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Alessandro Mattei

Alessandro Mattei

 

 

La partita per il governo di Sezze entra nel vivo e si sposta sul terreno del confronto politico. Venerdì 23 ottobre, alle ore 18, presso l’auditorium San Michele Arcangelo, la coalizione civica Unione per Sezze presenterà ufficialmente il candidato sindaco Andrea Campoli, dando forma a un progetto che punta a contendere a Lidano Lucidi la guida della città.

Sono sei le liste che sosterranno l’ex sindaco: Sezze Progetto Comune, Campoli Sindaco, Sezze Moderata, Setiam, Tutti per Sezze e Progetto Sezze 2000. Un’alleanza che rivendica una natura civica e trasversale, costruita oltre gli steccati tradizionali dei partiti e aperta a professionisti, cittadini e persone intenzionate a impegnarsi direttamente nella vita amministrativa. La sfida, tuttavia, non si giocherà soltanto sulla composizione delle liste, ma soprattutto sulla capacità di proporre una diversa idea di governo della città.

Campoli, sindaco di Sezze dal 2007 al 2017, ha già indicato il terreno sul quale intende impostare la propria iniziativa politica: il bilancio degli ultimi anni, le scelte amministrative e le opportunità che, a suo giudizio, non sarebbero state colte. In un post, l’ex primo cittadino ha affidato a una riflessione sul valore del confronto democratico il senso della sua candidatura: «La Politica, quella vera, è scontro tra idee. È la capacità di costruire soluzioni sempre più avanzate attraverso il confronto anche aspro e duro, pur rispettando tutti. La Dialettica (senza scomodare Socrate) è l'unico modo per avvicinarsi alla Verità. A Sezze, in questi anni, questo è mancato ed i risultati sono sotto gli occhi di tutti».

Parole che delineano una strategia precisa: trasformare la prossima competizione elettorale in un confronto sul metodo e sui risultati dell’amministrazione Lucidi. Campoli chiama in causa la capacità della classe dirigente di programmare, decidere e utilizzare le risorse disponibili, a partire da quelle legate al PNRR, che hanno rappresentato un’occasione straordinaria per gli enti locali. Secondo la sua lettura, Sezze non avrebbe sfruttato pienamente questa fase, perdendo opportunità importanti per lo sviluppo e la riqualificazione del territorio.

Il giudizio dell’ex sindaco è netto. «È arrivato il momento di dire le cose come stanno», scrive, puntando il dito contro quella che definisce l’inadeguatezza dell’attuale classe dirigente. Nel suo elenco compaiono le occasioni mancate, la gestione delle ultime scelte urbanistiche, le procedure di gara che, a suo avviso, sarebbero state troppo spesso prive di adeguata evidenza pubblica, l’impoverimento dei servizi alla persona, una politica culturale che giudica eccessivamente legata all’alcol e una città che, sempre secondo Campoli, avrebbe perso pulizia, decoro e peso nel panorama provinciale.

Accuse politicamente rilevanti, che chiamano in causa direttamente l’operato dell’amministrazione uscente e sulle quali si misurerà una parte significativa della campagna elettorale. Il nodo sarà capire quanto queste contestazioni riusciranno a tradursi in una proposta amministrativa alternativa, capace di indicare priorità, interventi e soluzioni concrete. Per Campoli, il ritorno sulla scena politica passa dunque dal tentativo di riaprire il dibattito sul futuro della città, riportando al centro temi come urbanistica, servizi, cultura, decoro urbano e ruolo istituzionale di Sezze.

Sul fronte opposto, Lidano Lucidi è impegnato nella costruzione della propria squadra elettorale. L’obiettivo sembra essere quello di dare continuità all’alleanza che lo ha sostenuto nel 2021, confermando le liste e, secondo le ipotesi circolate, gran parte dei candidati della precedente tornata. A questo schieramento potrebbero aggiungersi Sezze Futura e altre formazioni civiche che non hanno ancora ufficializzato il proprio posizionamento.

