redazione
Sezze, definizione agevolata dei tributi locali, Lucidi: «Occasione ai cittadini per mettersi in regola»
Il Consiglio comunale di Sezze ha approvato, con il voto favorevole di tutte le forze politiche ad eccezione del Partito Democratico, il regolamento per la definizione agevolata dei tributi locali. Un provvedimento attraverso il quale l’amministrazione comunale intende offrire a cittadini e imprese la possibilità di regolarizzare la propria posizione tributaria, evitando il peso di sanzioni e interessi, e allo stesso tempo consentire all’Ente di recuperare risorse da destinare ai servizi per la comunità. «In questi anni abbiamo portato avanti un’azione molto incisiva nel contrasto all’evasione fiscale e continueremo a farlo con ancora maggiore determinazione. Soltanto alla fine del 2025 abbiamo emesso avvisi di accertamento nei confronti di evasori totali, soggetti fino a quel momento completamente sconosciuti al fisco comunale, per un importo complessivo vicino al milione di euro. È una strada dalla quale non intendiamo arretrare, perché pagare i tributi significa contribuire ai servizi della propria città e perché non è accettabile che il peso ricada esclusivamente su chi ha sempre rispettato i propri obblighi».
Il sindaco Lidano Lucidi sottolinea, tuttavia, la necessità di distinguere tra chi sceglie deliberatamente di non pagare e chi, invece, si trova nell’impossibilità o in una grave difficoltà nell’adempiere ai propri obblighi tributari. «Sappiamo perfettamente che esistono persone che potrebbero pagare e scelgono di non farlo. Nei loro confronti l’azione di recupero deve essere rigorosa. Ma esistono anche famiglie che vivono di stipendio: pensionati, lavoratori e piccoli imprenditori che negli ultimi anni hanno dovuto fare i conti con un aumento vertiginoso del costo della vita. C’è una morosità incolpevole che non possiamo e non vogliamo ignorare. La politica deve essere capace di vedere anche queste situazioni e di fornire una risposta concreta».
Da questa consapevolezza nasce il regolamento approvato dal Consiglio comunale, votato anche dagli esponenti di Sezze Futura e Fratelli d’Italia, che permette a chi ha pendenze relative ai tributi locali di mettersi in regola beneficiando della definizione agevolata prevista dal provvedimento. «Abbiamo voluto cogliere una possibilità importante in un momento nel quale molte famiglie e molte attività economiche attraversano ancora una fase di difficoltà. Chi vuole regolarizzare la propria posizione deve poterlo fare senza essere schiacciato da sanzioni e interessi che, con il passare degli anni, possono rendere il debito sempre più difficile da sostenere. Allo stesso tempo il Comune può recuperare somme che gli spettano e trasformarle in risorse per garantire servizi migliori e, dove possibile, crearne di nuovi».
Per l’amministrazione comunale il provvedimento rappresenta quindi un punto di equilibrio tra equità fiscale e attenzione alle condizioni economiche e sociali della comunità. «Il principio deve essere molto chiaro: chi può pagare, deve pagare, e chi ha cercato di sottrarsi completamente ai propri doveri deve sapere che i controlli proseguiranno e saranno sempre più incisivi. Ma a chi vuole mettersi in regola stiamo offrendo uno strumento concreto per farlo a condizioni più sostenibili. È un’opportunità che abbiamo fortemente voluto e che riteniamo giusto mettere a disposizione della città».
Nei prossimi giorni l’amministrazione comunale avvierà una campagna informativa dedicata, attraverso la quale saranno illustrate nel dettaglio le modalità, i requisiti e i termini per accedere alla definizione agevolata. «Vogliamo che tutti siano messi nelle condizioni di conoscere questa possibilità e di valutarla. Per questo daremo la massima diffusione alle informazioni e spiegheremo con chiarezza come aderire. Ma voglio essere altrettanto chiaro su un altro punto: questa deve essere considerata l’ultima occasione per mettersi in regola. Dopo aver offerto uno strumento per sanare la propria posizione, l’azione di contrasto all’evasione e di recupero delle somme dovute proseguirà con ancora maggiore determinazione. È una questione di equità nei confronti di tutti quei cittadini che, anche facendo sacrifici, hanno sempre pagato quanto dovuto».
A Sermoneta la Via Appia si racconta e si assaggia
La Via Appia si può percorrere, ascoltare e, soprattutto, assaggiare. È questo il filo conduttore di “Il Gusto del Viaggio Lento sulla Via Appia”, l’iniziativa promossa da Slow Food Monti Lepini e Ausoni APS, con Slow Food Travel Monti Lepini, in programma a Sermoneta venerdì 9 e sabato 10 ottobre 2026.
