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Dinosauria: le impronte di Sezze. Inaugurata la mostra a Palazzo Rappini

Dic 13, 2019 Scritto da 
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Dinosauria a Palazzo Rappini
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E' stata inaugurata ieri dalla Compagnia dei Lepini e dal Comune di Sezze una mostra bellissima e imperdibile dedicata alle impronte di dinosauro. Dinosauria: Le impronte di Sezze si trova presso Palazzo Rappini. La mostra ripercorrere la storia evolutiva dei dinosauri mesozoici che lasciarono le impronte a Sezze Scalo nella ex cava Petrianni. Nel sito ci sono oltre 200 piste di impronte fossili rinvenute nel luglio del 2003 da un team di geologi con Daniele Raponi e Gaspare Morgante, coadiuvati dal paleoicnologo Fabio Marco Dalla Vecchia. "Il monumento naturale, in generale, e le impronte di dinosauro,in particolare, possono rappresentare una crescità economico e culturale importante per il paese - ha affermato il sindaco di Sezze Sergio Di Raimo - Negli ultimi tempi il turismo ha subito dei cambiamenti:  sempre più persone si dedicano ad un turismo mordi e fuggi, ad un turismo culturale conoscitivo e a un turismo ambientale,naturalistico. E allora il monumento naturale, rappresentato sia dalle orme di dinosauro e sia da GROTTA IOLANDA e RIPARO ROBERTO (dove sono stati trovati disegni della preistoria ), rappresenta sicuramente una attrazione forte per tanti amanti di questo tipo di turismo. Ma oggi il sito non è fruibile perchè occorrono dei lavori di messa in sicurezza e quindi è necessario l'intervento finanziario di enti superiori, il Ministero,la Regione o l'Europa. Solo dopo la messa in sicurezza sarà possibile una importante riqualificazione museale con la giusta valorizzazione e con possibilità di risvolti economici occupazionali importanti. Speriamo che la mostra possa essere una piccola tappa di un percorso più ampio che ci faccia raggiungere l'obiettivo". La mostra Dinosauria a Palazzo Rappini
sarà aperta al pubblico fino al 19 gennaio dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 16.30 alle 19.30 (chiusura prevista per i giorni del 24, 25 e 31 dicembre e 1 gennaio).

 

 

 

Pubblicato in Eventi Culturali
Ultima modifica il Venerdì, 13 Dicembre 2019 11:16 Letto 590 volte

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    Viviamo l’esperienza del tempo rallentato, dilatato, che ha smesso di inseguirci in modo forsennato, in una corsa a perdifiato verso un altrove e un ulteriore inafferrabili e in fondo imprecisabili. Siamo immersi in una dimensione del vivere che ci lascia lo spazio e l’opportunità di assaporare lo scorrere di ogni singolo istante, di farlo nostro profondamente e autenticamente, di sperimentarne irripetibilità ed essenzialità, al contempo accorgendoci di quanti istanti unici abbiamo perso per distrazione, per superficialità o perché presi da mille affanni.    

    Viviamo l’esperienza degli spazi angusti, delle mura amiche delle nostre case che avvertiamo soffocanti, opprimenti. Confinati in casa, ci aggiriamo da una stanza all’altra all’inseguimento di un soffio di quella desiderata libertà che questa prigionia forzata sembra sottrarci goccia a goccia, in un distillato lento, amaro e duro da trangugiare. Tuttavia se ci fermiamo un istante percepiamo che proprio quelle mura, invalicabili e ostili, raccolgono le nostre storie, raccontano l’ordinarietà delle nostre vite, i piccoli gesti carichi di amore, le presenze di familiari e amici date per scontate al punto da non coglierne più la potenza arricchente, l’asprezza di conflitti, piccoli e grandi, a motivo di inquietudini e nervosismi che il quotidiano ci riserva, la dolcezza di parole scambiate, di carezze date e ricevute a cui spesso non attribuiamo il giusto peso e la necessaria importanza. Abbiamo l’opportunità di ricostruire e recuperare il significato della normalità degli affetti che ci rende pienamente noi stessi, senza la quale saremmo perduti in un indistinto senza emozioni e perciò senza futuro.