La strategia del sindaco uscente dovrà fare i conti con una competizione che si annuncia sempre più centrata sul bilancio politico e amministrativo del mandato. Se Campoli punta a fare delle occasioni mancate e delle criticità denunciate il fulcro della propria iniziativa, Lucidi dovrà definire il profilo della sua proposta per il futuro e confrontarsi con le contestazioni rivolte alla sua amministrazione.

Resta da chiarire anche il ruolo delle forze politiche tradizionali. Fratelli d’Italia, almeno per il momento, non ha ancora definito pubblicamente la propria collocazione, mentre negli ambienti politici locali si parla di un possibile riavvicinamento a Lucidi. Un eventuale sostegno del partito potrebbe incidere sulla configurazione della coalizione del sindaco uscente e sugli equilibri del centrodestra cittadino.

Più complicata appare, invece, la situazione del Partito Democratico e del cosiddetto campo largo. Dopo l’entusiasmo iniziale legato alla possibile candidatura del professor Gianluca Scarchillo, il fronte progressista sembra ancora alla ricerca di una sintesi politica e di una strategia condivisa. Restano da definire il perimetro dell’alleanza, il nome su cui puntare e, soprattutto, la proposta con cui presentarsi agli elettori.

In questo scenario, la presentazione di Campoli rappresenta un passaggio importante per la definizione degli schieramenti. La competizione non riguarda soltanto i nomi e le liste, ma anche il rapporto tra amministrazione e cittadini, la gestione delle risorse pubbliche e la capacità di costruire una visione per Sezze. Con la campagna elettorale che si avvicina, le coalizioni sono chiamate a uscire dall’attesa e a chiarire programmi, alleanze e priorità. Perché, al di là degli accordi e delle candidature, sarà sul governo concreto della città che si misurerà il confronto politico.

 

 

C'è qualcosa di profondamente bello nella nascita di un'idea. E lo è ancora di più quando quell'idea nasce dalla voglia e dall'entusiasmo di un gruppo di giovani che decide di non stare a guardare, ma di provare a essere protagonista del proprio tempo. È con questo spirito che nasce a Sezze Identità Nemea, un nuovo movimento giovanile che vuole mettere al centro la relazione, la partecipazione e l'interesse diretto per la vita della città.

Ho avuto modo di parlare con uno dei fondatori e, ascoltandolo, mi è sembrato di ritrovare qualcosa che appartiene a una stagione della mia giovinezza e che, forse, non dovrebbe mai andare perduto: la voglia di incontrarsi, discutere, confrontarsi e cercare insieme di capire il mondo e, soprattutto, il luogo in cui si vive. Alla base della nascita di Identità Nemea, mi ha raccontato, c'è innanzitutto la voglia di costruire relazioni. Relazioni vere, non soltanto virtuali, capaci di creare una comunità. C'è il desiderio di interessarsi direttamente dei problemi della città, di vivere il proprio tempo non da spettatori ma da protagonisti, provando a dare un contributo concreto alla crescita di Sezze. E c'è, soprattutto, la volontà di parlare a quei tanti giovani che oggi si sentono lontani dalla politica, dalle istituzioni e, più in generale, dai problemi della propria comunità.

In un'epoca nella quale spesso prevalgono la disillusione, l'individualismo questa è una sfida importante. 

Ascoltando queste parole, inevitabilmente sono tornato indietro nel tempo. Quando ero giovane anch'io avevo aderito con passione alla Sinistra Giovanile. Insieme ad alcuni amici avevamo creato un gruppo che si ritrovava al Grottino, la storica sezione del PCI di Sezze. Erano momenti di discussione, di confronto, di amicizia. Si parlava di politica, di attualità, dei problemi della nostra città, ma anche di tutto ciò che suscitava la nostra curiosità.

