In occasione della Giornata Nazionale degli Alberi, il nostro sguardo non può che rivolgersi al patrimonio verde di Sezze: un territorio che non custodisce soltanto storia millenaria, ma anche alberi che rappresentano vere e proprie colonne naturali della nostra identità. Gli alberi, soprattutto i più antichi, sono custodi silenziosi di memorie, paesaggio e biodiversità: un’eredità che merita attenzione e cura.
Le gemme arboree del territorio setino
Secondo l’elenco ufficiale degli alberi monumentali della Regione Lazio, a Sezze sono registrati tre esemplari di particolare pregio:
- Tasso (Taxus baccata)– Località Valle Naforte.
Un albero dal grande valore simbolico e culturale. Il censimento regionale indica una circonferenza di circa 5 metri e un’altezza stimata di 15 metri. Specie longevissima, il tasso porta con sé un’aura quasi sacrale. - Cerro-Sughera (Quercus crenata)– Località Zoccolanti.
Ibrido tra cerro e sughera, unisce la forza di entrambe le specie. La circonferenza registrata raggiunge 4,5 metri, mentre l’altezza può arrivare ai 30 metri: un gigante del nostro paesaggio collinare. - Cedro dell’Atlante (Cedrus atlantica)– Località Zoccolanti.
Elegante e imponente, con una circonferenza segnalata di 4,5 metri e un’altezza di circa 26 metri. Una presenza maestosa che dialoga perfettamente con l’ambiente circostante.
Un tempo, Sezze ospitava anche una quercia monumentale nel vecchio cimitero: una Quercus “Aliena” dalla chioma vasta e dalla circonferenza superiore ai 7 metri. Un colosso purtroppo scomparso, ma ancora presente nella memoria collettiva.
La ricchezza arborea di Sezze non si limita agli esemplari monumentali ufficialmente censiti. Ci sono alberi “di tutti i giorni” che, pur non figurando negli elenchi, hanno un grande valore per la comunità.
Chi percorre la strada che conduce all’ospedale di Sezze conosce bene gli alberi di Giuda che la costeggiano.
Quando fioriscono, con quel rosa acceso che illumina il paesaggio primaverile, trasformano la strada in un corridoio naturale di colori.
È un vero peccato che i ciliegi giapponesi di Porta Pascibella, colpiti da malattia, siano stati tagliati. Per anni hanno regalato una fioritura spettacolare, diventando quasi un piccolo “hanami setino”.
La loro mancanza oggi si sente, e ci ricorda quanto sia importante la cura e la manutenzione del verde urbano.
Sul viale dei Cappuccini, dove nel 2013 furono abbattuti nove olmi, sono state piantate lagestroemie al posto dei maestosi alberi storici. Se da un lato queste piante regalano oggi fiori rosaviola e un nuovo tocco di colore al viale, resta il rammarico: forse gli olmi avrebbero potuto essere curati o preservati, evitando la loro totale scomparsa. La sostituzione, pur estetica, ricorda quanto a volte la gestione del verde urbano privilegi la rapidità rispetto alla tutela delle memorie arboree della città.
Tra i luoghi verdi più significativi di Sezze merita una menzione speciale il Parco della Macchia, uno spazio naturalistico che conserva ancora oggi l’atmosfera autentica della vegetazione mediterranea. Le sue querce, i lecci e i sentieri ombreggiati potrebbero rappresentare un punto di riferimento per chi cerca un contatto diretto con la natura, a pochi passi dal centro abitato.
È un’area che potrebbe diventare un vero laboratorio di educazione ambientale e biodiversità, se adeguatamente curata e valorizzata: un patrimonio verde da proteggere e rilanciare, soprattutto in un momento in cui gli spazi naturali urbani sono sempre più preziosi.
Perché gli alberi sono fondamentali per la comunità
Gli alberi monumentali – e, più in generale, tutti gli alberi del nostro territorio – svolgono ruoli cruciali:
- proteggono la biodiversità offrendo rifugio a numerose specie;
- contribuiscono al benessere ambientale regolando temperatura, umidità e qualità dell’aria;
- costituiscono elementi identitari e culturali;
- arricchiscono il paesaggio, rendendo Sezze un territorio unico anche dal punto di vista naturalistico.
Le normative nazionali prevedono specifiche Zone di Protezione dell’Albero (ZPA) attorno agli esemplari monumentali, per tutelare l’apparato radicale e garantirne la stabilità nel tempo.
Un impegno per il futuro
In questa Giornata Nazionale degli Alberi ricordiamo che la natura non è un ornamento, ma una parte viva del nostro patrimonio collettivo. Gli alberi di Sezze – monumentali, ornamentali o spontanei – raccontano chi siamo e chi potremmo diventare.
Che si tratti dei giganti secolari degli Cappuccini, dei boschi vivi e profondi della Longara, dei ciliegi perduti di Porta Pascibella, il messaggio è sempre lo stesso:
prendiamoci cura di ciò che ci è stato affidato.
Perché gli alberi non sono solo ricordi, ma ponti tra passato, presente e futuro.
Difendiamoli, valorizziamoli e amiamoli.