    Viviamo l’esperienza del guardare lo scorrere degli eventi umani da una prospettiva inedita, distante dalle abitudini consolidate. Troppe volte dimentichiamo che ogni avvenimento, personale o collettivo, è tale nella sua oggettività esterna ed esteriore, ma si riverbera nella nostra interiorità, produce effetti nel nostro io, inducendoci a pronunciare parole e compiere scelte. Aver rallentato il flusso del vivere, ci offre l’opportunità di prendere coscienza di quanto sia importante, anzi vitale, affacciarci nel mondo dalla finestra della nostra interiorità, da un punto d’osservazione e valutazione realmente nostro, liberandoci da suggestioni esterne accattivanti, da condizionamenti spesso subdoli e nascosti, da punti di vista per partito preso, indotti da manipolatori esperti e senza scrupoli che tentano in ogni modo di orientare opinioni e desideri, illudendoci che siano nostri. Fare a meno di riflettere e ragionare e accodarci al flusso delle opinioni prevalenti, è spesso una soluzione comoda ma di certo non è un buon affare, perché è cessione inaccettabile della nostra libertà.          

    Viviamo l’esperienza del viaggiare pur restando fermi, dello scoprire luoghi e culture sorprendenti, solo in apparenza estranee e lontane perché tutte innervate di quella umanità che è nostra e di tutti parimenti, sia pur declinata secondo linguaggi e in contesti relazionali differenti ma in fondo uguali. La passione ardente negli occhi degli innamorati, i moti di rabbia e ribellione per una libertà o un diritto negato, l’ostilità e il rancore per un torto subito possono essere espressi con suoni e timbri diversi, nelle mille lingue di Babele, ma tutte raccontano la nostra unica essenza.     

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    Il senso di solitudine e di abbandono, in cui stiamo precipitando durante questi interminabili giorni di coronavirus, si avverte ovunque pesantemente. L'avanzata progressiva dell'epidemia, che semina paura e morte, è diventata un incubo costante, sia di giorno che di notte. Ci siamo, giustamente e doverosamente, rintanati in casa, in faccia alla TV, aspettando con ansia e sperando che la peste faccia un passo indietro. Ascoltiamo ogni sera, alle ore 18, dalla Protezione Civile, la conta dei contagiati, dei positivi e dei guariti e, anche, purtroppo, dei tanti morti a causa del virus. Dentro di noi nutriamo la speranza che non tocchi a noi, che il contagio ci risparmi! Il nemico è nascosto! L'altro giorno, andando a fare la spesa, mi è capitato di leggere alcune epigrafi funebri prive dell'invito a partecipare ai funerale della persona defunta. Mi ha preso immediatamente un brivido, ma poi ho ripensato al sacrosanto divieto, da parte del Governo, di assembramento anche in chiesa, anche per l'estremo saluto ai proprio caro defunto. Vietata in chiesa e al cimitero la commemorazione funebre! E' proprio vero che si muore da soli! Il coronavirus ha la forza diabolica di farci sentire ai bordi di un precipizio. Un  timore che vale per tutti ma soprattutto per quelli della mia età, per gli ultrasettantenni. L'infezione colpisce mortalmente soprattutto le persone anziane. Gli altri, più giovani, statisticamente soccombono di meno e perciò si sentono più rinfrancati e fiduciosi sperando che la tragedia li risparmi. Io non mi dispiaccio di ciò, anzi darei la mia vita per salvare quella di un giovane. Ma anche loro devono obbedire e rispettare rigorosamente le norme in vigore. Quanto detto mi spinge a una ultima riflessione. Morire a una certa età, oggi, non fa più neanche notizia, soprattutto quando si è avanti negli anni. La narrazione di una esistenza, la trasmissione di alcune virtù e valori, il racconto di esperienze umane, la testimonianza di una vita: niente ha più valore, niente ha più senso. Il coronavirus sta mettendo a nudo la fragilità e l'inconsistenza della società in cui viviamo, del nostro modo di vivere e di pensare, del peso che non si riesce più a conferire ai sentimenti, agli affetti. Si muore da soli così come si vive da soli. Neanche più il funerale che dovrebbe vuole suggellare "l'eredità di affetti" tra il vivo e il defunto. Siamo diventati solo dei numeri, dei dati biologici e anagrafici. La peste del coronavirus deve aiutarci a rinsavire un pò. Meglio sarebbe che insieme si riscoprisse l'amicizia e la solidarietà, il rispetto delle regole e delle persone, a prescindere dalla loro età e dal loro patrimonio. Di fronte alla pandemia del virus nessuno può sentirsi immune e garantito; nessuno deve sentirsi tracotante e strafottente al punto di pensare di salvarsi da solo. Il coronavirus si combatte e si vince insieme, con maggiore spirito di solidarietà e di  umanità.