Partecipavamo alle riunioni del partito, allora il PDS, e prendevamo parte anche al direttivo. Per noi quella esperienza rappresentò molto più di un semplice impegno politico. Fu una scuola di politica e, allo stesso tempo, una scuola di vita. Imparammo ad ascoltare gli altri, a confrontarci con idee diverse dalle nostre, a sostenere le nostre ragioni e, quando necessario, anche a metterle in discussione. Imparammo che la politica non era soltanto quella delle grandi parole o dei palazzi, ma poteva nascere anche da una stanza, da un tavolo intorno al quale alcuni ragazzi decidevano di incontrarsi per parlare e provare a capire. Avevamo persino fondato e distribuito una piccola rivista, “Il Grottino”, nella quale affrontavamo gli argomenti più diversi. Era il nostro modo di raccontare quello che pensavamo, di confrontarci con la realtà e di provare a stimolare una discussione. Volevamo esserci. 

Eravamo giovani, avevamo certamente molte ingenuità e forse anche molte certezze che il tempo avrebbe poi provveduto a modificare. Ma avevamo una cosa che considero preziosa: la voglia di esserci. Per questo la nascita di Identità Nemea mi fa piacere. Non perché debba necessariamente rappresentare una particolare idea politica, ma perché dimostra che c'è ancora qualcuno che sente il bisogno di incontrarsi, discutere, partecipare e interrogarsi sul futuro della propria città: la voglia di sentirsi parte di una comunità.

Sezze ha bisogno di giovani che abbiano voglia di occuparsi della propria città. A questi ragazzi non posso che augurare di vivere con intensità e passione la vita sociale e politica di Sezze. Di non avere paura di sbagliare. Di discutere, anche animatamente, senza mai perdere il rispetto per chi la pensa diversamente. Di non lasciarsi scoraggiare quando le cose non andranno come vorrebbero. Spero che sia un primo passo per spronare altri giovani a fare altrettanto.

 

 

 

Vado controcorrente. E, più passa il tempo, più mi sto convincendo che questa sia semplicemente la mia natura.

Vado controcorrente perché, pur dovendo seguire per professione e per passione i social e la rete — diventati ormai, per molti, una fonte quasi esclusiva di notizie, commenti e informazioni — mi accorgo che lo faccio sempre meno. E non perché non ne riconosca l'importanza. Al contrario: per chi fa informazione, e soprattutto per chi lavora ogni giorno a un quotidiano come La Notizia Condivisa, la rete dovrebbe essere pane quotidiano.

Eppure, a volte, quel pane mi va di traverso.

Mi viene quasi il vomito per quello che leggo. Per i commenti personali spacciati per verità. Per le ingiurie. Per gli insulti. Per la rabbia permanente. Per quella negatività che sembra essere diventata la cifra dominante di uno strumento che, nelle sue intenzioni migliori, avrebbe dovuto avvicinare le persone, ampliare il confronto e rendere l'informazione più accessibile.

È accaduto invece qualcosa di diverso.

Viviamo immersi in una quantità enorme di contenuti, ma non necessariamente in una quantità maggiore di informazione. La disinformazione viene spesso confezionata e fatta passare per informazione, l'opinione viene presentata come fatto, il sospetto come certezza, il pettegolezzo come notizia.

E la televisione, diciamolo, non è sempre esente da responsabilità. Propina, nemmeno troppo velatamente, ciò che qualcuno ritiene sia opportuno far sapere ai cittadini. Poi arrivano Instagram, YouTube, TikTok e tutto il resto dell'universo digitale, dove troppo spesso l'immondizia viene servita senza distinzione di età, di cultura, di sensibilità.

Il risultato è un rumore assordante nel quale diventa sempre più difficile distinguere una voce da un'eco, un fatto da una manipolazione, un'opinione da un attacco.

E il mondo, naturalmente, è anche Sezze.

La mia città non è un'isola felice e non è dispensata dall'odio social, dalla superficialità, dall'arroganza e dal protagonismo che viaggiano senza filtri. Anche qui, troppo spesso, il confronto pubblico scivola rapidamente dal terreno delle idee a quello delle persone.

