A una certa età si vive quasi esclusivamente di ricordi e di speranze, come ci ricorda il grande poeta Giacomo Leopardi. La memoria, molto spesso, si materializza e diventa la sostanza della nostra vita. Talvolta è piacevole, ma più spesso si trasforma in lacrime amare. Che ne sarà del nostro futuro?
Da bambino, puntuale come un orologio, sempre alla stessa ora, alle sette del mattino, accompagnato da mia zia Pina mi recavo in chiesa, la chiesa di Sant’Antonio, per servire con devozione la Messa e anche per fare colazione, gentilmente offerta dal parroco, don Giovanni Tufo. La mia devozione spinse il parroco a propormi di andare a studiare in collegio e così mio padre acconsentì. In quattro e quattr’otto mi ritrovai nel Collegio dei Carmelitani Scalzi ad Anzio.
Lì vissi una buona parte della mia fanciullezza e della mia adolescenza, fino a quando, diventato giovanotto, mi venne improvvisamente la voglia, anzi il desiderio, di andare via e di tornare a casa. Era un rischio, ma implorai mio padre Renato di lasciarmi andare. Mi ascoltò e mi lasciò tornare, senza tante esitazioni. Per fortuna avevo già superato il ginnasio e così iniziai a frequentare il liceo classico a Latina.
Ero un ragazzo studioso e, senza particolari difficoltà, cominciai a frequentare l’università. Nel frattempo, più per diletto che per necessità, iniziai, insieme ai miei amici Pino, Memmo, Aldo e Giancarlo, a suonare nel complesso “Le Formule”, un’esperienza che durò diversi anni.
La mia grande passione, però, si rivelò essere la politica, alla quale mi dedicai per il resto della vita. Una passione forte e incontenibile, per la quale ho sacrificato gran parte della mia esistenza. Non ne sono rimasto deluso. I tempi sono cambiati e restano alcune ferite, ma il forte legame con il partito mi ha permesso di ampliare i miei orizzonti e, pur con qualche errore, sono rimasto fedele ai miei ideali, ai quali ho dedicato tutto me stesso.
Piazza San Pietro è stata per molti anni la mia seconda casa. Oggi, in età avanzata, non ho più la forza e il coraggio di un tempo. La speranza in un mondo migliore è sempre viva, ma quella forza e quel coraggio si sono affievoliti, anche se non sono mai del tutto scomparsi.
La stanchezza si fa sentire, ma dobbiamo continuare a sperare in tempi migliori. In fondo al tunnel, un lumicino è ancora acceso. Non dobbiamo subire passivamente le nostre debolezze; al contrario, dobbiamo lasciare che la nostra passione ci guidi verso nuove e giuste direzioni.