Il progetto è stato approvato e finanziato dalla Provincia di Latina nell’ambito di “Via Appia. Regina Viarum” e propone un modo originale per conoscere il territorio: partire dal cammino e arrivare alla tavola, mettendo in relazione patrimonio storico, paesaggio, agricoltura e tradizioni gastronomiche.
Sermoneta, affacciata sulla pianura pontina e legata ai percorsi che dalla pianura conducono verso i Monti Lepini, sarà il punto di partenza di un racconto dedicato ai viaggiatori di ieri e di oggi. La Via Appia non attraversa direttamente il centro storico del borgo, ma la sua storia si intreccia con quella delle vie di collegamento, degli scambi commerciali, dell'ospitalità e dei luoghi di sosta.
Venerdì il viaggio comincia nel borgo
La prima giornata, venerdì 9 ottobre, avrà come tema “La strada che sale. Dall’Appia al Castello, una bisaccia per Sermoneta”.
L'appuntamento è alle 16.30, al Giardino della Polveriera – Bastione di San Sebastiano, dove sarà accolto il pubblico. Alle 17 prenderà il via una visita teatralizzata condotta attraverso il dialogo tra una guida e un attore, chiamato a dare voce a diversi personaggi e a raccontare il rapporto tra viaggio, ospitalità e alimentazione.
Il percorso toccherà alcuni dei luoghi più significativi del borgo, tra cui la Cattedrale di Santa Maria, la Loggia dei Mercanti, l’area sottostante il Castello Caetani e il Belvedere, prima del rientro al Bastione.
A scandire il cammino saranno anche gli assaggi. Lungo il percorso, in particolare, è prevista una sosta presso un forno per conoscere e degustare le serpette, i tradizionali biscotti di Sermoneta.
Alle 18.30 il racconto proseguirà con un aperitivo narrato con l’Archeochef e l’agricoltore. I prodotti, le tecniche di conservazione e le esigenze alimentari dei viaggiatori diventeranno così il punto di partenza per mettere in dialogo la storia del viaggio con la gastronomia contemporanea.
La conclusione dell'appuntamento è prevista intorno alle 19.30.
Sabato la Via Appia arriva a tavola
La seconda giornata, sabato 10 ottobre, sarà dedicata a “Saperi in Viaggio; la nostra Appia a tavola”, con una mattinata di incontri, racconti e degustazioni.
L'apertura è prevista alle 9.30, seguita alle 9.45 dai saluti istituzionali. Alle 10 prenderà il via il talk “La Via Appia, strada del cibo e del turismo lento”, durante il quale sarà presentata anche la Mappa “Luoghi del Gusto dell’Appia”.
A seguire, i prodotti del territorio saranno protagonisti del Mercato Narrativo: non un tradizionale mercato con espositori e vendita diretta, ma una vera e propria esperienza culturale e sensoriale. Gli alimenti saranno raccontati dagli esperti di storia e gastronomia attraverso la loro provenienza, il lavoro dei produttori e il rapporto con il paesaggio.
Il programma proseguirà con il workshop “La cucina del viaggio”, dedicato al rapporto tra alimentazione e mobilità. Si parlerà di come veniva preparata una bisaccia, quali alimenti potevano essere trasportati e conservati e in che modo gli spostamenti favorivano l'incontro tra culture, abitudini e sapori differenti. Anche in questo caso, il racconto sarà accompagnato da assaggi.
Intorno a mezzogiorno sarà invece la volta della degustazione narrata “L’Appia, via dell’incontro tra popoli”, un percorso gastronomico attraverso le relazioni tra la pianura, la fascia pedemontana e i Monti Lepini.
Ogni assaggio sarà accompagnato da una storia per leggere nei prodotti il paesaggio, i saperi e le comunità che li hanno generati. Le preparazioni contemporanee dialogheranno con i temi storici del viaggio, della conservazione degli alimenti e dell'ospitalità.
Le conclusioni sono previste a partire dalle 13.
Il cibo come chiave per conoscere il territorio
L'iniziativa di Slow Food Monti Lepini e Ausoni nasce dall'idea che il cibo possa essere una chiave per leggere un territorio e le sue trasformazioni. Camminare, fermarsi, ascoltare e assaggiare diventano così momenti di un unico percorso, capace di mettere in relazione la storia della Via Appia con l'agricoltura, le produzioni locali e le comunità.
