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Sabato, 20 Febbraio 2021 08:23

Perché il Pd sostiene Draghi!

 

È nato finalmente il governo del Presidente Mattarella, il governo Draghi. Tutti dentro, tranne la nostalgica Meloni e il suo partito. Un governo di tutti e di nessuno, frutto dell’emergenza e della paura di nuove elezioni. La politica ha fatto un passo indietro, speriamo solo per poco. È la riprova di un Paese privo di riferimenti valoriali, di identità, incapace di stare in Europa a testa alta. Una crisi al buio, grazie alle alchimie machiavelliche di Renzi che si vanta di aver determinato la nascita del governo dei migliori, giocando con il fuoco e dimenticando che non sono state sciolte le Camere grazie alla responsabilità degli altri. Il Commissario Draghi segna obiettivamente una grave sconfitta della politica e aggrava maggiormente la sfiducia dei cittadini verso i partiti. Si è notato, in queste settimane trascorse, un camaleontismo esasperato, una caccia ai pentiti, ai trasformisti, ai voltagabbana. Prendete Salvini. Una conversione ad U, la sua, senza alcun ritegno. Un mese fa, neanche, indossava la mascherina di Trump, adesso si è convertito all’europeismo sulla via di Draghi. Prendete il Movimento 5S. Poveretti, sono diventati adulti così presto da perdere i capelli tutti insieme. Il più furbo di tutti è stato, come sempre, Berlusconi che mentre sostiene l’amico Draghi non molla Salvini e la Meloni. Ed eccoci al PD. Il sostegno al governo 2 di Giuseppe conte è stato leale e motivato, del resto molte cose buone sono state compiute. Ma il suo profilo, sempre di più, si è appannato e oscurato in nome della serietà e della responsabilità verso il Paese. Dica apertamente che si tratta di un governo di scopo, questo di draghi, e che, finita l’emergenza sanitaria, economica e sociale, ognuno tornerà al proprio posto, senza niente a che fare con la Destra. Il rischio mortale che corre la nostra democrazia è l’indifferenza, il qualunquismo, la sfiducia nelle istituzioni. Dica in maniera forte e chiara che il governo Draghi ha squarciato il velo della mitologia sovranista e populista della Destra. Che le battaglie contro l’euro, contro l’Europa, contro l’accoglienza erano sbagliate e anacronistiche, frutto solo di demagogia e di inganno. Il Paese reclama un buon governo e non le ruspe e i vaffa. Il Paese ha bisogno del sapere e non dell’ignoranza e dell’antipolitica! È vero che le vecchie classi sociali sono esplose, ma è altrettanto vero che esiste un nuovo ceto sociale generale che vuole la coesione del Paese, dentro l’Europa, dentro la civiltà democratica. C’è una forte base sociale che vuole il cambiamento, la crescita e l’innovazione e il superamento delle ingiustizie e delle disuguaglianze. Ciò comporta saper coniugare gli interessi legittimi di una parte con l’interesse generale del Paese. Ricostruire una sinistra riformista, con una visione e un orizzonte culturale, auspicando che anche la Destra faccia altrettanto. Il PD non ha perso, perché non ha perso il Paese Italia. Ma occorre una ricostruzione del partito, dei partiti, per un nuovo forma di democrazia più moderna e più avanzata.

Pubblicato in La Terza Pagina