Qualche tempo fa, in un altro editoriale, avevo auspicato che, in vista della prossima campagna elettorale e delle elezioni della primavera, si potesse finalmente aprire una stagione diversa. Una stagione nella quale confrontarsi sui temi, sulle proposte, sulle idee. Mettendo da parte, almeno per una volta, veleni, ripicche e regolamenti di conti personali che non fanno altro che generare altro odio e altra confusione.

Ci riprovo.

In questi giorni, quasi en passant, mi hanno fatto leggere alcuni commenti e alcuni post. E quello che ho visto va ben oltre la politica e il bene comune. Non c'è una proposta, non c'è una visione, non c'è un'idea capace di indicare una direzione per la città.

C'è, troppo spesso, soltanto un ulteriore esercizio di protagonismo.

E allora mi permetto di rivolgere ancora una volta un appello a chi si prepara a essere protagonista della prossima competizione elettorale.

Alziamo il livello.

Alziamolo nei contenuti, certamente. Ma anche nella forma, perché sono convinto che la forma sia essa stessa contenuto.

Le parole che scegliamo, il modo in cui ci rivolgiamo agli altri, il rispetto che dimostriamo nei confronti dell'avversario politico raccontano molto più di quanto pensiamo. Raccontano la città che immaginiamo e, soprattutto, il modo in cui intendiamo amministrarla.

Se non siamo capaci di confrontarci civilmente durante una campagna elettorale, come possiamo pensare di riuscire a governare una comunità complessa, fatta di persone, problemi, sensibilità e aspettative differenti?

A Sezze serve un confronto civile. Un confronto anche duro, se necessario, ma leale. Un confronto che sia foriero di idee, proposte e soluzioni per la città che ci aspetta.

Non servono candidati che si insultano meglio degli altri. Non servono tifoserie. Non servono personalismi trasformati in programmi elettorali.

Servono idee.

E soprattutto serve qualcuno che abbia il coraggio di dire che una discussione politica può essere aspra senza diventare velenosa.

Allora ecco il mio appello: ai futuri candidati sindaco della città rivolgo, quindi, una richiesta precisa: date voi la linea. Fate capire a chi, da tutte le parti, cerca in ogni occasione di buttarla in caciara e di "pisciare fuori dall'orto" che questa volta non è quello il terreno sul quale giocare.

Siate voi i primi a pretendere rispetto dai vostri sostenitori.

Siate voi i primi a fermare l'insulto.

Siate voi i primi a riportare la discussione sui problemi e sulle soluzioni.

Perché alla fine una campagna elettorale non dovrebbe servire a stabilire chi è più bravo a distruggere l'altro, ma chi è più credibile nel costruire qualcosa per tutti.

Io continuo ad andare controcorrente.

Forse, davvero, è la mia natura.

Ma continuo anche a pensare che una città possa discutere senza odiarsi, che la politica possa tornare a parlare di futuro e che la rete possa essere uno strumento di confronto invece che una discarica di rancori.

E allora la domanda finale è inevitabile:

chiedo troppo?

Oppure, semplicemente, stiamo chiedendo troppo poco a chi si candida a guidare la nostra città?

 

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa di Europa Verde – Alleanza Verdi, Sinistra circolo di Sezze e Sezze Bene Comune. 

 

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La scelta della Giunta Lucidi di dichiarare di interesse pubblico la realizzazione di un nuovo centro commerciale a Sezze Scalo rappresenta l'ennesima dimostrazione dell'assenza di una visione urbanistica e di una strategia per il futuro del territorio.

La contraddizione è evidente: si immagina un nuovo sviluppo urbano oltre l'asse ferroviario senza aver mai affrontato seriamente la rigenerazione del centro abitato consolidato. Prima di espandere la città sarebbe stato necessario ripensare quella esistente, ricucendo le fratture urbane, migliorando i servizi, valorizzando gli spazi pubblici e costruendo un collegamento funzionale tra ciò che già esiste e ciò che eventualmente potrà nascere.

