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C'è qualcosa di profondamente bello nella nascita di un'idea. E lo è ancora di più quando quell'idea nasce dalla voglia e dall'entusiasmo di un gruppo di giovani che decide di non stare a guardare, ma di provare a essere protagonista del proprio tempo. È con questo spirito che nasce a Sezze Identità Nemea, un nuovo movimento giovanile che vuole mettere al centro la relazione, la partecipazione e l'interesse diretto per la vita della città.

Ho avuto modo di parlare con uno dei fondatori e, ascoltandolo, mi è sembrato di ritrovare qualcosa che appartiene a una stagione della mia giovinezza e che, forse, non dovrebbe mai andare perduto: la voglia di incontrarsi, discutere, confrontarsi e cercare insieme di capire il mondo e, soprattutto, il luogo in cui si vive. Alla base della nascita di Identità Nemea, mi ha raccontato, c'è innanzitutto la voglia di costruire relazioni. Relazioni vere, non soltanto virtuali, capaci di creare una comunità. C'è il desiderio di interessarsi direttamente dei problemi della città, di vivere il proprio tempo non da spettatori ma da protagonisti, provando a dare un contributo concreto alla crescita di Sezze. E c'è, soprattutto, la volontà di parlare a quei tanti giovani che oggi si sentono lontani dalla politica, dalle istituzioni e, più in generale, dai problemi della propria comunità.

In un'epoca nella quale spesso prevalgono la disillusione, l'individualismo questa è una sfida importante. 

Ascoltando queste parole, inevitabilmente sono tornato indietro nel tempo. Quando ero giovane anch'io avevo aderito con passione alla Sinistra Giovanile. Insieme ad alcuni amici avevamo creato un gruppo che si ritrovava al Grottino, la storica sezione del PCI di Sezze. Erano momenti di discussione, di confronto, di amicizia. Si parlava di politica, di attualità, dei problemi della nostra città, ma anche di tutto ciò che suscitava la nostra curiosità.

Partecipavamo alle riunioni del partito, allora il PDS, e prendevamo parte anche al direttivo. Per noi quella esperienza rappresentò molto più di un semplice impegno politico. Fu una scuola di politica e, allo stesso tempo, una scuola di vita. Imparammo ad ascoltare gli altri, a confrontarci con idee diverse dalle nostre, a sostenere le nostre ragioni e, quando necessario, anche a metterle in discussione. Imparammo che la politica non era soltanto quella delle grandi parole o dei palazzi, ma poteva nascere anche da una stanza, da un tavolo intorno al quale alcuni ragazzi decidevano di incontrarsi per parlare e provare a capire. Avevamo persino fondato e distribuito una piccola rivista, “Il Grottino”, nella quale affrontavamo gli argomenti più diversi. Era il nostro modo di raccontare quello che pensavamo, di confrontarci con la realtà e di provare a stimolare una discussione. Volevamo esserci. 

Eravamo giovani, avevamo certamente molte ingenuità e forse anche molte certezze che il tempo avrebbe poi provveduto a modificare. Ma avevamo una cosa che considero preziosa: la voglia di esserci. Per questo la nascita di Identità Nemea mi fa piacere. Non perché debba necessariamente rappresentare una particolare idea politica, ma perché dimostra che c'è ancora qualcuno che sente il bisogno di incontrarsi, discutere, partecipare e interrogarsi sul futuro della propria città: la voglia di sentirsi parte di una comunità.

Sezze ha bisogno di giovani che abbiano voglia di occuparsi della propria città. A questi ragazzi non posso che augurare di vivere con intensità e passione la vita sociale e politica di Sezze. Di non avere paura di sbagliare. Di discutere, anche animatamente, senza mai perdere il rispetto per chi la pensa diversamente. Di non lasciarsi scoraggiare quando le cose non andranno come vorrebbero. Spero che sia un primo passo per spronare altri giovani a fare altrettanto.

 

Pubblicato in In Evidenza