Un viaggio lento, dunque, nel quale la tavola non rappresenta soltanto il punto di arrivo, ma diventa parte integrante del racconto del territorio.
Informazioni
Sermoneta, 9 e 10 ottobre 2026
Giardino della Polveriera – Bastione di San Sebastiano
Via della Carbonara snc
L'evento è gratuito, con posti limitati e prenotazione obbligatoria.
Per informazioni e prenotazioni: WhatsApp +39 351 672 9094
Iniziativa promossa da Slow Food Monti Lepini e Ausoni APS, con Slow Food Travel Monti Lepini, nell’ambito del progetto “Via Appia. Regina Viarum”, approvato e finanziato dalla Provincia di Latina.
Priverno, 6 ottobre 2026 – Roberto Perticaroli, presidente Slow Food Monti Lepini Aps.
Julia Tasciotti, una passione diventata una storia da raccontare
Una passione nata in famiglia, un forte legame con i cani e un percorso costruito nel tempo hanno portato Julia Tasciotti, giovane concittadina di Sezze, a diventare l’unica donna della propria squadra di caccia, composta da 36 iscritti. La sua storia è stata raccontata dalla rivista nazionale specializzata Caccia & Tiro, nel numero 09/2026.
Insegnante di matematica e scienze, Julia si è avvicinata fin da bambina al mondo dei cani e della natura, anche grazie al padre Antonio. La passione familiare si è trasformata negli anni in un impegno nella cinofilia e successivamente nel mondo venatorio, dove ha saputo ritagliarsi il proprio spazio con competenza e determinazione.
Un percorso che assume particolare significato anche per la presenza femminile in un ambiente tradizionalmente a prevalenza maschile. Julia, inoltre, mette la propria esperienza a disposizione dei più giovani attraverso le attività di Federcaccia.
Importante anche il riconoscimento ottenuto nell’ambito del concorso fotografico “A Caccia di Scatti 2025”: la sua fotografia Cuore a cuore è stata selezionata a livello nazionale e inserita nel calendario Federcaccia 2026.
A complimentarsi pubblicamente con Julia è stata la consigliera comunale Federica Lama, che ha sottolineato il valore della sua esperienza: «La storia di Julia racconta una donna che ha seguito la propria passione senza lasciarsi condizionare dagli stereotipi. È entrata in un ambiente prevalentemente maschile e ha saputo costruire il proprio spazio con naturalezza, competenza e determinazione».
Lama ha evidenziato anche il particolare rapporto di Julia con i suoi cani, fatto di «fiducia, cura e responsabilità», diventato nel tempo parte integrante della sua vita.
La consigliera ha infine annunciato che il prossimo 18 ottobre, in occasione della Fiera storica di San Luca, il parco del Monumento ai Caduti di Sezze ospiterà una mattinata dedicata al mondo della cinofilia, un’occasione per valorizzare il rapporto tra persone e animali e le tante realtà che, con passione, operano in questo settore.
Crisi idrica sui Lepini, il Comitato Acqua, Beni e Servizi Pubblici: «Serve un tavolo permanente»
Unire i territori dei Lepini per affrontare la crisi idrica e chiedere un confronto stabile con il gestore e le istituzioni. È questo l’obiettivo del Comitato Acqua, Beni e Servizi Pubblici, che raccoglie l’iniziativa di un gruppo di cittadini deciso a trasformare i disagi vissuti quotidianamente dalle comunità in un’azione territoriale comune.
Al centro della proposta c’è la richiesta di istituire un tavolo permanente di confronto su scala distrettuale, con il coinvolgimento dei Comuni e delle comunità interessate, per arrivare alla predisposizione di un documento capace di mettere nero su bianco criticità, ritardi e problemi nella gestione del servizio idrico.
Nel suo documento, il Comitato contesta quella che definisce una gestione «catastrofica» delle crisi idriche sui Lepini e punta il dito contro le modalità con cui, a suo giudizio, Acqualatina continua a gestire la distribuzione dell’acqua. Secondo il Comitato, le continue interruzioni e le difficoltà nell’approvvigionamento stanno riportando le comunità a condizioni di forte disagio, paragonate dai promotori a quelle conosciute prima degli interventi infrastrutturali realizzati nel territorio nel secondo dopoguerra.
Il Comitato chiede quindi di passare dalle singole segnalazioni a un percorso di verifica e documentazione condiviso, coinvolgendo direttamente i territori.
