Il primo dato, particolarmente significativo, è la grande affluenza alle urne. Come è stato sottolineato, quella del 22 e 23 marzo è stata una vittoria della partecipazione e, dunque, della democrazia. A trainare questo risultato, tutt'altro che scontato, sono state soprattutto le grandi città, dove oltre il 50% dei cittadini — in particolare i più giovani — ha scelto di recarsi liberamente a votare.
Diversamente, invece, il quadro nei centri più piccoli, dove l'affluenza si è attestata su livelli più bassi. È il caso, ad esempio, di Sezze, che ha registrato un'affluenza del 48,62%.
Nella provincia di Latina il “sì” prevale in 24 comuni su 33, tra cui proprio Sezze, dove il 51,88% degli elettori ha scelto di seguire la linea del governo nazionale. Il “no”, invece, si è fermato al 48,12%, con 3.948 preferenze contro le 4.257 del “sì”.
Lo scarto tra i due risultati è dovuto anche alla trasversalità di alcuni componenti del cosiddetto campo largo, che si sono apertamente schierate per il “sì”. Tra queste, il circolo del Partito Democratico di Sezze, apparso diviso e attraversato da tensione anche in questa occasione.
Il fronte del “sì”, al contrario, ha mostrato maggiore compattezza e unità, a partire dalla maggioranza consiliare del sindaco di Sezze, Lidano Lucidi, che si era ufficialmente espresso a favore. Tra le poche voci fuori dal coro si segnalano i consiglieri comunali Daniele Piccinella, Gianluca Calvano e Luigi Rieti. Per il resto, compresa una parte dell'opposizione, si è sviluppata e sostenuta una campagna compatta per il “sì”.
A ben guardare, questo assetto potrebbe rappresentare un primo segnale in vista della costruzione di una nuova coalizione per le elezioni comunali del 2027. Tra i più entusiasti per la vittoria del “sì” a Sezze c'è il circolo di Fratelli d'Italia di Sezze, che rivendica con forza il risultato, soprattutto nella zona della pianura.
Il comitato per il “no”, invece, sottolinea la forza di un risultato costruito dal basso, grazie al contributo di giovani, associazioni e singoli cittadini: «Ha vinto la Costituzione, ha vinto la partecipazione dal basso, hanno vinto soprattutto i giovani - così la nota - che sono andati a votare in massa per difendere l'indipendenza della magistratura».
Resta infine una riflessione sulla trasversalità del voto, che non rappresenta necessariamente il peso reale degli schieramenti politici, a meno che nei prossimi mesi non si apriranno nuovi scenari e rimescolamenti in vista delle future coalizioni.
