Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalita' illustrate nella cookie policy. Chiudendo questo banner o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie, per migliorare la tua esperienza di navigazione e rispetta la tua privacy in ottemperanza al Regolamento UE 2016/679 (GDPR)

Il Bilancio della città e il silenzio della politica

Lug 01, 2026 Scritto da 
Vota questo articolo
(0 Voti)

 

 

Nel corso del consiglio comunale del 30 giugno, durante la relazione dell'Assessore al Bilancio mi sono accorto di essere l'unico cittadino nell'area destinata al pubblico. Una circostanza che dovrebbe far riflettere: proprio mentre si discuteva il documento più importante dell'anno, non c'era nessun altro ad ascoltare.

Ad aprire il dibattito è stato il decano del Consiglio comunale, Serafino Di Palma. Con l'autorevolezza del "bianco leone", maturata in tanti anni di esperienza amministrativa, ha ricordato come molte delle difficoltà che oggi gravano sul Comune hanno radici lontane e non possono essere comprese senza ricostruirne la storia.

Al centro della discussione sono finiti i residui attivi, ormai superiori ai 35 milioni di euro.

Daniele Piccinella ha evidenziato la scelta dell'Amministrazione di rafforzare il settore Ragioneria per migliorare la capacità di riscossione, riconoscendo che proprio questo rappresenta uno dei nodi decisivi del risanamento.

Successivamente il confronto si è progressivamente spostato dalle questioni tecniche alle interpretazioni politiche. È stato sostenuto che molte preoccupazioni derivano da una lettura non corretta della contabilità pubblica e che parte dei residui sia destinata, nel tempo, ad essere fisiologicamente riassorbita.

Una spiegazione che, personalmente, ritengo non sufficiente.

Le preoccupazioni sui conti del Comune non nascono infatti sui sociali, ma dalle osservazioni della Corte dei conti, che ha individuato proprio nella capacità di riscossione uno degli elementi fondamentali del Piano di riequilibrio.

Così come appare fuorviante il tentativo di scaricare sugli uffici la responsabilità delle mancate riscossioni. Gli uffici possono certamente commettere errori nell'esecuzione delle attività loro affidate; gli indirizzi, le priorità e le scelte amministrative appartengono però alla politica. Attribuire agli esecutori la responsabilità che competono a chi governa rischiando soltanto di confusione alimentare.

Restano inoltre alcune domande che meritano una risposta.

Come è stato possibile che una massa passiva inizialmente stimata in circa sette milioni di euro sia stata poi rideterminata dalla Corte dei conti in oltre sedici milioni?

Come si spiega l'aumento dei residui attivi da circa ventotto a oltre trentacinque milioni di euro?

E soprattutto: il riequilibrio finanziario sarà raggiunto principalmente attraverso un deciso incremento delle riscossioni oppure utilizzando risorse comunali che potrebbero essere destinate ai servizi, agli investimenti e allo sviluppo del territorio?

Domande importanti, rimaste senza risposta.

C'è però un'altra immagine che mi porterò dietro a lungo.

Durante il dibattito sul Bilancio 2025, nell'area riservata ai cittadini ero rimasto completamente solo. L'unica persona seduta accanto a me era il revisore dei conti. Non c'era nessun altro.

Erano assenti i cittadini che ogni giorno animano il dibattito sui sociali e mancavano anche coloro che, tra meno di un anno, chiederanno probabilmente ai setini la fiducia per amministrare la città.

Eppure quella era l'occasione più importante per ascoltare, porre domande e confrontarsi sul problema più delicato che il Comune dovrà affrontare nei prossimi anni: il risanamento dei conti pubblici.

L'intervento conclusivo del Sindaco è stato, sotto questo profilo, il più realistico.

Ha rivendicato i risultati raggiunti dall'Amministrazione, ma soprattutto ha riconosciuto che il risanamento non potrà essere immediato. Recuperare crediti accumulati in molti anni richiede tempo, organizzazione e continuità.

Ogni credito recuperato rafforza il bilancio; ogni credito che cade in prescrizione rappresenta invece una doppia ingiustizia. Da un lato premia chi non ha adempiuto ai propri obblighi; dall'altro penalizza i cittadini che hanno sempre rispettato le regole, costringendo l'intera comunità a pagare il prezzo: una maggiore pressione tributaria e minori risorse per servizi, investimenti e sviluppo.

Sono uscito dal Consiglio con una convinzione ancora più forte.

Le difficoltà di Sezze non si risolveranno in pochi mesi e probabilmente neppure in una sola legislatura. Per questo il futuro della città dovrebbe diventare un progetto condiviso, capace di unire amministratori, opposizione, associazioni e cittadini attorno a pochi obiettivi essenziali.

Perché il vero cambiamento non nasce dalle polemiche di un giorno, ma dalla capacità di costruire insieme il futuro.

 

Pubblicato in Politica
Ultima modifica il Giovedì, 02 Luglio 2026 11:25 Letto 253 volte

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.

Calendario

« Settembre 2026 »
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
  1 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30