     

  • TPL Sezze, passa la procedura negoziata ma la maggioranza si sbriciola

     

     

    Per il Trasporto Pubblico Locale si andrà a procedura negoziata di urgenza. Così è stato deciso ieri nel corso di un consiglio comunale quasi ad hoc, dove la maggioranza consigliare che sostiene il sindaco Di Raimo ha deliberato questa procedura che, pur nelle modifiche apportate dopo il primo consiglio comunale, e nonostante un emendamento proposto in extremis, non vede la maggioranza unita.  I consiglieri comunali Mauro Calvano e Marzia Di Pastina, infatti, non sottoscriveranno l’atto ed il primo con coerenza voterà contro mentre la seconda uscirà dall’aula. Il problema oggi è anche politico, quindi. Si procederà ad una procedura negoziata per l’affidamento fino al dicembre del 2021 (quando subentrerà per legge la Regione Lazio). Per procedura negoziata si intende una gara di appalto in cui la Stazione Appaltante consulta un numero limitato di operatori economici selezionati con i quali "negozia" le condizioni dell'appalto. L'appalto viene affidato all'operatore che negozia le condizioni più vantaggiose. L’avvocato Mauro Calvano, consigliere comunale di Sezze Futura (ma ieri dichiaratosi ufficialmente indipendente rispetto al gruppo di Polidoro), nel suo lungo intervento ha ribadito la necessità di una vera e propria gara di appalto, parlando delle criticità della procedura negoziata. Ha semplicemente chiesto che si andasse per gara di appalto rispettando il voto del 30 dicembre scorso.  Ma niente le cose sono andate diversamente. “La procedura negoziata senza indizione di bando – ha detto Calvano - non è una vera gara di appalto. Pur rientrando nella categoria degli appalti, la procedura negoziata presuppone una urgenza e altri requisiti presenti nel codice degli appalti. Non sono stati rispettati gli indirizzi del consiglio comunale, nel rispetto della concorrenza e trasparenza. Secondo me con questa procedura - ha aggiunto - ci saranno ricorsi , spederemo soldi e andremo a rispondere davanti gli organi preposti”. Per Calvano, oggi, oltre agli errori tecnici burocratici, sono stati aggiunti errori politici perché “non è stato rispettato il voto del 30 dicembre scorso”. In effetti la maggioranza consigliare sembra essere arrivata al capolinea, con gruppi consigliari spaccati e consiglieri che sostengono il sindaco a seconda dei casi e in maniera disordinata e confusa. Quello del TPL è un altro caso di divergenze politiche esplose nell’ultimo anno. Il prossimo passaggio sarà il consiglio comunale sui lavori al Belvedere. Il sindaco si trova ormai a gestire l’ingestibile, dove il gruppo del PD è diviso, dove le liste civiche sgomitano e dove emerge con chiarezza chi in aula non vuole più seguire le truppe cammellate e turarsi il naso sempre e comunque solo perché espressione della maggioranza. Non basta alzare la mano e dire sempre e solo "presente" per essere considerato un eletto dal popolo. Bisogna applicarsi e studiare.

     

  • UN NUOVO INSETTO MINACCIA IL PATRIMONIO ARBOREO DEI PINI

     

