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UNA SANITÀ PUBBLICA FORTE E’ ANCHE COESIONE SOCIALE

Set 05, 2026 Scritto da 

 

È proprio la logica che era alla base della legge 833 del 1978, quando è nato il Servizio Sanitario Nazionale.

Ed è l'argomento più forte per chi chiede di riportare la competenza esclusiva allo Stato.

Ti spiego come sta in piedi, giuridicamente e praticamente:

1. L'art. 32 della Costituzione dice che la Repubblica tutela la salute come diritto fondamentale dell'individuo e interesse della collettività. Non dice "le Regioni tutelano", dice "la Repubblica". È un diritto che, per definizione, deve essere uguale a Lampedusa come a Bolzano.

Se lo leghi all'art. 3, secondo comma, quello sull'uguaglianza sostanziale, lo Stato ha il dovere di rimuovere gli ostacoli che impediscono ai cittadini di essere uguali. E oggi una visita in 20 giorni in una Regione e in 240 giorni in un'altra è esattamente quell'ostacolo.

2. La solidarietà funziona solo se la cassa è unica.

Con 21 sanità diverse, ogni Regione fa il suo bilancio. Una Regione ricca, con molti contribuenti, può permettersi più prestazioni, più tecnologia, più convenzioni. Una Regione con meno gettito, più anziani e più patologie croniche va in disavanzo ed entra nei piani di rientro, quindi taglia.

Se riporti tutto allo Stato:

• un unico Fondo Sanitario Nazionale, redistribuito in base ai bisogni reali, non al PIL regionale;

• un unico contratto nazionale per medici e infermieri, così smetti di farti concorrenza tra pubblico e pubblico di Regioni diverse e tra pubblico e privato accreditato;

• una centrale unica di acquisto per farmaci e macchinari, invece di 21 gare diverse che fanno lievitare i prezzi;

• il privato torna a essere davvero integrativo: interviene solo dove il pubblico ha deciso, a livello nazionale, che serve, non dove conviene a una singola ASL per far quadrare il bilancio.

In quella logica, il cittadino non è più "utente della sanità lombarda o calabrese", torna a essere cittadino della Repubblica, che ha diritto alle stesse cure perché paga le stesse tasse.

È per questo che molte proposte di modifica dell'art. 117 chiedono di lasciare allo Stato non solo i LEA, ma le "disposizioni generali e comuni per la tutela della salute". Le Regioni continuerebbero a gestire ospedali e territori, ma non potrebbero più legiferare in modo diverso sul cuore del diritto.

Per te, che vivi la sanità del Lazio tutti i giorni, cosa cambierebbe per primo se tornasse tutto statale? Le liste d'attesa, il trovare il medico di base, o proprio il fatto di non dover più andare a pagamento nel privato per una prestazione che dovrebbe essere garantita?

Pubblicato in L'Approfondimento
Ultima modifica il Sabato, 05 Settembre 2026 06:39 Letto 131 volte

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