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Il PIL può anche fare +0,2%, ma quando apri i conti dell'Istat sulle famiglie, i numeri del secondo trimestre 2026 sono tutti col segno meno per chi deve fare la spesa.

I dati reali per le famiglie, non la percezione:

  • Potere d'acquisto -0,9% in un solo trimestre. Il reddito disponibile è salito dello 0,4%, i consumi del 1,7%. Vuol dire che hai speso di più guadagnando quasi uguale. Lo stesso Istat certifica il calo dello 0,9% rispetto al trimestre precedente.

  • Risparmio crollato. La propensione al risparmio è scesa al 6,7% (-1,2 punti in tre mesi). Le famiglie stanno intaccando quello che avevano messo da parte per mantenere il livello dei consumi.

  • Pressione fiscale al 43,5% del PIL (+0,5 punti rispetto all'anno scorso).

  • Energia fuori scala. Tra febbraio e agosto 2026 elettricità, gas e altri combustibili hanno registrato un +11,4%, oltre quattro volte l'inflazione generale di quel periodo. Ad agosto l'energia da sola segna un +17,1% su base annua, e i prodotti acquistati più frequentemente un +4,3%.

Quanto costa in euro:

Il Codacons calcola, con l'inflazione al 3,3%, un aggravio di 1.091 euro l'anno per una famiglia tipo e di 1.507 euro per una con due figli. CNA e CGIA parlano di cifre fino a 1.300 euro in più tra bollette, benzina e spesa.

Se si guardano gli ultimi 5 anni, il conto è ancora più pesante: potere d'acquisto calato di oltre 5.500 euro per famiglia media e inflazione cumulata al +18% contro uno stipendio cresciuto solo del +9%.

Non è pessimismo: il PIL misura quanto produce il Paese, mentre il potere d'acquisto misura quanto ti rimane in tasca. Oggi vanno in direzioni opposte, con consumi che crescono molto più dei redditi e la Banca d'Italia che prevede per quest'anno consumi delle famiglie a soli +0,4% e PIL a +0,5%.

È per questo che a Sezze, come a Latina, la gente non si riconosce nei titoli sul "record di occupati". L'occupazione, anche quando c'è, è lavoro povero e precario che non copre più bollette, mutuo e carrello della spesa.

Pubblicato in L'Approfondimento