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La fontanella di S. Andrea torna convalescente
Una fontanella pubblica può andare in “convalescenza”? A quanto pare, sì. O almeno così racconta, con la consueta vena ironica, Paolo Di Capua nella sua nota dedicata alla storica fontanella di S. Andrea.
Dopo una lunga pausa durata, secondo la ricostruzione proposta nella nota, ben 19 mesi, la fontanella è tornata finalmente a svolgere il suo antico e semplice compito: erogare acqua ai cittadini.
Una ripresa del servizio che Di Capua saluta con un ironico ma sincero “GRAZIE all’Amministrazione”, sottolineando il valore di una struttura che, nel corso degli anni, è diventata parte della storia e della memoria del quartiere.
Ottant’anni e non sentirli
La protagonista della vicenda non è una fontanella qualsiasi. Quella di S. Andrea celebra infatti 80 anni di storia.
Ottant’anni durante i quali ha dissetato generazioni di cittadini e ha rappresentato una presenza quotidiana, quasi familiare, nel paesaggio della comunità.
Ed è proprio questo il punto sul quale insiste Di Capua: una fontanella pubblica non è soltanto un rubinetto dal quale sgorga acqua, ma può diventare un piccolo simbolo della vita di un luogo.
Davanti alla fontanella, scrive ironicamente, siamo “TUTTI UGUALI”: tutti accomunati dalla semplice necessità di bere.
La nuova “convalescenza”
L’ironia della nota prende però di mira soprattutto le nuove vicissitudini della fontanella.
Nel mese di agosto 2026, infatti, sarebbe arrivata una nuova fase di “convalescenza”.
Dopo i 19 mesi precedenti, la speranza espressa da Di Capua è che questa volta si tratti di una pausa decisamente più breve.
La battuta è inevitabile: una fontanella può avere ottant’anni, ma non per questo deve trascorrere gran parte della propria vita in convalescenza.
Da qui l’auspicio che il servizio possa essere mantenuto con continuità, evitando nuove e prolungate interruzioni.
Il sogno del vino al posto dell’acqua
Il momento più apertamente satirico della nota arriva con il racconto di un sogno.
Di Capua immagina uno scenario paradossale: tutte le fontanelle pubbliche chiuse e, al posto dell’acqua, il vino.
Una provocazione evidentemente scherzosa, utilizzata per estremizzare la situazione e trasformare una questione apparentemente ordinaria in una scena da commedia.
Nella fantasia dell’autore, i cittadini non sarebbero più semplicemente assetati, ma potrebbero iniziare a “camminare oscillando” e a parlare senza freni.
Il finale del sogno, però, riporta tutto alla realtà:
“Speriamo che il sogno non si avveri”.
Perché la fontanella, secondo Di Capua, deve continuare a fare una cosa molto più importante e molto più semplice:
DARE ACQUA. DARE VITA.
Una fontanella da difendere
Dietro la satira resta dunque un messaggio preciso: preservare la fontanella di S. Andrea e garantirne il funzionamento significa anche tutelare un elemento della storia locale.
Di Capua invita quindi cittadini e Amministrazione a continuare a prestare attenzione a quella che definisce una fontanella “storica e monumentale”.
Una richiesta accompagnata, come nello stile della sua nota, da una buona dose di ironia.
Perché dopo 80 anni di servizio, qualche pausa può anche essere concessa.
Ma 19 mesi di convalescenza sono davvero tanti.
E soprattutto, conclude idealmente la provocazione di Di Capua, se proprio dobbiamo scegliere cosa far uscire da una fontanella pubblica, la risposta è una sola:
L’ACQUA.
Il vino può aspettare.
Paolo Di Capua
Nota satirica sulla fontanella pubblica di S. Andrea – Sezze
