Settembre non è mai un mese leggero, ma quest'anno la ripartenza pesa il doppio: tutto quello che era rimasto in sospeso a giugno — inflazione, affitti, liste d'attesa — è ancora lì, e sopra si aggiunge la mazzata dell'autunno.
Ecco cosa sta uscendo in questi giorni dalle associazioni dei consumatori:
1. Il caro-scuola
È la voce che si sente di più in questa settimana. Secondo Codacons e Federconsumatori, per ogni ragazzo quest'anno si spenderanno mediamente 673,60 euro per il corredo scolastico — zaino, astucci, quaderni — con un rincaro del 2,3% rispetto al 2025, e 545,66 euro per i libri, in aumento dell'1,6%.
La spesa complessiva può arrivare fino a 1.300 euro a studente e, se in famiglia ci sono due figli che cambiano ciclo, si può arrivare a 1.514 euro solo per il rientro.
I rincari più forti sono al Sud e sui prodotti di uso quotidiano — zaini di marca, diari, penne e quaderni — tra il 2% e il 4%.
2. La stangata d'autunno sulle bollette
Federconsumatori parla di una stangata complessiva di quasi 3.000 euro a famiglia tra scuola, Tari e utenze. Le previsioni per questo autunno sono di +16,4% per l'energia elettrica e +18,8% per il gas.
3. Le spese obbligate che non si possono rimandare
Alimentari +2,4% e rincari anche sul carrello della spesa. Come dice il Codacons, sono proprio le spese obbligate, quelle che una famiglia non può tagliare, a salire più in fretta e a incidere di più sulla capacità di spesa.
È una sensazione diffusa: lo stipendio è lo stesso di luglio, ma a settembre deve coprire iscrizione a scuola, mensa, abbonamenti ai trasporti, assicurazione auto, Tari e, quest'anno, anche le prime bollette pesanti.
