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Il parcheggio ferroviario di via degli Archi di San Lidano torna al centro delle segnalazioni dei cittadini. E questa volta il problema riguarda auto danneggiate e, in alcuni casi, letteralmente smontate dei loro componenti.
Un fenomeno che evidenzia ancora una volta le criticità di un'area utilizzata ogni giorno da pendolari, lavoratori e studenti.
Ma non si tratta di un problema nuovo.
Già nel febbraio 2024 erano stati denunciati furti di batterie, parti della carrozzeria e altri componenti, oltre al furto di automobili. Due pendolari avevano presentato denuncia ai Carabinieri dopo aver trovato le proprie Fiat Punto private delle batterie.
Nel settembre 2024 sembrava essere arrivata una soluzione concreta. Nelle commissioni comunali Gestione delle Risorse e Lavori Pubblici era stato discusso un progetto per una nuova gestione del parcheggio, con circa 330 posti auto, videosorveglianza, delimitazione dell'area, guardiania dalle 6 alle 22 e sorveglianza notturna.
Era prevista anche una gestione esterna per custodia e manutenzione, con tariffe agevolate per pendolari e studenti.
Una soluzione che avrebbe dovuto cambiare finalmente il volto dell'area.
Eppure, nel 2025, un'altra interrogazione consiliare tornava proprio sulla sicurezza e sul decoro del parcheggio, chiedendo perché non fossero state avviate le attività necessarie per definire la gestione della custodia e della guardiania.
Una domanda semplice: che fine aveva fatto il progetto annunciato nel 2024?
E oggi, a distanza di anni dalle prime segnalazioni, siamo ancora qui a parlare di automobili prese di mira e componenti asportati.
Dove sono finite le proposte, le discussioni nelle commissioni, le interrogazioni e gli annunci?
Bisogna davvero aspettare che l'acqua arrivi alla gola prima di intervenire?
Videosorveglianza, illuminazione, guardiania, manutenzione e coordinamento con le Forze dell'Ordine possono essere strumenti utili. Ma soprattutto serve una decisione chiara.
I cittadini che lasciano l'auto per prendere il treno hanno diritto semplicemente a una cosa: ritrovarla al loro ritorno nelle stesse condizioni in cui l'hanno lasciata.
Le interrogazioni servono a sollevare problemi e a chiedere risposte. Ma quando alle questioni sollevate non seguono riscontri e azioni concrete, il rischio è che si alimenti nei cittadini una crescente sensazione di sfiducia. Via degli Archi aspetta da anni una soluzione.

Pubblicato in Cronaca

 

 

Un’interrogazione consiliare non decide, non approva regolamenti e non amministra. Può però contribuire a mettere una questione al centro del dibattito istituzionale e, quando viene raccolta dall’Amministrazione, può incidere sulle decisioni finali.

È questo il significato che il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Serafino Di Palma attribuisce alla vicenda della definizione agevolata delle entrate comunali a Sezze.

Lo scorso febbraio, infatti, Di Palma aveva presentato un’interrogazione chiedendo all’Amministrazione comunale di valutare l’introduzione della definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2026. L'obiettivo indicato non era quello di chiedere un'approvazione automatica della misura, ma di avviare una verifica sulla sua concreta applicabilità al bilancio comunale.

In particolare, l’interrogazione sollecitava una valutazione della sostenibilità tecnica e finanziaria, una ricognizione dei residui potenzialmente interessati, l’analisi degli effetti sul bilancio e sul Fondo crediti di dubbia esigibilità e, qualora ne fossero emerse le condizioni, la predisposizione di uno specifico regolamento da sottoporre al Consiglio comunale.

A distanza di alcuni mesi, la questione è approdata in Consiglio comunale, che ha approvato il regolamento per la definizione agevolata.

Un passaggio che Di Palma legge come una conferma del ruolo che anche gli strumenti di controllo e di iniziativa dell’opposizione possono avere nel percorso amministrativo.

«Questo è anche il senso del mandato di un consigliere: non limitarsi a registrare ciò che accade, ma utilizzare gli strumenti a disposizione per provare a incidere su ciò che può accadere», sottolinea il consigliere di Fratelli d’Italia.

Il ragionamento di Di Palma si inserisce nel più ampio tema del rapporto tra maggioranza e opposizione. Due ruoli distinti, sostiene il consigliere, ma entrambi parte del funzionamento delle istituzioni: alla maggioranza spetta il compito di governare, mentre l’opposizione esercita funzioni di controllo, confronto e proposta.

Da qui anche una considerazione sul merito delle iniziative, al di là della loro provenienza politica.

«Ciò che non dovrebbe cambiare, a seconda del banco dal quale arriva una proposta, è il metro con cui la si valuta perché le idee possono avere una firma mentre l’utilità pubblica non dovrebbe avere appartenenza», afferma Di Palma.

Il principio, secondo il consigliere, è semplice: se una questione sollevata dall’opposizione viene ritenuta utile, sostenibile e potenzialmente positiva per la comunità, accoglierla non dovrebbe essere interpretato come un riconoscimento politico all’opposizione, ma come una scelta nell’interesse della città.

La vicenda della definizione agevolata diventa così, nelle parole di Di Palma, anche un esempio concreto del modo in cui Fratelli d’Italia Sezze intende svolgere il proprio ruolo in Consiglio comunale: utilizzare gli strumenti consiliari per sottoporre all’attenzione dell’Amministrazione questioni ritenute meritevoli di approfondimento, mantenendo al tempo stesso il ruolo di controllo proprio dell’opposizione.

«Un’interrogazione, da sola, non amministra e non approva nulla, ma quando pone una questione utile, può contribuire a cambiare ciò che viene deciso», conclude Di Palma.

La definizione agevolata rappresenta quindi, per il consigliere di Fratelli d’Italia, non soltanto l’esito di una decisione assunta dal Consiglio comunale, ma anche l’esempio di come una questione sollevata attraverso gli strumenti dell’opposizione possa entrare nel percorso decisionale dell’Ente.

Pubblicato in Politica