Setia Factory, dopo la gara torna in Consiglio il nodo degli usi civici: cosa succede al terreno?
Il 10 novembre il Consiglio comunale dovrà tornare a occuparsi proprio dell’area interessata dal progetto Setia Factory, con una nuova proposta di mutamento della destinazione d’uso del terreno gravato da uso civico. Restano da chiarire anche gli sviluppi del procedimento davanti al Commissario.
La vicenda Setia Factory torna al centro dell’attenzione politica e amministrativa a Sezze. Dopo il nostro precedente articolo del 17 gennaio 2026, nel quale avevamo ricostruito il contenzioso davanti al Commissario per la liquidazione degli usi civici, si registra un nuovo passaggio che merita di essere approfondito. Il prossimo 10 novembre, infatti, il Consiglio comunale sarà chiamato a discutere il punto relativo al «Progetto di mutamento di destinazione d'uso del terreno appartenente al demanio civico comunale», individuato al Catasto Terreni del Comune di Sezze al foglio 61, particella 359, interessato dal progetto Setia Factory. La proposta prevede l'approvazione dell'atto e la richiesta di autorizzazione alla Regione Lazio. Un passaggio che solleva una domanda tutt'altro che secondaria: perché si torna a discutere della destinazione d'uso di questo terreno dopo gli atti regionali già adottati e dopo l'avvio della procedura di affidamento della gestione del progetto?
Come avevamo ricostruito nel precedente approfondimento, il terreno interessato dal progetto è stato al centro di un'operazione di permuta con trasferimento dei vincoli di uso civico. Con la determinazione regionale G16660 del 9 dicembre 2024 era stata autorizzata la permuta tra la particella 359 del foglio 61, di 640 metri quadrati, e la particella 182 del foglio 5, di 800 metri quadrati. Successivamente, con la determinazione G10956 del 28 agosto 2025, la Regione Lazio aveva reso esecutiva l'autorizzazione: il terreno originario veniva liberato dal vincolo di uso civico, mentre il vincolo veniva trasferito sull'altra particella. Restava comunque fermo il vincolo paesaggistico previsto dalla normativa.
La vicenda, tuttavia, non si è conclusa con gli atti regionali. Come già raccontato, il Commissario per la liquidazione degli usi civici per Lazio, Umbria e Toscana ha promosso il procedimento RG 24/2025, coinvolgendo Regione Lazio e Comune di Sezze, per verificare la qualità giuridica dei terreni interessati dall'operazione. La Giunta comunale, con la deliberazione n. 3 del 16 gennaio 2026, aveva deciso di costituirsi in giudizio, affidando la difesa all'avvocato Antonio Cardinale. L'udienza del 9 febbraio 2026 rappresentava un passaggio importante. Al momento, però, non risulta disponibile pubblicamente un provvedimento che consenta di ricostruire con certezza l'esito di quella udienza. È quindi necessario conoscere lo stato effettivo del procedimento e gli eventuali provvedimenti successivi.
Mentre restava aperta la questione degli usi civici, il Comune ha proseguito con l'iter amministrativo e ha avviato la procedura pubblica per affidare in concessione i servizi di inclusione attraverso l'agricoltura sociale presso l'ex Colonia Agricola di Quarto Palazzo, a Sezze Scalo.
Il 4 agosto 2026, con determinazione del Registro generale n. 497, il Comune ha approvato le risultanze della gara e disposto l'aggiudicazione del servizio all'ATI composta da:
• Arteinsieme Società Cooperativa Sociale;
• Fattoria Solidale del Circeo;
• Quattro Radici.
Per la gestione dei servizi risultano indicati impegni pari a 423.831,16 euro fino al 30 giugno 2029. La concessione prevede inoltre un canone annuo di 13.000 euro oltre IVA da corrispondere al Comune. A queste somme si aggiungono i 167.284 euro già impegnati per il gruppo tecnico-scientifico. Il progetto dispone di un finanziamento pubblico di 1.845.000 euro. Dopo la permuta autorizzata dalla Regione, il successivo trasferimento dei vincoli di uso civico, il contenzioso davanti al Commissario e l'aggiudicazione della concessione, il terreno su cui dovrebbe sorgere Setia Factory torna dunque al centro del dibattito consiliare.
La seduta del 10 novembre sarà l'occasione per fare chiarezza su un percorso amministrativo e giudiziario ancora da ricostruire in ogni suo passaggio e per comprendere le ragioni di questa nuova richiesta alla Regione. Perché, se il progetto guarda ormai alla sua realizzazione, resta una domanda fondamentale: la questione del terreno è davvero chiusa o c'è ancora qualcosa da chiarire prima di voltare pagina?
