Un incontro molto partecipato, concreto e utile quello che si è svolto il 6 novembre al Centro Anziani Calabresi di Sezze, dedicato alla prevenzione delle truffe agli anziani. Promossa dall’APS Centro Anziani e dall’Associazione Nazionale Carabinieri, sezione di Sezze, l’iniziativa ha offerto ai cittadini un’occasione per conoscere i pericoli e capire come reagire.
Particolarmente apprezzata la chiarezza del maresciallo Pierluigi Tusiano, comandante della Stazione dei Carabinieri di Sezze Romano, che ha illustrato diverse forme di truffa, spiegando i meccanismi con cui i malviventi cercano di conquistare la fiducia delle persone, spaventarle e indurle ad agire senza verificare.
Tra i suggerimenti emersi, due segnali meritano particolare attenzione: la richiesta di consegnare denaro contante o gioielli e l’insistenza a non interrompere la telefonata. La pressione a restare in linea serve a tenere isolata la vittima, impedendole di parlare con un familiare o di chiedere aiuto.
Quando questi elementi si presentano, occorre sottrarsi alla pressione e avvertire subito i Carabinieri. Anche una semplice scusa — dover controllare la cucina o andare in bagno — può aiutare a prendere tempo e a contattare le forze dell’ordine. Il riferimento per una situazione di pericolo è il 112: le indicazioni ufficiali invitano a chiamarlo in caso di sospetti o richieste anomale di denaro e preziosi.
Durante l’incontro, il comandante ha ricordato la possibilità di contattare direttamente la Stazione di Sezze al numero 0773 88003, anche recapito WhatsApp diretto del comandante, illustrato ai presenti. Una segnalazione tempestiva può consentire ai militari di proteggere la persona presa di mira e, quando le circostanze lo permettono, cogliere il truffatore in flagranza. È fondamentale seguire le istruzioni dei Carabinieri, lasciando a loro ogni intervento.
La presenza del sindaco ha sottolineato il valore dell’impegno dell’Arma e, in particolare, del comandante sul fronte della prevenzione e della vicinanza ai cittadini. Significativo il ringraziamento rivolto a una coppia che ha subito di recente una truffa e che ha sentito il dovere civico di partecipare all’incontro e di raccontare la loro disavventura. La loro testimonianza ha dato forza ai consigli illustrati, mostrando quanto sia importante riconoscere quei segnali prima che sia troppo tardi.
Essere vittime di un raggiro può lasciare, oltre al danno economico, paura e vergogna. Per questo servono ascolto, solidarietà e occasioni di informazione come quella del Centro Calabresi. Chi trova il coraggio di condividere la propria esperienza aiuta anche gli altri a difendersi.
Il messaggio da portare nelle famiglie è semplice: se chiedono soldi o gioielli e insistono perché non si interrompa la comunicazione, fermarsi e chiedere aiuto. Pochi gesti, ricordati al momento giusto, possono fare la differenza.
