Poco più di un anno e mezzo e Sezze tornerà alle urne per il rinnovo dell’Amministrazione comunale. Come già anticipato sulle colonne del nostro giornale, il Ministero dell’Interno ha fissato le scadenze elettorali per quei Comuni che avevano votato negli anni 2020 e 2021, quando l’emergenza Covid-19 impose il differimento dei termini ordinari.
Sezze rientra proprio tra queste realtà: il rinnovo del Consiglio comunale non avverrà alla naturale scadenza di ottobre, bensì in una finestra compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno dell’anno successivo al completamento del quinquennio, ovvero nel 2027. Una proroga che accomuna molti Enti locali e che sposta, di fatto, la partita elettorale alla primavera.
Ad oggi, però, lo scenario politico appare quanto mai nebuloso. Il sindaco uscente, Lidano Lucidi, non ha ancora avversari ufficiali e, soprattutto, non sono chiari nemmeno gli schieramenti in campo. Esiste un centrodestra strutturato? C’è un centrosinistra pronto a sfidare l’attuale amministrazione? Sono in fase di gestazione progetti civici alternativi? Domande che, per ora, restano senza risposta. E il ritardo nell’ufficializzazione delle candidature rischia di pesare non poco sulle chance di chi dovesse scendere in campo all’ultimo momento.
L’unico movimento degno di nota riguarda il Partito Democratico di Sezze, impegnato in una difficile ricerca di alleanze per costruire una candidatura credibile. L’ipotesi, lanciata dal consigliere regionale Salvatore La Penna, di sostenere una riconferma di Lucidi sembra essere definitivamente tramontata, complice la mancata condivisione da parte dei dirigenti locali del Pd – e forse anche dello stesso sindaco Lucidi. Archiviata questa possibilità, il Pd starebbe ora puntando su una figura autorevole e capace di tenere insieme le diverse anime del centrosinistra. Tra i nomi che circolano con insistenza figurano quello dell’ex sindaco Andrea Campoli e del professor Giancarlo Loffarelli: profili che troverebbero consenso tanto nell’area moderata quanto nel campo progressista.
Sul fronte centrodestra, invece, regna il silenzio. O meglio, i partiti che lo compongono sembrano attendere le mosse di Lucidi prima di scoprire le carte. Il nodo politico è evidente: riproporre un progetto civico che, nel tempo, si è inevitabilmente snaturato con l’adesione formale di consiglieri comunali a Forza Italia e Lega, oppure fare una scelta di campo chiara, accettando il rischio di perdere pezzi ma collocandosi ufficialmente all’interno del centrodestra setino, Fratelli d’Italia compresa.
Mascherare partiti ormai ben definiti dietro un civismo “puro”, come accaduto nel 2021, appare oggi un’operazione decisamente più complessa. Il tempo stringe e i vertici dei partiti ne sono consapevoli. Con l’arrivo del nuovo anno, molto probabilmente, le prime tessere del mosaico politico inizieranno finalmente ad andare al loro posto.
