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È disponibile nelle librerie e nei principali store digitali “Rimbalzi dell’anima”, la nuova raccolta poetica di Orazio Mercuri, pubblicata nella collana “Rosso sospeso” di Fuorilinea Editore.
 
L'autore, drammaturgo, attore e regista originario di Bassiano e residente a Sezze, mette a frutto la propria consolidata esperienza artistica e teatrale per dare vita a un percorso lirico di particolare intensità, nel quale la parola poetica diventa strumento di indagine interiore, riflessione esistenziale e osservazione critica della realtà contemporanea.
 
Attraverso una scrittura che intreccia sensibilità, ricerca spirituale e attenzione per le contraddizioni del nostro tempo, Mercuri accompagna il lettore in un viaggio dentro le molteplici dimensioni dell'esperienza umana. Le sue poesie si muovono tra interiorità e mondo esterno, tra dimensione individuale e coscienza collettiva, interrogandosi sul senso dell'esistenza, sul valore delle relazioni, sulla fragilità, sulla memoria e sulla necessità di riscoprire un autentico rapporto con gli altri.
 
La silloge si sviluppa come un dialogo tra l'uomo e se stesso, ma anche tra l'individuo e la società in cui vive. Nei versi emerge una riflessione sulla condizione umana, sulle inquietudini che attraversano il presente e su quella progressiva perdita di sensibilità che sembra caratterizzare una società sempre più ripiegata sull'individualismo. La poesia diventa così uno spazio di ascolto e di consapevolezza, capace di restituire dignità alle emozioni, interrogare le coscienze e riaccendere l'attenzione verso ciò che troppo spesso viene trascurato: l'altro, la sua sofferenza, la sua diversità, la sua umanità.
 
Nella scrittura di Mercuri trovano spazio suggestioni universali, echi del pensiero buddhista e della filosofia di Kahlil Gibran, insieme a richiami al mito e alla memoria, utilizzati non come semplici riferimenti culturali, ma come strumenti attraverso i quali leggere il presente e comprenderne le contraddizioni. Il passato dialoga con l'attualità, la dimensione spirituale si confronta con quella quotidiana e la parola poetica cerca di ricomporre le fratture di un mondo nel quale sembra sempre più difficile riconoscersi parte di una comunità.
 
Le poesie non offrono risposte definitive, ma aprono interrogativi, suggeriscono percorsi di riflessione e invitano a rallentare lo sguardo. Sono versi che cercano un contatto autentico con il lettore, che sollecitano la sensibilità e invitano a recuperare il valore delle piccole cose, dei sentimenti, della solidarietà e della partecipazione. In questo senso, la poesia di Mercuri assume anche una precisa valenza civile: non si limita a raccontare il mondo, ma prova a stimolare una presa di coscienza, opponendosi alla superficialità, al cinismo e all'assuefazione al dolore altrui.
 
Ad aprire il volume è la significativa prefazione del critico Franco I. Esposito-Soekardi, che individua nell'opera un potente antidoto all'apatia sociale e sottolinea la capacità della poesia di riportare al centro il valore della relazione umana.
 
«Le poesie di Orazio Ananda Mercuri sono un invito a custodire l'umano: a non sottrarsi allo sguardo dell'altro, a non scivolare nell'indifferenza, a riconoscere nella fragilità una forma autentica di forza», scrive il prefatore.
 
Il profondo legame dell'opera con il territorio e con la sua memoria storica emerge fin dalle prime pagine attraverso una precisa scelta iconografica: la presenza di un disegno, realizzato a mo' di litografia, dell'antico e monumentale Arco di San Lidano. Un elemento visivo che non svolge una semplice funzione ornamentale, ma dialoga con il significato complessivo della raccolta e con le riflessioni del prefatore.
 
L'architettura romana diventa infatti una potente metafora della dimensione comunitaria: proprio come un arco conserva la propria solidità grazie all'equilibrio e al sostegno reciproco delle sue pietre, così una comunità può esistere e resistere soltanto attraverso la partecipazione, la solidarietà e la responsabilità condivisa. Una suggestione che restituisce alla raccolta anche una forte identità territoriale, senza limitarne il respiro universale.
 