L'allargamento del Comitato ai Comuni dei Lepini
Uno dei primi obiettivi indicati è l’allargamento del Comitato Acqua, Beni e Servizi Pubblici alle rappresentanze dei Comuni di Bassiano, Cori, Norma, Sezze, Roccagorga e Maenza.
L’intento è costruire una rappresentanza interterritoriale capace di affrontare la questione idrica non più come una somma di emergenze locali, ma come una problematica che riguarda l’intero sistema dei Lepini e il rapporto tra i territori montani, la pianura pontina e le aree costiere.
Tra le proposte figura un censimento operativo delle perdite idriche nelle aree interessate dal costituendo Comitato interdistrettuale delle Fonti, insieme a un censimento delle fonti di approvvigionamento e a verifiche sul posto delle condizioni in cui versano.
La tutela delle fonti storiche
Particolare attenzione viene riservata alle fonti più antiche e alle prime testimonianze industriali legate alla diffusione del servizio idrico.
Il Comitato chiede l’adozione di provvedimenti emergenziali per la loro tutela, accompagnati da specifici progetti di intervento, nella convinzione che il patrimonio delle fonti rappresenti una parte importante della storia e dell’identità dei territori lepini.
La proposta comprende anche la verifica delle condizioni di approvvigionamento dei circuiti idrici preesistenti, oggi eliminati o modificati, secondo il Comitato, con conseguenze sulle performance complessive del servizio.
Più capacità di accumulo contro le interruzioni
Un altro punto centrale riguarda le infrastrutture.
Il Comitato propone l’ampliamento e la realizzazione di nuove vasche di accumulo nelle aree dei Lepini, ritenendo necessario aumentare la capacità di riserva del sistema in considerazione delle interruzioni del servizio che vengono segnalate con sempre maggiore frequenza.
L’obiettivo è disporre di una maggiore capacità di risposta nei momenti di emergenza, riducendo l’impatto delle interruzioni sulle utenze e sulle comunità.
«Riaprire le fontanelle nei Comuni delle Fonti»
Tra le richieste avanzate dal Comitato c’è anche la riapertura delle fontanelle nei Comuni dei Lepini dai quali sgorgano le acque che vengono diramate verso una parte significativa delle utenze della pianura pontina e dei territori costieri.
Per il Comitato, il tema delle fontanelle assume un valore che va oltre la semplice disponibilità di un punto di approvvigionamento: significa anche ristabilire un rapporto diretto tra le comunità e le risorse idriche presenti nei propri territori.
Tutela delle vasche rurali e percorsi didattici
L’iniziativa guarda anche alla tutela ambientale.
Il Comitato chiede interventi immediati per la tutela delle vasche rurali utilizzate dalla fauna selvatica, considerate importanti punti di approvvigionamento per gli animali presenti nelle aree montane.
A questa proposta si affianca l’idea di realizzare percorsi didattici dedicati alle fonti antiche, coinvolgendo le scuole primarie dei Comuni del distretto dei Lepini.
Un progetto che, nelle intenzioni dei promotori, dovrebbe consentire alle nuove generazioni di conoscere la storia delle fonti, il valore dell’acqua e il patrimonio ambientale e infrastrutturale del proprio territorio.
«Trasformare le criticità in un'azione comune»
Il punto centrale dell’iniziativa del Comitato Acqua, Beni e Servizi Pubblici è quindi la necessità di superare una gestione frammentata delle emergenze.
L’obiettivo è conoscere lo stato delle reti idriche e delle fonti, censire le criticità, tutelare il patrimonio idrico dei Lepini e costruire una posizione comune da portare al tavolo con Acqualatina e con le istituzioni competenti.
Il Comitato punta così a trasformare i problemi segnalati dai singoli cittadini e dai singoli Comuni in una piattaforma territoriale condivisa, sostenuta da dati, verifiche e proposte operative.
La richiesta è quella di aprire un confronto permanente che coinvolga i territori e consenta di affrontare la crisi idrica non soltanto quando si verifica l’emergenza, ma attraverso una programmazione degli interventi e una maggiore attenzione alla tutela delle fonti e delle infrastrutture.
Per i promotori, la questione dell’acqua sui Lepini non riguarda soltanto la continuità del servizio: riguarda la tutela di una risorsa fondamentale, il patrimonio storico delle fonti e il diritto delle comunità a conoscere e partecipare alle scelte che riguardano il proprio sistema idrico.