Invece, quella che viene presentata come rigenerazione urbana si riduce a una semplice variante puntuale del Piano Regolatore Generale del 1970. Non c'è una revisione complessiva del modello di sviluppo di Sezze Scalo, non c'è un progetto capace di integrare il nuovo intervento con il tessuto urbano esistente e non c'è una riflessione sulle conseguenze sociali, economiche e infrastrutturali di una trasformazione di questa portata.

Si parla di Accordo di Programma come se fosse la soluzione a tutto, ma uno strumento straordinario dovrebbe essere il punto di arrivo di una pianificazione condivisa, non il mezzo attraverso cui si recepisce una proposta privata senza aver prima definito quale città si vuole costruire nei prossimi decenni.

La sensazione è che l'Amministrazione abbia rinunciato al proprio ruolo di guida. Quando manca una visione politica, è inevitabile che sia un'iniziativa imprenditoriale – del tutto legittima sotto il profilo economico – a dettare tempi, priorità e trasformazioni della città. Ma amministrare significa esattamente il contrario: definire una strategia pubblica entro la quale anche gli investimenti privati trovano una collocazione coerente con l'interesse generale.

L'interesse pubblico non può essere una formula amministrativa utile a giustificare qualsiasi intervento. Deve essere il risultato di una scelta politica fondata su un'idea di città, sulla tutela del territorio, sul rafforzamento del commercio e dei servizi esistenti, sulla qualità dello spazio urbano e sulla risposta ai bisogni della comunità.

Sezze Scalo ha bisogno di un progetto di futuro, non di decisioni episodiche. Ha bisogno di una pianificazione capace di mettere al centro i cittadini e non di rincorrere le occasioni. Perché è la politica che deve indicare la direzione dello sviluppo, non limitarsi a ratificare le richieste di chi investe.

 

Europa Verde – Alleanza Verdi e Sinistra circolo di Sezze

Sezze Bene Comune

 

 

 

Manca meno di un anno alle prossime elezioni amministrative di Sezze e quello che fino a poche settimane fa sembrava un clima di apparente bonaccia è stato improvvisamente interrotto dai primi "fuochi" della pre-campagna elettorale. Dichiarazioni, repliche e schermaglie politiche stanno già infiammando il dibattito, anticipando una competizione che entrerà presto nel vivo.

È naturale che, con l'avvicinarsi dell'appuntamento elettorale, aumentino il confronto ed il dibattito. La politica vive di idee, di visioni diverse e anche di contrapposizioni. Ciò che ci si augura, però, è che il confronto sulle questioni che riguardano la nostra città rimanga estraneo agli attacchi personali e alle beghe della politica spicciola, che troppo spesso finiscono per allontanare i cittadini dalla partecipazione.

Sezze ha bisogno di una campagna elettorale fondata sui contenuti. Servono proposte serie, idee credibili e soprattutto pochi punti concreti, realizzabili e capaci di incidere realmente sulla qualità della vita della comunità. I cittadini hanno il diritto di conoscere programmi e soluzioni, non di assistere a una continua "canizza" fatta di accuse, veleni e polemiche che rischiano soltanto di alimentare nuove spaccature e ulteriori lacerazioni in un tessuto sociale già fragile e privo di solidi punti di riferimento.

L'auspicio è che tutti gli attori politici sappiano interpretare questa fase con senso di responsabilità. Si può essere avversari senza diventare nemici. Si può dissentire senza trasformare il confronto in un'invettiva personale. La dialettica democratica trova la sua forza proprio nella capacità di discutere dei problemi e delle possibili soluzioni, non nell'offesa o nella delegittimazione dell'altro.

La città appartiene a tutti, indipendentemente dalle appartenenze politiche. Chiunque sarà chiamato ad amministrarla dovrà rappresentare l'intera comunità e non soltanto una parte di essa. Per questo è fondamentale preservare quei collanti sociali che permettono a una comunità di restare unita anche nei momenti di maggiore contrapposizione politica.

Le elezioni rappresentano un'occasione importante per scegliere il futuro di Sezze. Sarebbe un segnale di maturità politica e civile se la campagna elettorale diventasse finalmente il luogo del confronto sulle idee, sui progetti e sulle priorità della città, lasciando da parte personalismi, rancori e polemiche sterili. Perché, al termine della competizione, i candidati torneranno a essere cittadini della stessa comunità e Sezze avrà bisogno del contributo e dell'impegno di tutti.

