PNRR, a Sezze cosa è rimasto davvero?
Il 31 agosto segna la fine della grande stagione del Piano. Ma tra cantieri, proroghe, opere ancora da vedere e finanziamenti cambiati in corsa, una domanda resta: cosa ha prodotto davvero il PNRR per Sezze?
Il 31 agosto 2026 è una data simbolica: si chiude la stagione del PNRR, il grande piano europeo che avrebbe dovuto cambiare il volto del Paese attraverso investimenti in scuole, servizi, cultura, inclusione e infrastrutture. A Sezze sono arrivati finanziamenti importanti. Ma oggi, alla fine di questa stagione, più che contare i milioni sarebbe interessante capire che cosa di quei milioni è diventato concretamente patrimonio della città. Perché un finanziamento non è un'opera. Un progetto non è un servizio. E un cantiere non è ancora un risultato. C'è però un elemento che non va dimenticato. Chi ha avuto la fortuna di amministrare un Comune negli anni immediatamente successivi alla pandemia si è trovato davanti a un'occasione straordinaria: una disponibilità di risorse pubbliche che, per quantità e varietà, difficilmente si era mai vista. Il PNRR ha messo a disposizione dei Comuni una quantità enorme di finanziamenti. Chi ha saputo intercettarli, trasformarli in progetti e portarli a compimento ha avuto la possibilità di modificare sensibilmente il volto del proprio paese.
Ed è proprio per questo che oggi non basta chiedersi quanti finanziamenti siano stati ottenuti. Bisogna chiedersi come sono stati utilizzati, quali priorità hanno seguito e quali risultati hanno lasciato alla comunità. Perché il PNRR non è stato soltanto un'occasione per ottenere soldi. È stata un'occasione per scegliere che città costruire.
VIA PUGLIE: UN MILIONE DI EURO E OGGI ANCORA NIENTE MURA
Forse il caso più emblematico è quello dell'ex Centro anziani di via Puglie, a Sezze Scalo, destinato a diventare un nuovo asilo nido.
Il finanziamento è di circa 1,008 milioni di euro e prevede la ricostruzione dell'edificio per realizzare un nido destinato a 42 bambini, dopo la demolizione del centro sociale frequentato da moltissimi anziani della frazione.
Peccato che, arrivati alla fine della stagione PNRR, l'edificio non esista ancora nella sua forma definitiva ma solo le fondamenta.
Il progetto esecutivo è stato approvato soltanto nel marzo 2026. A giugno è stato indicato l'avvio del cantiere, ma sul cartello è comparsa una durata di 360 giorni.È difficile non chiedersi: come si può arrivare alla fine di un piano straordinario con un'opera da oltre un milione di euro ancora così lontana dall'essere completata?E soprattutto: quale sarà il destino del finanziamento se l'opera non ha rispettato i tempi previsti? E resta anche un'altra domanda: quanto dovranno ancora aspettare gli anziani di Sezze Scalo per riavere uno spazio a loro dedicato?
SETIA FACTORY: DAL PNRR ALL'FSC
C'è poi Setia Factory, presentato per anni come uno dei grandi progetti PNRR di Sezze: 1 milione e 845 mila euro per trasformare l'ex Colonia Agricola di Sezze Scalo in un polo di agricoltura sociale, inclusione, formazione e sviluppo.
Ma oggi c'è un dettaglio fondamentale che cambia la lettura del progetto.
Setia Factory è nato nell'ambito del PNRR, ma è stato successivamente rifinanziato attraverso il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC), con continuità fino al 30 giugno 2029.
Quindi, nel momento in cui facciamo il bilancio del PNRR, Setia Factory non può essere semplicemente presentato come un'opera PNRR ancora da completare.
È un progetto nato nel PNRR e poi passato a un'altra fonte di finanziamento.
LE ALTRE OPERE
Ci sono poi il Monastero delle Clarisse, il Museo Archeologico, gli interventi sulle scuole e la digitalizzazione dei servizi comunali.
E c'è Vallicella, un intervento PNRR da 650 mila euro per la messa in sicurezza del territorio.
Il Parco della Rimembranza, con circa 45 mila euro di finanziamento e oltre il 99% della spesa risultante nei dati disponibili, è un altro esempio di intervento sostanzialmente completato.
Insomma, non tutto è rimasto sulla carta.
Ed è proprio questo che rende ancora più interessante il confronto: perché alcuni interventi sono arrivati a compimento e altri, molto più costosi, sono ancora lontani dal risultato?
IL PNRR HA INSEGUITO LE ESIGENZE DI SEZZE O LE ESIGENZE SONO STATE CUCITE SUI FINANZIAMENTI?
Ed è forse questa la domanda politica più interessante che resta alla fine di questa stagione.Il PNRR avrebbe dovuto rappresentare un'occasione per programmare il futuro della città. Ma guardando oggi ciò che è successo a Sezze, viene spontaneo chiedersi: c'è stata una vera programmazione, costruita sulle esigenze della città, oppure si è corso dietro ai bandi disponibili, cercando di adattare i progetti alle opportunità di finanziamento che di volta in volta si presentavano?
In altre parole: i finanziamenti sono stati cuciti addosso alle esigenze di Sezze, oppure sono state le esigenze di Sezze a essere cucite addosso ai finanziamenti?La differenza non è soltanto linguistica. Nel primo caso si parte dai bisogni della città e si cercano le risorse per realizzarli. Nel secondo si rischia di partire dai soldi disponibili e poi cercare qualcosa da finanziare.
Il PNRR è stata un'occasione irripetibile.Ma oggi non basta più elencare i finanziamenti ottenuti.
Bisogna distinguere tra soldi stanziati, soldi spesi, opere realizzate e opere realmente funzionanti.
Perché un milione di euro stanziato non è ancora un milione di euro trasformato in beneficio per la comunità. Un cantiere aperto non è ancora un servizio. Un progetto finanziato non è ancora un risultato. E un finanziamento PNRR successivamente sostituito da un'altra fonte non può essere raccontato semplicemente come un'opera PNRR realizzata. Il vero bilancio comincia quando finiscono i comunicati stampa e iniziano i risultati. E allora, alla fine di questa lunga corsa, la domanda per Sezze è una sola: Dopo il PNRR, cosa resterà davvero alla città? Un Monastero recuperato e pienamente utilizzato? Scuole più sicure? Servizi realmente più efficienti?
Un nuovo asilo nido che dovrebbe accogliere i bambini, mentre gli anziani aspettano ancora uno spazio? Una Setia Factory capace di produrre davvero inclusione, lavoro e opportunità, anche per le persone con disabilità? Oppure una lunga lista di progetti, annunci, cantieri e finanziamenti che hanno cambiato più volte veste?Cosa ha ottenuto davvero il nostro paese da tutti questi finanziamenti? Questa è la partita che adesso Sezze deve giocare. E questa volta non basterà dire quanti milioni sono stati ottenuti.
Bisognerà dire cosa quei milioni hanno prodotto.
