Ci sono luoghi che, più che una semplice struttura, finiscono per diventare pezzi della storia di una comunità. Il Trenino dei Piccoli, a Sezze Scalo, è uno di questi. Quest'anno compie vent'anni. Vent'anni durante i quali da quelle stanze sono passate generazioni di bambini, famiglie, educatrici, piccoli zaini, primi distacchi, lacrime all'ingresso, sorrisi all'uscita, merende, giochi, feste e tantissimi ricordi. Vent'anni sono tanti. E per raccontarli, forse, non basta parlare di una struttura, dei suoi numeri o delle sue convenzioni. Bisogna parlare delle persone che, in qualche modo, hanno fatto parte della sua storia. Io posso farlo anche attraverso un ricordo personale.
Mio figlio Filippo è stato uno dei primi bambini a frequentare il Trenino dei Piccoli.
Era il 2007. Filippo era appena nato e, praticamente da subito, lo iscrivemmo al nido.
Ricordo ancora quel periodo: per una mamma e un papà lasciare per la prima volta il proprio bambino in un asilo non è mai una cosa banale. È un piccolo salto nel vuoto. Ci si chiede se starà bene, se mangerà, se dormirà, se si farà capire, se si troverà bene con le persone che lo accudiranno. E poi arriva il momento in cui lo lasci. E ti fidi. Filippo è cresciuto anche lì, tra giochi, bambini e quelle persone che per un periodo diventano parte della quotidianità di una famiglia.
E tra quelle persone c'è, inevitabilmente, Francesca. Perché se il Trenino dei Piccoli è stato per tanti bambini molto più di un semplice asilo, il merito è anche suo. Francesca è una di quelle persone che hanno una capacità particolare: trasformare un luogo in un posto del cuore.
Una specie di fatina, sempre pronta a inventare qualcosa, a trovare una soluzione, a trasformare una giornata qualunque in un ricordo.
E forse è proprio questa la magia che, negli anni, ha fatto del Trenino qualcosa di diverso.
Non soltanto un luogo dove lasciare i propri figli mentre si lavora, ma un posto nel quale i bambini potessero sentirsi accolti, accompagnati, coinvolti. E questa attenzione non si è fermata all'anno scolastico.
Chi ha conosciuto il Trenino conosce anche le sue colonie estive, che per tanti bambini sono diventate un appuntamento atteso, fatto di mare, giochi, amicizie, risate e giornate trascorse insieme. Le colonie estive hanno rappresentato per molte famiglie una possibilità concreta, ma anche per i bambini una piccola vacanza tutta loro. E proprio quest'estate, forse, ci siamo accorti ancora di più di quanto fossero diventate parte delle abitudini di tante famiglie.
Allo stabilimento Boca Cica, quest'estate, si è sentita la mancanza di quel piccolo esercito di bambini del Trenino. Mancavano quelle voci, quei giochi, quei gruppetti che arrivavano al mare, quella vivacità che per anni aveva accompagnato le giornate estive.
A volte ci accorgiamo del valore delle cose proprio quando non ci sono. E forse è successo anche questo. Perché quelle colonie non erano semplicemente un servizio estivo.
Erano un altro pezzo di quella stessa idea: stare insieme, crescere insieme, imparare a stare nel mondo insieme agli altri.
Ma la storia del Trenino dei Piccoli non è soltanto la nostra storia.
È quella di tanti bambini di Sezze che, dal 17 settembre 2006 ad oggi, hanno attraversato quella porta.
La struttura di Via Vercelli 11 è oggi riconosciuta dalla Regione Lazio come servizio educativo per l'infanzia accreditato. E il rapporto con il Comune di Sezze arriva da lontano.
Già nel 2009 l'Amministrazione comunale aveva accreditato Il Trenino dei Piccoli, stipulando una convenzione con la struttura per favorire l'accesso al servizio e sostenere le famiglie.
L'obiettivo dichiarato era anche quello di favorire lo sviluppo dei bambini e, soprattutto, aiutare le donne a conciliare famiglia e lavoro.
Negli anni il Trenino è rimasto un punto di riferimento per tante famiglie dello Scalo e non solo.
Il Trenino dei Piccoli compie vent'anni ed ha accompagnato vent'anni della vita di Sezze Scalo.
Vent'anni fa io accompagnavo un bambino. Oggi guardo un ragazzo. E forse è proprio questo il regalo più grande che può fare un luogo come il Trenino dei Piccoli: restituirci, vent'anni dopo, la misura del tempo attraverso i bambini che abbiamo visto crescere. Buon ventesimo compleanno, Trenino dei Piccoli. Buon compleanno a chi lo ha fatto vivere, a chi ci ha lavorato, a chi ci ha creduto e soprattutto a Francesca, quella piccola "fatina" che per tanti bambini ha saputo rendere speciale un pezzo della loro infanzia. Perché su quel treno sono saliti bambini e sono scesi ragazzi e Vent'anni dopo, il viaggio continua…