La fontanella di S. Andrea torna convalescente
Una fontanella pubblica può andare in “convalescenza”? A quanto pare, sì. O almeno così racconta, con la consueta vena ironica, Paolo Di Capua nella sua nota dedicata alla storica fontanella di S. Andrea.
Dopo una lunga pausa durata, secondo la ricostruzione proposta nella nota, ben 19 mesi, la fontanella è tornata finalmente a svolgere il suo antico e semplice compito: erogare acqua ai cittadini.
Una ripresa del servizio che Di Capua saluta con un ironico ma sincero “GRAZIE all’Amministrazione”, sottolineando il valore di una struttura che, nel corso degli anni, è diventata parte della storia e della memoria del quartiere.
Ottant’anni e non sentirli
La protagonista della vicenda non è una fontanella qualsiasi. Quella di S. Andrea celebra infatti 80 anni di storia.
Ottant’anni durante i quali ha dissetato generazioni di cittadini e ha rappresentato una presenza quotidiana, quasi familiare, nel paesaggio della comunità.
Ed è proprio questo il punto sul quale insiste Di Capua: una fontanella pubblica non è soltanto un rubinetto dal quale sgorga acqua, ma può diventare un piccolo simbolo della vita di un luogo.
Davanti alla fontanella, scrive ironicamente, siamo “TUTTI UGUALI”: tutti accomunati dalla semplice necessità di bere.
La nuova “convalescenza”
L’ironia della nota prende però di mira soprattutto le nuove vicissitudini della fontanella.
Nel mese di agosto 2026, infatti, sarebbe arrivata una nuova fase di “convalescenza”.
Dopo i 19 mesi precedenti, la speranza espressa da Di Capua è che questa volta si tratti di una pausa decisamente più breve.
La battuta è inevitabile: una fontanella può avere ottant’anni, ma non per questo deve trascorrere gran parte della propria vita in convalescenza.
Da qui l’auspicio che il servizio possa essere mantenuto con continuità, evitando nuove e prolungate interruzioni.
Il sogno del vino al posto dell’acqua
Il momento più apertamente satirico della nota arriva con il racconto di un sogno.
Di Capua immagina uno scenario paradossale: tutte le fontanelle pubbliche chiuse e, al posto dell’acqua, il vino.
Una provocazione evidentemente scherzosa, utilizzata per estremizzare la situazione e trasformare una questione apparentemente ordinaria in una scena da commedia.
Nella fantasia dell’autore, i cittadini non sarebbero più semplicemente assetati, ma potrebbero iniziare a “camminare oscillando” e a parlare senza freni.
Il finale del sogno, però, riporta tutto alla realtà:
“Speriamo che il sogno non si avveri”.
Perché la fontanella, secondo Di Capua, deve continuare a fare una cosa molto più importante e molto più semplice:
DARE ACQUA. DARE VITA.
Una fontanella da difendere
Dietro la satira resta dunque un messaggio preciso: preservare la fontanella di S. Andrea e garantirne il funzionamento significa anche tutelare un elemento della storia locale.
Di Capua invita quindi cittadini e Amministrazione a continuare a prestare attenzione a quella che definisce una fontanella “storica e monumentale”.
Una richiesta accompagnata, come nello stile della sua nota, da una buona dose di ironia.
Perché dopo 80 anni di servizio, qualche pausa può anche essere concessa.
Ma 19 mesi di convalescenza sono davvero tanti.
E soprattutto, conclude idealmente la provocazione di Di Capua, se proprio dobbiamo scegliere cosa far uscire da una fontanella pubblica, la risposta è una sola:
L’ACQUA.
Il vino può aspettare.
Paolo Di Capua
Nota satirica sulla fontanella pubblica di S. Andrea – Sezze
Sezze, nelle mense scolastiche arriva l’acqua microfiltrata: meno plastica e più sostenibilità
Prosegue il percorso avviato dal Comune di Sezze per rendere il servizio di refezione scolastica sempre più sostenibile, riducendo progressivamente l’utilizzo della plastica e dei materiali monouso. A partire da lunedì 5 ottobre 2026, in concomitanza con l’avvio del servizio mensa, in cinque plessi scolastici del territorio sarà introdotta la somministrazione di acqua di rete microfiltrata.
L’acqua sarà servita agli alunni attraverso apposite caraffe, riempite direttamente all’interno delle strutture scolastiche grazie ai dispositivi di microfiltrazione installati nell’ambito del servizio affidato a BioRistoro Italia.
