La lunga storia dell’efficientamento che Sezze non può più rimandare
A Sezze l’efficientamento della pubblica illuminazione non è una novità e nemmeno un progetto nato ieri. È una storia che si trascina da anni, fatta di studi, progetti, atti amministrativi e tentativi di individuare una soluzione. Una storia che oggi torna di grande attualità, perché il costo dell’energia e della gestione degli impianti rappresenta una voce destinata a diventare sempre più difficile da sostenere per i bilanci comunali.
Già nel *Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile (PAES)* il Comune aveva previsto un intervento specifico per l’efficientamento dell’illuminazione pubblica. L’obiettivo era sostituire i corpi illuminanti obsoleti con sistemi più efficienti, compresa la tecnologia LED, con una stima di riduzione dei consumi di circa il *30%, pari a circa **347 MWh all’anno*, e una riduzione delle emissioni di circa 147 tonnellate di CO₂.
Insomma, il problema era stato individuato da tempo.
Poi è arrivato il *2021. Il Commissario straordinario del Comune di Sezze intervenne nuovamente sulla pubblica illuminazione, dando indirizzi per un progetto di efficientamento della rete. All’epoca veniva indicata una consistenza di circa **2.150 punti luce*, compresi gli impianti semaforici.
La questione non si fermò sulla carta.
Nel *febbraio 2022, il Consiglio comunale approvò la relazione relativa al progetto di “Miglioramento dell’efficientamento energetico dell’impianto di Pubblica Illuminazione”. Pochi mesi dopo, nell’ottobre 2022, il Comune pubblicò un avviso per raccogliere proposte di **project financing* finalizzate alla gestione, manutenzione e riqualificazione degli impianti.
Il progetto prevedeva di affidare a un operatore esterno, per un periodo pluriennale, la gestione della pubblica illuminazione, compresa manutenzione, energia e riqualificazione degli impianti. L’operatore avrebbe sostenuto gli investimenti per ammodernare e rendere più efficienti i circa *2.150 punti luce*, recuperando i costi attraverso un canone pagato dal Comune.
L’obiettivo era chiaro: *ridurre i consumi e i costi energetici senza chiedere al Comune di sostenere subito l’intero investimento.*
Eppure, arrivati al 2026, la domanda resta: *che fine ha fatto quel progetto?*
Efficientare i lampioni non significa soltanto ridurre l’inquinamento luminoso o le emissioni di CO₂. Significa soprattutto *spendere meno ogni anno*.
Un impianto moderno a LED consuma sensibilmente meno rispetto a un impianto tradizionale e può essere ulteriormente ottimizzato attraverso sistemi di telecontrollo e regolazione dell’intensità luminosa nelle ore notturne. Altri Comuni lo hanno già fatto: non è una tecnologia sperimentale, ma una strada percorsa da molte amministrazioni.
Qui entra in gioco il bilancio comunale.
Negli atti del Comune di Sezze abbiamo già visto come le spese energetiche rappresentino una voce importante, nell’ordine delle *centinaia di migliaia di euro. Sarebbe quindi importante conoscere il dato preciso relativo alla pubblica illuminazione: **quanto costa oggi alla collettività illuminare le strade di Sezze? Perché una rete energivora non rappresenta soltanto un problema ambientale. È un **costo fisso che si ripete ogni anno* e che, con l’aumento dei costi energetici, rischia di diventare sempre più pesante.
E qui sta il punto: *rimandare l’efficientamento non significa risparmiare. Significa continuare a pagare.*
Ogni anno trascorso senza intervenire è un altro anno di consumi che potrebbero essere ridotti. E tra qualche anno il Comune potrebbe trovarsi nella condizione peggiore: dover affrontare un investimento necessario quando i margini di bilancio saranno ancora più stretti.
La storia dei lampioni di Sezze dimostra che il problema è conosciuto da molto tempo. *Adesso sarebbe il momento di sapere che fine hanno fatto quei progetti e, soprattutto, quanto è costato alla città non averli ancora trasformati in un risparmio concreto.*
Perché un progetto di efficientamento non si misura dai documenti prodotti, dalle gare avviate o dagli annunci.
*Si misura dalla bolletta.*
E ogni euro che oggi continuiamo a spendere per illuminare le strade con una rete non sufficientemente efficiente è un euro che già oggi manca per altri servizi ai cittadini.