“Rimbalzi dell'anima” si configura dunque come un'opera che rifiuta il disimpegno e restituisce alla poesia il suo ruolo più autentico: quello di interrogare, scuotere, emozionare e contribuire a mantenere viva la coscienza individuale e collettiva. Una scrittura che non cerca rifugio nell'evasione, ma si confronta con le ferite del quotidiano, con le fragilità dell'esistenza e con la necessità di costruire nuove possibilità di incontro.
 
Il titolo stesso suggerisce il movimento della parola poetica: emozioni, pensieri, ricordi e interrogativi che si riflettono nell'animo di chi scrive e di chi legge, dando vita a una continua risonanza interiore. Perché ogni verso può diventare uno specchio, una domanda, un richiamo capace di raggiungere sensibilità diverse e generare nuove consapevolezze.
 
Un concetto che Franco I. Esposito-Soekardi riassume efficacemente nel passaggio conclusivo della sua introduzione: «Mercuri sembra ricordare che restare umani è l'unico modo per non diventare complici del buio».
 
Con questa nuova pubblicazione, Orazio Mercuri consegna ai lettori una raccolta che invita a riscoprire la poesia non soltanto come espressione artistica, ma come esperienza di conoscenza, sensibilità e responsabilità. Un invito a fermarsi, guardarsi dentro e tornare a riconoscere nell'altro una parte fondamentale della propria stessa umanità.
 
“Rimbalzi dell’anima” di Orazio Mercuri, edito da Fuorilinea Editore nella collana “Rosso sospeso”, è disponibile nelle librerie e acquistabile online sulle principali piattaforme di e-commerce librario, tra cui IBS e Libreria Universitaria.
Pubblicato in Eventi Culturali

La solennità di Ognissanti e la commemorazione dei defunti rappresentano due appuntamenti particolarmente sentiti dalla comunità di Sezze, giornate in cui il ricordo dei propri cari, il raccoglimento e il rispetto per chi non c'è più assumono un significato ancora più profondo.

Proprio in occasione di queste ricorrenze, però, torna al centro dell'attenzione la situazione del cimitero comunale. A sollevare la questione è l'associazione SETIAM, che attraverso un comunicato stampa denuncia le condizioni di alcune aree del camposanto, dove diversi tratti risulterebbero ancora inaccessibili, impedendo a numerose famiglie di raggiungere le tombe dei propri defunti.

Una situazione che, secondo l'associazione, rischia di rinnovare il dolore e la preoccupazione di quanti, oltre a non poter fare visita ai propri cari, temono anche per le condizioni in cui si trovano alcune sepolture, esposte alle infiltrazioni e alle penetrazioni dell'acqua piovana.

Nel comunicato, SETIAM punta il dito contro quella che definisce una mancata manutenzione e una serie di interventi omessi, sottolineando come la questione non riguardi soltanto l'efficienza amministrativa, ma coinvolga aspetti ben più profondi, legati al rispetto dei defunti e alla sensibilità nei confronti dei cittadini.

«La mancata manutenzione e gli omessi interventi non denotano soltanto la scarsa capacità amministrativa», evidenzia l'associazione, che richiama l'attenzione anche sul valore simbolico e identitario del cimitero per la comunità setina.

Per SETIAM, infatti, non si tratta semplicemente di garantire la fruibilità di una struttura pubblica, ma di tutelare un luogo che custodisce la memoria collettiva di un'intera comunità. Un luogo nel quale ogni cittadino dovrebbe poter entrare liberamente per deporre un fiore, raccogliersi in preghiera o semplicemente trascorrere qualche momento accanto ai propri cari.

Da qui l'appello affinché venga restituita al cimitero comunale la necessaria attenzione, attraverso interventi di manutenzione e ripristino delle aree attualmente non accessibili.

«Il cimitero è un luogo da rispettare sempre», conclude l'associazione, ricordando come «una Comunità si riconosce anche e soprattutto dalla cura che riserva ai luoghi della sua memoria».

Un messaggio che, in occasione di Ognissanti e della commemorazione dei defunti, assume un significato ancora più forte e richiama l'attenzione su una questione che riguarda la dignità dei luoghi, il rispetto della memoria e il diritto delle famiglie a poter ricordare i propri cari.

Pubblicato in Attualità