L’iniziativa interesserà, in questa prima fase, cinque plessi:
-
la scuola dell’infanzia e primaria di Ceriana;
-
la scuola dell’infanzia di Crocemoschitto;
-
la scuola dell’infanzia di Foresta;
-
la scuola primaria Piagge Marine 1;
-
la scuola dell’infanzia dei Colli.
L’intervento si inserisce in un progetto più ampio già avviato dall’Amministrazione comunale, che nei mesi scorsi aveva dotato tutte le scuole interessate dal servizio di sistemi per il lavaggio delle stoviglie direttamente nelle strutture scolastiche.
Capuccilli: «Vogliamo estendere il modello a tutte le scuole»
A illustrare il nuovo passaggio è la vicesindaca e assessora alle Politiche scolastiche Michela Capuccilli, che sottolinea l’obiettivo di estendere progressivamente il modello all’intero territorio.
«Insieme a BioRistoro e agli istituti scolastici ci eravamo posti l’obiettivo di estendere questo modello, nel più breve tempo possibile, a tutte le strutture scolastiche del territorio – spiega Capuccilli –. Dopo il progetto pilota avviato lo scorso anno continuiamo quindi a promuovere e portare avanti una cultura della sostenibilità ambientale attraverso interventi concreti, resi possibili anche grazie alla collaborazione e alla disponibilità delle dirigenze dei diversi istituti».
L’introduzione dell’acqua microfiltrata si aggiunge dunque all’utilizzo delle stoviglie riutilizzabili, con l’obiettivo di ridurre il ricorso a bottiglie di plastica, imballaggi e materiali usa e getta.
«Stiamo costruendo un modello di mensa scolastica sempre più attento all’ambiente, nel quale l’utilizzo di stoviglie riutilizzabili e dell’acqua microfiltrata consente di ridurre sensibilmente bottiglie, imballaggi e rifiuti prodotti ogni giorno – aggiunge l’assessora -. Ma c’è anche un altro aspetto che riteniamo fondamentale: attraverso questi interventi vogliamo trasmettere ai bambini un messaggio educativo concreto, facendo entrare la sostenibilità nelle loro abitudini quotidiane. La scuola è uno dei luoghi migliori dai quali partire per sviluppare questa consapevolezza».
L’Amministrazione comunale punta quindi a proseguire sulla strada intrapresa, estendendo gradualmente il modello alle altre scuole di Sezze. L’obiettivo è coniugare qualità e organizzazione del servizio di refezione con una progressiva riduzione dei rifiuti e con un’azione di educazione ambientale rivolta direttamente agli alunni.
Definizione agevolata a Sezze, Di Palma: «Un’interrogazione non decide, ma può cambiare ciò che si decide»
Un’interrogazione consiliare non decide, non approva regolamenti e non amministra. Può però contribuire a mettere una questione al centro del dibattito istituzionale e, quando viene raccolta dall’Amministrazione, può incidere sulle decisioni finali.
È questo il significato che il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Serafino Di Palma attribuisce alla vicenda della definizione agevolata delle entrate comunali a Sezze.
Lo scorso febbraio, infatti, Di Palma aveva presentato un’interrogazione chiedendo all’Amministrazione comunale di valutare l’introduzione della definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2026. L'obiettivo indicato non era quello di chiedere un'approvazione automatica della misura, ma di avviare una verifica sulla sua concreta applicabilità al bilancio comunale.
In particolare, l’interrogazione sollecitava una valutazione della sostenibilità tecnica e finanziaria, una ricognizione dei residui potenzialmente interessati, l’analisi degli effetti sul bilancio e sul Fondo crediti di dubbia esigibilità e, qualora ne fossero emerse le condizioni, la predisposizione di uno specifico regolamento da sottoporre al Consiglio comunale.
A distanza di alcuni mesi, la questione è approdata in Consiglio comunale, che ha approvato il regolamento per la definizione agevolata.
Un passaggio che Di Palma legge come una conferma del ruolo che anche gli strumenti di controllo e di iniziativa dell’opposizione possono avere nel percorso amministrativo.
«Questo è anche il senso del mandato di un consigliere: non limitarsi a registrare ciò che accade, ma utilizzare gli strumenti a disposizione per provare a incidere su ciò che può accadere», sottolinea il consigliere di Fratelli d’Italia.
Il ragionamento di Di Palma si inserisce nel più ampio tema del rapporto tra maggioranza e opposizione. Due ruoli distinti, sostiene il consigliere, ma entrambi parte del funzionamento delle istituzioni: alla maggioranza spetta il compito di governare, mentre l’opposizione esercita funzioni di controllo, confronto e proposta.
