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Mercoledì, 26 Agosto 2026 08:58

DUE TEATRI, UNA STORIA

 

 

Da anni, a Sezze, il Teatro Costa e il Teatro Italiano – Anfiteatro tornano nel dibattito pubblico. Si parla di finanziamenti, lavori, ritardi, responsabilità, occasioni perdute. E spesso alle accuse seguono risposte, alle risposte nuove accuse.

Come molti cittadini, mi trovo davanti a una domanda semplice: che cosa è realmente successo?

Prima di aggiungere altre accuse o altre difese, credo sia utile mettere insieme fatti, documenti e numeri, così da poterli discutere con una conoscenza più completa della vicenda.

C'è però una distinzione necessaria quando si parla di soldi pubblici. Un importo nominale è quello previsto da un contratto, da un appalto o da un finanziamento. La spesa effettiva è invece quella che risulta dagli atti contabili: quanto è stato impegnato, liquidato e, quando documentabile, effettivamente pagato.

Le due cifre possono non coincidere: possono intervenire ribassi, economie, varianti, lavori aggiuntivi o altre modifiche.

Per questo, nella ricostruzione, ogni cifra dovrà essere letta per quello che realmente rappresenta. Un finanziamento non equivale automaticamente a una spesa e un appalto non equivale automaticamente a quanto è uscito dalle casse pubbliche.

È una distinzione che può sembrare tecnica, ma è essenziale se vogliamo capire quanto sono realmente costate queste due lunghe vicende.

 

Il Teatro Costa

La storia parte da lontano. Nel 1979 il Comune approva il progetto dell'architetto Riccardo Cerocchi per il Centro Polivalente. Il progetto era molto più ampio del teatro che conosciamo oggi: l'intervento aggiudicato comprendeva infatti, oltre al teatro, la piscina, la palestra coperta e altre infrastrutture.

Alla fine, alla città è stato consegnato il teatro, mentre il resto del progetto non ha trovato compimento.

La ricostruzione disponibile indica, per la realizzazione del Costa, quattro gare d'appalto per complessivi 3,5 miliardi di lire, pari a circa 1,8 milioni di euro al cambio ufficiale. Setino – MC-apertura

Ma quei 3,5 miliardi rappresentano il valore nominale complessivo degli appalti, non ancora la spesa effettivamente sostenuta.

Si apre quindi una prima domanda: quanto è stato realmente pagato per un intervento che prevedeva opere molto più ampie di quelle poi realizzate?

Per rispondere occorrerà confrontare il contratto originario con gli stati di avanzamento, le eventuali varianti e la documentazione dei pagamenti.

Il 2004, anno dell'inaugurazione del Costa, avrebbe dovuto rappresentare la conclusione di una lunga vicenda. Oggi, invece, il teatro è nuovamente chiuso e torna la necessità di intervenire per riportarlo alla piena funzionalità.

Ed è questa la seconda domanda: come è stato possibile arrivare, dopo l'inaugurazione, alla situazione attuale?

 

Il Teatro Italiano – Anfiteatro

La vicenda dell'Anfiteatro segue un percorso diverso e, per alcuni aspetti, ancora più complesso.

Nel 1954 l'area entra nella vicenda pubblica con l'esproprio. Nel 1957 viene inaugurato il Teatro Sacro Italiano.

Poi, nei primi anni Duemila, si apre una nuova fase.

Nel 2004 l'Azienda di Promozione Turistica della Provincia di Latina (APT), proprietaria del comprensorio, concede al Comune di Sezze il diritto di superficie per 25 anni, per consentire gli interventi di recupero. Esisteva un progetto di restauro, ripristino e messa in sicurezza con un costo indicato in poco più di 300.000 euro. Setino – IS2012

Il 22 giugno 2005 partono invece i lavori di un progetto diverso, che porta alla demolizione della struttura precedente e alla realizzazione di quella attuale. Fatto a Sezze – Anfiteatro

Nel 2009 il Comune indica finanziamenti DOCUP per 1.291.142 euro per il primo lotto e 800.000 euro per il secondo, chiedendo ulteriori 600.000 euro per completare le opere, acquistare attrezzature e arredi e realizzare una tensostruttura. Setino – Attualità 2009

Ma la storia non finisce qui.

Il progetto rimane incompiuto e la Regione Lazio chiede la restituzione del finanziamento. Nel 2022 il Tribunale civile di Roma condanna il Comune di Sezze alla restituzione di 1.323.651,72 euro, oltre interessi e spese.

Nel 2023 la Procura regionale della Corte dei conti contesta inoltre un possibile danno erariale superiore al milione di euro. È una vicenda distinta, che dovrà essere ricostruita separatamente e nella quale una contestazione non può essere confusa con una responsabilità definitivamente accertata.

Nel 2025 arriva un nuovo finanziamento FSC di 2 milioni di euro per il completamento del Teatro Sacro Italiano. Nel giugno 2026 la Regione dispone il disimpegno di 1,8 milioni di euro di quelle risorse.

Anche qui, però, occorre distinguere finanziamenti, somme impegnate e spese effettivamente sostenute. Solo la ricostruzione degli atti potrà dirci quanto è stato realmente speso nelle diverse fasi.

E adesso?

Le due storie sono diverse, ma oggi arrivano davanti alla stessa domanda: che cosa conviene fare?

Per l'Anfiteatro, il confronto politico propone due strade: continuare a investire sull'attuale progetto oppure recuperare l'area ripensandone la destinazione. Ma, apparentemente dagli atti esaminati, prima di scegliere occorre chiarire anche un'altra questione: il diritto di superficie concesso al Comune scadrà nel 2029. Che cosa accadrà allora e quali garanzie avrà il Comune sugli investimenti eventualmente effettuati? Per il Costa, la questione è altrettanto concreta: continuare a investire per riportarlo stabilmente alla sua funzione oppure valutare un diverso modello di utilizzo e di gestione.

Sono decisioni che riguardano risorse pubbliche e il futuro di due strutture della città.

Per questo, prima di scegliere, servono la storia, i documenti, i costi e i risultati.

Non per stabilire in anticipo chi abbia ragione, ma per mettere tutti nelle condizioni di discutere sulla stessa base. Perché dopo tanti anni la domanda non può essere soltanto chi ha sbagliato.

Deve essere anche: quanto abbiamo speso, che cosa abbiamo ottenuto e che cosa conviene fare adesso?

Prima i fatti. Poi il confronto. Infine la scelta.

 

Pubblicato in Attualità