Era il dicembre del 2016 quando il Tensostatico di via Scopiccio, a Sezze, iniziava a prendere forma. A distanza di quasi dieci anni, però, la situazione non solo non è migliorata, ma appare nettamente peggiorata. Quella che già allora veniva definita un’opera incompiuta è oggi diventata il simbolo più evidente dell’abbandono e dello spreco di denaro pubblico.
Il pallone tensostatico di via Scopiccio si presenta come una vera e propria “cattedrale nel deserto”: una struttura mai entrata in funzione, dimenticata dalle amministrazioni che si sono succedute nel tempo e lasciata al degrado più totale. Un’opera che avrebbe dovuto rappresentare un punto di riferimento per lo sport e l’aggregazione, ma che invece racconta una storia fatta di promesse mancate e responsabilità politiche mai chiarite.
La struttura venne realizzata grazie a un finanziamento regionale di oltre 270 mila euro, fortemente voluto e rivendicato all’epoca dall’ex gruppo della Margherita di Sezze. È bene ricordare che quel finanziamento, inizialmente destinato al recupero della palestra all’aperto di via dei Cappuccini nel parco della Macchia (oggi riqualificato dalla Giunta Lucidi), venne successivamente dirottato su via Scopiccio, nell’ambito di una più ampia riqualificazione dell’area e a coronamento della pista ciclabile.
Di quel progetto ambizioso oggi resta ben poco. Il Tensostatico è inutilizzabile, circondato dalle erbacce, con evidenti segni di deterioramento strutturale e sempre più esposto ad atti vandalici. Il tempo, l’incuria e l’assenza totale di manutenzione hanno fatto il resto, trasformando un investimento pubblico in un problema irrisolto.
Mancano tuttora elementi essenziali: servizi igienici, allacci, forniture e tutto ciò che sarebbe necessario per rendere la struttura fruibile. A distanza di un decennio, per completare l’opera servirebbero oltre 300 mila euro, una cifra difficile da reperire oggi, soprattutto in un contesto in cui ottenere nuovi finanziamenti regionali è sempre più complesso. La Giunta Lucidi ad oggi non ha chiesto alcun finanziamento per completare l'opera perché intende dare priorità alle strutture pubbliche utilizzate, a partire dal Tasciotti per il quale è stato chiesto un finanziamento e successivamente per il Tornesi a Sezze Scalo.
Oltre al danno c'è la beffa. Esiste il concreto rischio che la Regione Lazio possa chiedere al Comune di Sezze la restituzione delle somme spese per quest’opera incompiuta. Uno scenario che potrebbe ripetersi anche per un altro progetto mai portato a termine: la Casa dei Giovani di via Cappuccini, parzialmente realizzata con un finanziamento regionale di 300 mila euro risalente al 2008.