 

 

Ci sono interventi che meritano di essere riconosciuti, al di là delle appartenenze politiche. E questo è uno di quelli. Dopo decenni di incuria, i terreni terrazzati che si estendono sotto il Muro della Terra, da piazza Santa Maria fino a Porta Romana, stanno finalmente rivedendo la luce.

In questi giorni è infatti in corso un'importante opera di bonifica che interessa tutta l'area sottostante le antiche mura. I proprietari dei terreni, su invito dell'Amministrazione comunale di Sezze guidata dal sindaco Lidano Lucidi e, in particolare, grazie all'interessamento dell'assessore ai Lavori Pubblici Pietro Bernabei, stanno provvedendo con urgenza alla pulizia delle proprietà, liberandole da quintali di rifiuti, rovi e vegetazione infestante accumulatisi nel corso degli anni (vi era un materasso dove spesso bivaccavano famiglie di cinghiali). 

L'intervento restituisce immediatamente decoro a uno degli scorci più suggestivi del centro storico. Il panorama che si apre dal Muro della Téra torna ad essere valorizzato e l'intera area riacquista dignità, offrendo un colpo d'occhio che rende ancora più evidente la bellezza del patrimonio storico e paesaggistico di Sezze.

Ma non si tratta soltanto di una questione estetica. La bonifica elimina infatti situazioni di rischio che da tempo preoccupavano i residenti: l'accumulo di sterpaglie favoriva il propagarsi di incendi durante la stagione estiva e rappresentava un habitat ideale per topi e serpenti, che spesso riuscivano a raggiungere le abitazioni arrampicandosi lungo i muri di contenimento.

Era da anni che si attendeva un intervento di questa portata e oggi il risultato è finalmente sotto gli occhi di tutti.

Guardando al futuro, questa operazione potrebbe rappresentare anche il punto di partenza per riprendere in considerazione un progetto di cui si è parlato più volte negli anni: la realizzazione di parcheggi a spina di pesce lungo la vecchia mulattiera, che da Porta Pascibella, con scale di collegamento verso le principali piazze e i vicoli del centro storico affacciati sulla pianura arriva a Porta Romana.

Un'opera che, se un giorno dovesse concretizzarsi, potrebbe contribuire in maniera significativa a risolvere uno dei problemi storici di Sezze: la cronica carenza di parcheggi nel centro cittadino, migliorando al tempo stesso l'accessibilità e la vivibilità del borgo antico.

 

 

 

È nata ufficialmente l’Associazione dei Lidano, un sodalizio dedicato alla tutela del nome Lidano, della lingua setina e delle tradizioni legate a Santo Patrono che con San Carlo da Sezze si dividono e condividono allo stesso tempo fedeli e non.

La costituzione è avvenuta durante un incontro da Bruno ai Zoccolanti, alla presenza di alcuni dei principali promotori: Lillo la Jattuccia, Lillo la Scafarola, Lillo Mezza Pagnotta, Lillo Garibaldi e Lillo Arduini.

Secondo il primo censimento interno, i Lidano attualmente individuati sono 143, esclusa la diaspora dei “Lillo” residenti fuori dal territorio. L’assemblea ha eletto presidente Lillo Arduini, affidando a Lillo la Scafarola la guida della Giariccia e a Lillo Mezza Pagnotta la Commissione Affari Costituzionali.

Lo Statuto prevede l’iscrizione per chi porta Lidano come primo nome, mentre per i non Lidano è stata annunciata la nascita degli “Amici di Lidano”.

Tra gli obiettivi dell’associazione figurano la valorizzazione della cultura setina, la tutela del nome Lidano e il riconoscimento dei “Lillo” come patrimonio immateriale della comunità locale. Particolare attenzione sarà dedicata anche alla conservazione della lingua setina.

