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La memoria come strumento per comprendere il passato e prendersi cura del presente. È questo il filo conduttore di Vita di strada, il primo libro di Sandy Medioli, autopubblicato nel giugno 2026. In 98 pagine, l’autrice costruisce un percorso intimo attraverso la storia della propria famiglia, tra arte, legami profondi, ferite e lutti.

Il volume raccoglie tre racconti autobiografici. Il primo, Vita di strada, ripercorre la vita di una famiglia nomade, segnata da spettacoli itineranti, palcoscenici e viaggi, restituendo il ritratto di un mondo fatto di passioni e relazioni indissolubili. Con Mio fratello, la voce passa alla madre dell’autrice, Suleica, che dopo molti anni rompe il silenzio sulla morte del fratello. Infine, Le origini conduce il lettore nel presente, nell’esperienza professionale di Medioli in hospice, dove il confronto quotidiano con la sofferenza e la fine della vita si intreccia con la riscoperta delle proprie radici.

Nata a Sezze, in provincia di Latina, nel 1983, e residente a Rivalta di Torino, Sandy Medioli è infermiera con un master in Cure Palliative e Terapia del Dolore. Lavora presso l’INOC di Candiolo ed è socia della Società Italiana di Cure Palliative (SICP) e della Società Italiana di Medicina Narrativa (SIMeN).

Proprio dall’incontro tra vicenda personale e professione nasce la forza del libro: raccontare la storia dei propri familiari significa preservarne le voci, ma anche interrogarsi su ciò che rimane di chi ci ha preceduto. Un progetto nato da una promessa fatta ai nonni, affinché le loro esperienze non andassero perdute.

Vita di strada diventa così una riflessione sulla continuità tra generazioni, sul dolore e sulla possibilità di trasformare la memoria in una forma di cura. Perché le origini, suggerisce Medioli, continuano a vivere nei gesti, nelle scelte e nella capacità di restare accanto a chi soffre.

Il libro è stato recensito dalla SICP nell’ambito dei suoi approfondimenti dedicati alle humanities e alla medicina narrativa.

Pubblicato in Eventi Culturali
Giovedì, 15 Ottobre 2026 09:28

Sezze, una lista civica per il bene comune

 

 

Una lista civica che voglia davvero il bene di Sezze deve partire da un impegno concreto: recuperare le risorse necessarie per migliorare i servizi, sostenere le famiglie e creare opportunità per i giovani. Il senso civico si misura anche nella capacità di amministrare e rendere conto dei risultati.

Rifiuti, strade, illuminazione e assistenza sociale richiedono entrate certe. Quando i tributi dovuti non vengono incassati, mancano risorse e il peso ricade su chi paga regolarmente. Prima di chiedere altri sacrifici, occorre riscuotere quanto è dovuto e contrastare l’evasione.

Questa dovrebbe essere una priorità del programma di una lista civica: un piano quinquennale per recuperare i crediti esigibili, incassare puntualmente le nuove entrate e mettere a regime una riscossione efficiente. Cinque anni di lavoro, con interventi immediati, obiettivi annuali e verifiche pubbliche.

Occorre rafforzare gli uffici e coordinare Comune e strutture coinvolte nella gestione dei tributi, con personale preparato, banche dati aggiornate e integrate e strumenti informatici, anche di intelligenza artificiale dove utili. Individuare tempestivamente le irregolarità evita che si accumulino debiti sempre più difficili da recuperare.

La TARI merita particolare attenzione: tutte le utenze devono essere censite e ciascuno deve contribuire correttamente al costo del servizio. Chi paga ha diritto a sapere che gli stessi controlli valgono per tutti.

Equità significa distinguere chi non può pagare da chi sceglie di non farlo. Se non già previsto, i regolamenti dovrebbero favorire chi segnala subito una difficoltà documentata, con sostegni e rateizzazioni sostenibili. Chi evade deve incontrare controlli continui, senza poter confidare in nuovi condoni.

La trasparenza deve accompagnare ogni intervento: pubblicare periodicamente, in forma aggregata, i crediti a inizio e fine anno, gli incassi, le rateizzazioni, i recuperi in corso e le cancellazioni con le relative motivazioni. I cittadini devono poter capire quanto si recupera e come vengono utilizzate le risorse.

Riscuotere meglio è il primo passo di un progetto più ampio: servizi affidabili, cura del territorio, sostegno alle fragilità, spazi per cultura e sport, condizioni favorevoli al lavoro e alle iniziative dei giovani. Ogni proposta deve indicare costi, finanziamenti e tempi: il bene comune richiede scelte sostenibili.

Una lista civica credibile unisce competenze, partecipazione e responsabilità. Ascolta la comunità, assume impegni misurabili e accetta di essere valutata sui risultati.

Riorganizziamo la riscossione per rendere concreto, entro cinque anni, un obiettivo condiviso: paghiamo tutti per pagare meno, migliorare i servizi e aiutare chi ha più bisogno. Da qui può cominciare una nuova stagione per Sezze.

Pubblicato in Politica