    Migliaia di pini a rischio in tutta Italia per colpa di un parassita che li sta decimando. Se non si corre ai ripari, un giorno non lontano vedremo la via Appia senza più il paesaggio dei filari di pini. Si chiama Tumeyella parvicomies, nome volgare cocciniglia tartaruga, l’insetto che  sta aggredendo i pini di Roma. E’ una cocciniglia che punge e succhia la linfa ed induce una sofferenza che può provocare la morte della pianta. Dopo il punteruolo rosso che ha decimato le palme italiane, ora questo parassita che ha già sterminato i pini dei Caraibi è arrivato in Italia dalle Americhe, continuando a distruggere i pini domestici della Campania, in particolare di Napoli, della provincia di Salerno ed ora si sta allargando al Lazio. In alcuni dei quartieri più verdi di Roma, come Mostacciano, l’attacco della cocciniglia tartaruga  è evidente, la malattia inizia con rami secchi o con poche foglie, finisce con l’annerimento dei tronchi fino alla caduta degli alberi. Sono centinaia  gli esemplari attaccati nella zona sud della Capitale fino alla pineta di Castel Fusano. Occorrerebbero programmi di intervento come l’immissione di insetticidi nei tronchi, o di altri insetti antagonisti della Tumeyella, ma non esiste ancora un piano fitosanitario della Regione Lazio.

     

  • Lavori al Belvedere: il Comitato scrive a Borrelli. E' l'ultimo atto di mediazione

     

     

     

    Riceviamo e pubblichiamo la lettera del Comitato Belvedere inviata al responsabile dell'Ufficio Tecnico del Comune di Sezze Vincenzo Borrelli, al Comandante della Polizia Locale Lidano Caldarozzi e al sindaco di Sezze Sergio Di Raimo.

    ___________________

     

    In data 21.05.2019 (Registro Generale n.36 – Ordinanza di sospensione dei lavori DPR 6 Giugno 2001, n. 380 e s.m.i., art. 14 della L.R. 15/08), il Responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale Funzionario P.O. Vincenzo Borrelli (Responsabile del procedimento Geom. Paolo Sibilio) ha ordinato “[….] di SOSPENDERE immediatamente i lavori di installazione monumento dedicato a S. Lidano d’Antena e riqualificazione Piazza del Duomo”. Nella citata Ordinanza, tra i vari considerata, veniva inoltre precisato che “ritenuto quindi sussistere l’esigenza di un approfondimento in ordine agli aspetti che riguardano l’iter procedimentale e più in particolare l’iter di formazione del titolo sulla base dei quali sono in corso i lavori di realizzazione i lavori di cui trattasi” ed inoltre che “si rende necessario disporre l’immediata sospensione dei lavori per meglio verificare, ponderare  ed emettere, entro 45 giorni dalla data della presenza ordinanza, i provvedimenti definitivi”. Di giorni ne sono passati molti di più e il cantiere è ancora lì - peraltro mai sottoposto a sequestro ancorché comunicante ad altro cantiere attiguo per i lavori sulla canonica della Cattedrale -; dagli Uffici tecnici competenti del Comune di Sezze nessun atto, arriva solo l’eco di un silenzio assordante. Nessun atto ufficiale emanato per sanare le irregolarità o (come da noi da sempre auspicato) imporre la restituzione dei luoghi alla cittadinanza attraverso l’obbligo per i responsabili del cantiere di ripristinare i luoghi alla situazione quo ante. Nemmeno il Sindaco ha provveduto ad emettere documenti se non qualche comunicazione a voce in pubblico, peraltro senza aver mai coinvolto il Consiglio Comunale nella vicenda. Recentemente, sulla stampa online e sui social, è stato pubblicato un documento riassuntivo di tutte le nefandezze procedurali che hanno contraddistinto l’approccio dell’Amministrazione nella gestione dei lavori di un privato cittadino al Belvedere. Neanche una risposta!! Come cittadini auto-costituitosi nel Comitato Belvedere a difesa dell’integrità di quel bene pubblico paesaggistico e storico, Vi chiediamo, ad ognuno e a tutti, per quanto di rispettiva competenza, responsabilità, professionalità e dovere ai sensi delle normative vigenti, di intervenire urgentemente con i necessari e non più rimandabili provvedimenti, affinché l’area del Murodellatèra torni libera e fruibile nell’affaccio sulla Pianura Pontina. In caso contrario, comunichiamo fin d’ora l’intenzione - nostro malgrado, ma un obbligo di coerenza e di partecipazione civica ce lo impone - di intraprendere un’azione legale coinvolgendo le Autorità Giudiziarie al fine di far valutare ogni ipotesi di eventuali reati connessi nell’esercizio delle vostre funzioni, per inadempienza a precisi obblighi di legge, anche di possibile danno erariale.

     

    Il cantiere sospeso da 240 giorni

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