I promotori guardano già al prossimo 2 luglio, data in cui saranno organizzate iniziative legate alle celebrazioni del millenario di San Lidano.

«Oggi si parte: viva Lidano e lunga vita a Lidano», è il messaggio con cui si è conclusa l’assemblea costitutiva. 

 

 

Il consigliere comunale di Sezze Pasquale Casalini è stato riconfermato alla carica di consigliere provinciale nelle fila di Forza Italia. A lui vanno i complimenti per aver dimostrato una straordinaria capacità aggregativa, centripeta, riuscendo a catalizzare consensi ben oltre il proprio schieramento politico, attirando a sé quasi tutta la maggioranza e una parte significativa dell'opposizione.

Casalini è infatti riuscito a far convergere sul proprio nome un ampio consenso, nonostante la presenza di altri due candidati alla carica di consigliere provinciale: Daniele Piccinella  per la lista Provincia Progressista e Orlando Santoro , per la Lega.

Positiva la prova di Piccinella, che ha ottenuto un risultato significativo nonostante i consiglieri del Partito Democratico di Sezze abbiano orientato il proprio voto verso altri candidati, seguendo precise indicazioni della direzione provinciale del partito e ignorando l'unico candidato di centro sinistra. Decisamente più deludente, invece, il risultato di Orlando Santoro, rimasto sostanzialmente isolato e privo di un sostegno concreto persino tra i banchi del Consiglio comunale di Sezze. Si aspettava almeno due voti tra i consiglieri di maggioranza. 

Se da un lato Casalini può festeggiare una riconferma che rafforza ulteriormente il suo peso politico, dall'altro il risultato delle urne lascia emergere con chiarezza le profonde crepe all'interno della maggioranza. Cosa accadrà nell'ultimo anno di consiliatura è difficile prevederlo, ma una cosa appare evidente: i numeri raccontano una realtà che la politica non può ignorare. La sua elezione ha infatti riportato alla luce le contraddizioni che attraversano la maggioranza guidata dal sindaco Lucidi, formalmente collocata ormai nell'alveo del centrodestra ma sempre più segnata da divisioni interne e dinamiche divergenti.

Casalini porta dunque a casa un altro importante successo politico, sostenuto apertamente anche da esponenti della Giunta Lucidi. Tuttavia, il suo trionfo evidenzia al tempo stesso una frattura sempre più evidente, lasciando aperti interrogativi sugli equilibri futuri dell'amministrazione comunale e sulla coalizione che dovrà affrontare tra un anno il rinnovo del consiglio comunale. Forse per la maggioranza Lucidi questo è stato il primo vero passo falso.

 

 

 

Manca meno di un anno al rinnovo del Consiglio comunale di Sezze. L'appuntamento con le urne è previsto, salvo sorprese, nella primavera del 2027 e, a oggi, il quadro politico che si sta delineando sembra destinato a trasformarsi in una sfida a tre.

Da una parte il sindaco uscente Lidano Lucidi, deciso a giocarsi la carta della riconferma alla guida della coalizione che lo ha sostenuto negli ultimi anni. Una squadra che punta a consolidarsi con l'ingresso di nuove liste civiche, ma che dovrà fare i conti anche con alcune defezioni già in fase avanzata.

Sul fronte opposto prende forma il progetto del cosiddetto “campo largo”, riunito sotto il nome di Progetto Sezze 2027. La coalizione, sostenuta dai vertici regionali e provinciali del Partito Democratico, sarebbe orientata a puntare su un professionista di area moderata, una figura esterna ai tradizionali schemi della politica locale, mai candidata e priva di precedenti incarichi istituzionali. Una scelta che punta a intercettare il voto moderato e civico, nella convinzione che un volto nuovo possa rappresentare la chiave per recuperare il terreno perso negli ultimi anni.

Attorno a questo progetto si stanno aggregando il Partito Democratico, il Partito Socialista Italiano, Europa Verde–Alleanza Verdi e Sinistra, il Movimento 5 Stelle, Sezze Bene Comune e Alleanza per Sezze, con l'obiettivo dichiarato di costruire un'alternativa credibile all'amministrazione uscente.

