Sezze Scalo perde il suo Centro Sociale: oggi la demolizione è stata completata
Oggi si è concluso definitivamente l'abbattimento dello storico Centro Sociale di Sezze Scalo. Con gli ultimi muri abbattuti dalla ruspa, scompare una struttura che per anni ha rappresentato uno dei pochi punti di riferimento per la comunità.
L'edificio era l'unico spazio del quartiere in grado di ospitare eventi, manifestazioni, incontri pubblici, iniziative culturali e sociali. La sua demolizione lascia un vuoto importante, in attesa che il progetto di ricostruzione venga completato.
Secondo il cartello di cantiere, l'intervento, finanziato con fondi PNRR, prevede la demolizione e la ricostruzione di un nuovo edificio destinato ad asilo nido e centro sociale per anziani. I lavori hanno una durata prevista di 360 giorni.
Resta però il dato di fatto: da oggi Sezze Scalo è priva dell'unica struttura pubblica realmente idonea ad accogliere associazioni, iniziative e grandi eventi. Una perdita che inevitabilmente avrà ripercussioni sulla vita sociale del quartiere. Nelle immagini: le ultime fasi della demolizione e il cartello del cantiere che illustra il progetto di ricostruzione dell'asilo nido.
I GIOVANI E LA GUERRA… GENERAZIONI A CONFRONTO
Forse nessuno pensava che avremmo visto una guerra. Così, dopo due anni di pandemia, di lockdown, di didattica a distanza, di isolamento sociale, di prospettive depressive, di pessimismo diffuso, di catastrofismo incipiente.
L’invasione dell’Ucraina e il conflitto in Medio Oriente, la brutalità della guerra, la paradossale umanità che essa mostra, facendo emergere sentimenti primari, scelte radicali, obblighi di identificazione, la riflessione sul destino, sulla vita o sulla morte e gli effetti che tutto ciò può avere sul destino dei giovani.
Tanti giovani, oggi, lottano, fuggono per una speranza di sviluppo, di libertà e di democrazia in un Paese povero ma colto e orgoglioso: probabilmente si considerano in salvo, destinati a un futuro radioso. E invece.
I nostri giovani, con minore drammaticità, ma forse con non minore consapevolezza, si ritrovano anch’essi a rimettere in discussione un ordine costituito che tanto ordinato non è, una giustizia sociale internazionale che tanto giusta non si è mostrata.
Abituati a confrontarsi seriamente con problemi globali drammatici, che le generazioni che li hanno preceduti, i loro padri e le loro madri, hanno creato e di cui non sono state capaci di gestire gli effetti negativi, soprattutto sugli equilibri ecologici, sul cambiamento climatico e sulla consapevolezza dell’interconnessione di tutto, non hanno avuto maestri e si sono dovuti creare le proprie guide, i propri leader, che mostrano una consapevolezza maggiore di molti tra i loro genitori, figli invece del baby boom e di adolescenze protette.
Tutto il contrario di quello che vivono gli adolescenti di oggi, di quello che hanno sperimentato in questi anni: la chiusura tra le mura di casa, la mancanza di libertà e, anzi, l’obbligo di distanziamento sociale, orizzonti economici che si restringono.
Forse è per questo che vediamo genitori equidistanti, vagamente e genericamente pacifisti, «né con Putin né con la NATO», viziati dal loro stesso benessere e dai privilegi acquisiti, che non vogliono accettare di metterli in discussione (per quanto alcuni possano stare male, i loro figli, con certezza, staranno peggio; mentre i giovani di allora avevano la concreta speranza di stare meglio).
Con maggiore consapevolezza delle cose, sembra che i ragazzi di oggi stiano dalla parte della radicalità delle scelte e della capacità di prendere posizione.
Nessuna ambiguità e la capacità di distinguere il giusto dall’ingiusto, la voglia di schierarsi per il primo contro il secondo, lottando, certo.
Ecco allora che va fatta una riflessione: nessuno si salva da solo. La giustizia ambientale e quella sociale, il consumismo e la geopolitica, la libertà personale e le relazioni internazionali, il diritto di fuga e il dovere di accoglienza, la sovranità nazionale e l’hackeraggio senza confini impongono a tutti gli organismi – locali, nazionali e internazionali – di dare una risposta ai nostri giovani.
Premio Nazionale “Luigi Di Rosa” inserito nello statuto comunale di Sezze
