Stampa Comune di Sezze
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Il Consiglio Comunale di Sezze ha approvato le nuove tariffe TARI per il 2026, che prevedono una riduzione di circa il 2% per famiglie e imprese. Un risultato ottenuto nonostante il significativo incremento dei costi sostenuti dal servizio, dovuto in particolare all'aumento del prezzo dei carburanti, all'incremento di circa 240 mila euro del costo del personale conseguente al rinnovo del contratto collettivo nazionale di categoria sottoscritto nel dicembre 2025, e del 40% dei costi per il conferimento dei rifiuti indifferenziati agli impianti autorizzati. «La riduzione della tariffa – spiega il sindaco Lidano Lucidi – non è il frutto del caso, ma il risultato di un percorso amministrativo iniziato anni fa e costruito attraverso scelte precise, che oggi stanno producendo effetti concreti a beneficio della collettività».
Tre, in particolare, gli elementi che hanno consentito di raggiungere questo obiettivo. Il primo riguarda il costante incremento della raccolta differenziata. Nel 2010 Sezze registrava una percentuale pari appena al 13%, risultando tra gli ultimi Comuni della provincia di Latina. Nel 2021, al momento dell'insediamento dell'attuale amministrazione, la raccolta differenziata era salita a circa il 30%, con oltre 5.630 tonnellate di rifiuto indifferenziato conferite annualmente. L'estensione del servizio porta a porta su tutto il territorio comunale, resa possibile anche con la scelta coraggiosa di eliminare i cassonetti stradali rimasti sul 16% del territorio, ha consentito di raggiungere nel 2025 una raccolta differenziata di circa il 60%, con un dato che nel solo mese di giugno 2026 ha toccato il 64%.
«Aumentare la raccolta differenziata significa ridurre i costi di smaltimento dell'indifferenziato – evidenzia il primo cittadino – Oggi il costo di conferimento è salito a circa 230 euro a tonnellata. Se avessimo ancora gli stessi quantitativi di rifiuto indifferenziato prodotti nel 2021, il Comune sarebbe stato costretto a spendere oltre 1,3 milioni di euro l'anno. Grazie ai risultati raggiunti, invece, oggi la spesa si attesta intorno ai 660 mila euro, con un risparmio di circa 600 mila euro che si traduce in un beneficio diretto per i cittadini».
Un percorso che ha portato Sezze ad essere premiato, nel corso dello scorso anno, tra i Comuni della provincia che hanno registrato i maggiori miglioramenti nella raccolta differenziata. Il secondo elemento è rappresentato dall'intensificazione della lotta all'evasione totale della TARI. «Parliamo di utenti completamente sconosciuti alla banca dati comunale – precisa il primo cittadino – che usufruivano del servizio senza risultare censiti e senza ricevere alcun avviso di pagamento. In questi anni abbiamo individuato quasi 400 tra utenti e attività economiche». L'emersione di queste posizioni ha determinato un significativo aumento della superficie imponibile complessiva, consentendo di distribuire il costo del servizio su una platea più ampia di utenti. «Il principio è semplice: se tutti pagano il giusto, tutti possono pagare di meno. L'ampliamento della base imponibile è stato uno dei fattori decisivi che ci ha permesso di ridurre le tariffe pur in presenza di costi in forte crescita».
Il terzo fattore riguarda la valorizzazione economica dei materiali raccolti in modo differenziato. A partire da una deliberazione approvata nel dicembre 2021, il Comune di Sezze ha infatti avviato la vendita delle principali frazioni riciclabili – tra cui carta, cartone, plastica, vetro e alluminio – destinando i proventi direttamente alla riduzione del costo complessivo del servizio. «Anche questo rappresenta un cambiamento importante rispetto al passato. Le risorse ottenute dalla vendita dei materiali vengono reinvestite per alleggerire il peso della tariffa sui cittadini». Per l'Amministrazione comunale, la riduzione approvata rappresenta soltanto il primo passo di un percorso destinato a proseguire negli anni. «Sappiamo che c'è ancora molto da migliorare – conclude il sindaco Lidano Lucidi – ma i risultati dimostrano che la direzione intrapresa è quella giusta. Continueremo ad investire nella raccolta differenziata, nel contrasto all'evasione e nell'efficientamento del servizio. Se ciascuno farà la propria parte, potremo consolidare questo circolo virtuoso e continuare a ridurre progressivamente la TARI, anche in un contesto in cui i costi generali continuano ad aumentare».
Centro Sociale, adesso Lola scarica le responsabilità sugli uffici comunali
Il Centro Sociale di via Puglie è stato uno dei temi principali del Consiglio comunale appena concluso. Un'opera molto attesa dalla cittadinanza che continua a far discutere, soprattutto alla luce dei ritardi accumulati e delle dichiarazioni rese nel corso delle ultime sedute consiliari. Ricordiamo che i fondi disponibili erano per l'asilo nido e che per il finanziamento per la ricostruzione del Centro Sociale non ci sono date certe.
Nel precedente Consiglio comunale, l'assessora Fernandez aveva infatti dichiarato che le opere sarebbero state completate entro il 30 giugno 2026. Una scadenza che oggi appare ormai superata dai fatti.
Nel corso dell'ultima seduta, l'assessora ha invece ricondotto i ritardi agli uffici competenti e alle procedure tecnico-amministrative, spiegando che le responsabilità non sarebbero di natura politica. Una ricostruzione che apre inevitabilmente il dibattito sul ruolo dell'indirizzo politico e sul controllo dell'attuazione delle opere pubbliche.
Un elemento che merita attenzione riguarda anche il cronoprogramma originario. Le scadenze previste fissavano il termine dei lavori al 30 giugno 2026, mentre la demolizione dell'edificio è stata avviata soltanto il 1° luglio 2026, quindi il giorno successivo alla data entro la quale l'intervento avrebbe dovuto essere ultimato. Una circostanza che evidenzia come il programma iniziale fosse già irrealizzabile al momento dell'avvio della demolizione, autorizzata con l'avallo dell'Amministrazione.
Nel dibattito è inoltre emerso che il nuovo Asilo nido sarà realizzato attraverso un sistema costruttivo con pannelli modulari, una soluzione che, almeno sulla carta, dovrebbe consentire tempi di esecuzione più rapidi rispetto all'edilizia tradizionale. Resta però da capire quale sia il nuovo cronoprogramma e quando la struttura potrà essere effettivamente riconsegnata alla comunità con eventuale piccolo Centro Sociale annesso.
I cittadini attendono ora risposte chiare: quali sono le reali cause dei ritardi? Qual è la nuova data prevista per il completamento dell'opera? E soprattutto, chi risponde del mancato rispetto del cronoprogramma inizialmente annunciato?Domande che, al momento, restano senza una risposta definitiva e che continueranno ad alimentare il confronto politico su uno degli interventi pubblici più attesi della città, soprattutto alla luce del fatto che il cantiere risulta fermo ormai da circa due settimane, senza che siano state fornite indicazioni sui tempi di ripresa dei lavori.