Il terzo polo della competizione sarebbe invece rappresentato dal Polo Civico, che vedrebbe la discesa in campo dell'ex sindaco Andrea Campoli. Una candidatura che riporterebbe al centro della scena uno dei protagonisti della politica setina degli ultimi anni. Secondo le indiscrezioni, la coalizione sarebbe composta da sei liste civiche eterogenee, al cui interno figurano anche esponenti storici della classe dirigente locale.

A meno di un anno dal voto, le alleanze sono ancora in evoluzione ei candidati non sono stati tutti ufficializzati. Tuttavia, una certezza sembra già emergere: la corsa per Palazzo De Magistris si preannuncia tra le più aperte e combattere degli ultimi anni, con tre schieramenti pronti a contendersi la guida della città.

 

Grande emozione e profonda devozione per la Compagnia della SS. Trinità di Sezze che, per il quarto anno consecutivo, si prepara a vivere il tradizionale pellegrinaggio verso il Santuario della Santissima Trinità di Vallepietra.

La partenza ufficiale è prevista per domani 27 maggio alle ore 12 presso la Chiesa di Crocemoschitto, dove si svolgerà la suggestiva consegna dello Stendardo da parte del parroco Padre Gregorio. Un momento molto sentito dai pellegrini, simbolo di fede, unione e appartenenza alla tradizione.

Durante il cammino, la Compagnia attraverserà diversi paesi, dove sarà accolta con grande calore dalle autorità religiose e amministrative locali, rinnovando quello spirito di fraternità e devozione che da sempre accompagna il pellegrinaggio alla Santissima.

Uno dei momenti più significativi sarà la partecipazione alla tradizionale processione di tutte le Compagnie prevista per il sabato sera a Vallepietra, appuntamento di intensa spiritualità che richiama ogni anno migliaia di fedeli provenienti da tante comunità del Lazio e delle regioni vicine.

Quest'anno, inoltre, verrà ripresa un'antica tradizione: il ritorno verso casa, effettuato in macchina, prevederà una tappa a Supino per venerare San Cataldo, riportando così alla memoria usanze e gesti di devozione tramandati nel tempo.

Per la Compagnia della SS. Trinità di Sezze sarà ancora una volta un'esperienza di fede, sacrificio e condivisione, vissuta con il cuore rivolto alla Santissima Trinità.

Evviva la Santissima!!

Grande emozione e profonda devozione per la Compagnia della SS. Trinità di Sezze che, per il quarto anno consecutivo, si prepara a vivere il tradizionale pellegrinaggio verso il Santuario della Santissima Trinità di Vallepietra.

La partenza ufficiale è prevista per il 27 maggio alle ore 12 presso la Chiesa di Crocemoschitto, dove si svolgerà la suggestiva consegna dello Stendardo da parte del parroco Padre Gregorio. Un momento molto sentito dai pellegrini, simbolo di fede, unione e appartenenza alla tradizione.

Durante il cammino, la Compagnia attraverserà diversi paesi, dove sarà accolta con grande calore dalle autorità religiose e amministrative locali, rinnovando quello spirito di fraternità e devozione che da sempre accompagna il pellegrinaggio alla Santissima.

Uno dei momenti più significativi sarà la partecipazione alla tradizionale processione di tutte le Compagnie prevista per il sabato sera a Vallepietra, appuntamento di intensa spiritualità che richiama ogni anno migliaia di fedeli provenienti da tante comunità del Lazio e delle regioni vicine.

Quest'anno, inoltre, verrà ripresa un'antica tradizione: il ritorno verso casa, effettuato in macchina, prevederà una tappa a Supino per venerare San Cataldo, riportando così alla memoria usanze e gesti di devozione tramandati nel tempo.

Per la Compagnia della SS. Trinità di Sezze sarà ancora una volta un'esperienza di fede, sacrificio e condivisione, vissuta con il cuore rivolto alla Santissima Trinità.

 

 

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