Da qui anche una considerazione sul merito delle iniziative, al di là della loro provenienza politica.
«Ciò che non dovrebbe cambiare, a seconda del banco dal quale arriva una proposta, è il metro con cui la si valuta perché le idee possono avere una firma mentre l’utilità pubblica non dovrebbe avere appartenenza», afferma Di Palma.
Il principio, secondo il consigliere, è semplice: se una questione sollevata dall’opposizione viene ritenuta utile, sostenibile e potenzialmente positiva per la comunità, accoglierla non dovrebbe essere interpretato come un riconoscimento politico all’opposizione, ma come una scelta nell’interesse della città.
La vicenda della definizione agevolata diventa così, nelle parole di Di Palma, anche un esempio concreto del modo in cui Fratelli d’Italia Sezze intende svolgere il proprio ruolo in Consiglio comunale: utilizzare gli strumenti consiliari per sottoporre all’attenzione dell’Amministrazione questioni ritenute meritevoli di approfondimento, mantenendo al tempo stesso il ruolo di controllo proprio dell’opposizione.
«Un’interrogazione, da sola, non amministra e non approva nulla, ma quando pone una questione utile, può contribuire a cambiare ciò che viene deciso», conclude Di Palma.
La definizione agevolata rappresenta quindi, per il consigliere di Fratelli d’Italia, non soltanto l’esito di una decisione assunta dal Consiglio comunale, ma anche l’esempio di come una questione sollevata attraverso gli strumenti dell’opposizione possa entrare nel percorso decisionale dell’Ente.
Sezze fuori dalla rottamazione quinquies, il Pd chiede chiarezza
Perché il Comune di Sezze ha scelto di non aderire alla rottamazione quinquies dei carichi relativi alle proprie entrate affidati ad Agenzia delle Entrate-Riscossione? È la domanda posta dal segretario del Partito Democratico di Sezze, Pietro Panfilio, che chiede all’amministrazione comunale di rendere pubbliche le ragioni alla base della decisione. La questione, sottolinea il Pd, assume particolare rilievo anche alla luce delle scelte adottate da numerosi altri Comuni della provincia di Latina. Nella nota diffusa da Panfilio vengono citati Aprilia, Cisterna di Latina, Cori, Fondi, Formia, Gaeta, Itri, Latina, Lenola, Maenza, Monte San Biagio, Pontinia, Priverno, Prossedi, Roccagorga, Rocca Massima, Sonnino, Sermoneta, Sperlonga, Sabaudia, San Felice Circeo e Terracina, che hanno invece scelto di aderire alla definizione agevolata. Per il segretario dem si tratta di una scelta amministrativa che, proprio per le sue possibili conseguenze sui contribuenti, dovrebbe essere illustrata pubblicamente. «Una scelta che, a nostro avviso, merita di essere spiegata pubblicamente ai cittadini», sostiene Panfilio, chiedendo all’amministrazione di chiarire quali valutazioni abbiano portato a non aderire alla misura.
Il Pd pone quindi una serie di interrogativi: quanti cittadini e quante imprese potrebbero essere interessati dai carichi comunali, quale sarebbe stato l'impatto economico dell'eventuale adesione per le casse dell'ente e quali alternative l'amministrazione intenda adottare per favorire il recupero delle somme dovute, sostenendo al contempo chi si trova in difficoltà. Secondo Panfilio, infatti, la questione non può essere ricondotta esclusivamente a un aspetto contabile. «Non si tratta soltanto di una questione contabile. È una scelta amministrativa che ha ricadute concrete sui cittadini», afferma il segretario del Pd. Da qui la richiesta di trasparenza avanzata dal Partito Democratico: «Come Partito Democratico chiediamo quindi trasparenza, dati e motivazioni».
Nel frattempo, viene evidenziato nella nota, l’amministrazione comunale starebbe predisponendo un regolamento per la definizione dei tributi non affidati ad Agenzia delle Entrate-Riscossione. Un provvedimento che dovrà passare al vaglio del Consiglio comunale e sul quale il Pd annuncia di voler attendere il successivo passaggio istituzionale. La discussione sulla gestione dei tributi e delle somme arretrate si sposta dunque ora sul terreno del Consiglio comunale, dove il regolamento potrebbe rappresentare l’occasione per chiarire anche la strategia dell’amministrazione sul recupero delle entrate e sulle modalità di sostegno ai contribuenti. La posizione del Pd di Sezze, conclude Panfilio, è sintetizzata in una richiesta precisa: «Su temi così importanti non bastano le decisioni: servono spiegazioni».
