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Un partito di lotta e di governo

Giu 04, 2022 Scritto da 

 

 

Partito di lotta e di governo: un vecchio slogan attribuito, negli anni settanta a Enrico Berlinguer. Non all'insegna della ambiguità e del tenere il piede in due staffe, né al tentativo di accattivarsi il favore della fazione " governista" del partito e della società. . Berlinguer era un grande uomo e non si prestava a questi giochetti e tatticismi. Ed è proprio in questi termini che ritengo ancora calzante e attuale il suo messaggio, tenendo conto ovviamente delle mutate condizioni sociali ed economiche. Essere forza di lotta e di governo costituisce un modo di essere e di agire di ogni forza politica che vuole cambiare l'ordine esistente delle cose e agire in modo propositivo e riformista in una società in evoluzione. Non bisogna mai assuefarsi al potere se non si vuole rischiare di smarrire la spinta propulsiva al cambiamento. Il potere affascina e corrode. È quanto, in piccolo, è successo qui a Sezze, dove, dopo molti anni di buon governo ci si è appiattiti in una ordinaria amministrazione. Gli elettori hanno dato un segnale chiaro e preciso, di protesta e di discontinuità affinché si potessero trarre gli opportuni insegnamenti. In democrazia chi vince ha l'obbligo di governare e chi perde di fare opposizione: è la regola fondamentale della dialettica democratica. I richiami lusinghieri che potrebbero indurre a  un ammorbidimento e un avvicinamento dell'opposizione alla attuale maggioranza civica non hanno nessun fondamento e non sono all'ordine del giorno. Semmai la questione è un'altra: quale opposizione, perché e come? Bisogna riflettere sulle contraddizioni della società, sui nuovi bisogni ed esigenze, su uno sviluppo sempre più caotico e incerto, determinato dalla pandemia e dalla guerra in Ucraina. La Sinistra, a Sezze, non è stata in grado di capire il mutamento radicale in atto e , negli ultimi anni, si è rassegnata alla ordinaria amministrazione. Non ha saputo mantenere il suo radicamento e la sua vicinanza alla gente. I risultati ottenuti, nel recente passato,  nei servizi sociali e sanitari, nella scuola e nello sport, nell'impegno civile e solidale sono stati  messi nel dimenticatoio. La civiltà nelle campagne (acqua, fogne, luce, scuole, strade…) sono conquiste dimenticate o date per scontate. L'opportunità di farsi la casa, la civiltà nelle campagne abbandonate erano l’obiettivo lungimirante di un tessuto civile e democratico di una città avanzata e progressista. Il riscatto dalla povertà, l'esempio di moralità e di onestà apprezzato da tutti ha costituito l'esempio e il modello per tanti anni. Da qui occorre ripartire con lo sguardo proiettato in avanti, puntando sulle nuove tematiche della formazione, della innovazione tecnologica, della riconversione ecologica, di una assistenza dignitosa ai poveri e ai bisognosi, della cura dell'ambiente. Ciò richiede studio e passione civile, impegno e lungimiranza. Non serve fare l'occhiolino a qualcuno, serve fare squadra, serve un nuovo partito. Bisogna incalzare la maggioranza di governo della città, ribattere colpo su colpo, essere intransigenti e rigorosi ma anche propositivi e costruttivi, affinché i cittadini comprendano che esiste un altro modo di governare rispetto alla mediocrità e alla inadeguatezza presente. Occorre intervenire pubblicamente mettendo in evidenza la loro inadeguatezza e i loro errori. È, del resto, nel loro interesse prendere atto della complessità dei problemi e della necessità fare scelte coraggiose e chiare. È nell'interesse della città non restare isolati in un contesto comprensoriale, provinciale e regionale. Le questioni politiche si risolvono a contatto con la gente e con i cittadini. Bisogna, come partito, riaprire un canale di confronto con il territorio, con le Associazioni, con le categorie sociali. Non dobbiamo rinchiuderci nelle segrete stanze e   isolarci nella ZTL (zona a traffico limitato). 

Pubblicato in La Terza Pagina
Vincenzo Mattei

 

Dirigente scolastico e pubblica amministrazione

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