ELEONORA RUSSO CONQUISTA IL PREMIO DELLA GIURIA POPOLARE AL PROCIDA FILM FESTIVAL
Sezze – Un importante riconoscimento per Eleonora Russo, giovane regista setina autrice del cortometraggio “La Coppa”, che ha conquistato il Premio della Giuria Popolare al Procida Film Festival 2026.
Il cortometraggio è stato selezionato tra oltre 120 lavori provenienti da 17 Paesi e inserito tra le 23 opere in concorso. Un risultato significativo per Eleonora Russo, che con “La Coppa” affronta la sua prima vera sfida cinematografica, trasformando studio, passione e determinazione in un progetto capace di arrivare a un importante festival del cinema e conquistare il pubblico.
A congratularsi con la giovane regista è la consigliera comunale Federica Lama, che ha seguito da vicino il percorso di Eleonora e ha scelto di sostenere il progetto fin dalle sue prime fasi.
«Voglio complimentarmi ancora una volta con Eleonora Russo. Ho avuto il piacere di seguire un po’ il suo percorso e di vedere questa sua prima vera sfida trasformarsi in un successo. Dietro questo risultato ci sono coraggio, studio, dedizione e soprattutto la capacità di credere in un’idea e mettersi in gioco per realizzarla. Mi auguro che questo premio sia soltanto il primo di una lunga serie».
“La Coppa” rappresenta anche un’importante occasione di valorizzazione del territorio. Il cortometraggio è stato infatti girato tra Sezze e Bassiano e ha coinvolto numerosi professionisti e figuranti setini, che hanno contribuito alla realizzazione dell’opera mettendo a disposizione competenze, professionalità e spirito di collaborazione.
«Trovo particolarmente importante che Eleonora abbia scelto di ambientare il suo lavoro tra Sezze e Bassiano, coinvolgendo tante persone del nostro territorio. È un modo concreto per raccontare e valorizzare i Monti Lepini attraverso la cultura e il cinema, dando visibilità alle nostre professionalità e ai nostri luoghi».
Lama ha avuto inoltre l’opportunità di vedere il cortometraggio in anteprima, rimanendo colpita dalla particolare sceneggiatura e dal messaggio al centro dell’opera.
«Ho avuto il piacere di vedere “La Coppa” qualche settimana fa, in anteprima, e mi sono sentita immediatamente a casa. Mi ha colpito una sceneggiatura studiata e dettagliata e soprattutto il messaggio di fondo: il bisogno, profondamente umano, di essere visti, considerati e riconosciuti nella propria unicità. Lo specchio, il doppio, i gemelli sono elementi che rendono la storia ancora più particolare. Non voglio svelare altro, perché credo che sia Eleonora a dover raccontare cosa l’ha spinta a scrivere questa storia e a trasformarla in un’opera cinematografica».
L’auspicio della consigliera è ora quello di poter vedere “La Coppa” proiettato anche a Sezze, offrendo alla comunità l’occasione di conoscere il lavoro di Eleonora e ascoltare direttamente dalla giovane regista la storia che ha portato alla nascita del cortometraggio.
Il riconoscimento ottenuto al Procida Film Festival rappresenta così non solo un traguardo personale per Eleonora Russo, ma anche un motivo di orgoglio per Sezze e per tutto il territorio dei Monti Lepini.
«Questa è anche una bella storia per tutti quei ragazzi che hanno un sogno, studiano, lavorano e decidono di mettersi in gioco. Eleonora lo ha fatto e oggi raccoglie un riconoscimento importante. A lei vanno i miei complimenti e l’augurio che questo sia davvero solo l’inizio».
Sezze celebra i mille anni dalla nascita di san Lidano: un convegno tra storia, monachesimo e musica
Un appuntamento di particolare rilievo storico e culturale è in programma sabato 3 ottobre a Sezze, dove la chiesa della Sacra Famiglia, annessa al Conservatorio “Corradini”, ospiterà il convegno organizzato nell’ambito delle celebrazioni per i mille anni dalla nascita di san Lidano d’Antena (1026-1118), patrono di Sezze e della diocesi.
L’iniziativa rappresenta un’importante occasione di approfondimento scientifico sulla figura del santo e, più in generale, sulla presenza e sul ruolo del monachesimo benedettino nel territorio. Al centro dei lavori sarà anche il prezioso codice manoscritto nel quale è conservata, insieme ad altri testi, l’unica biografia conosciuta di san Lidano, una fonte fondamentale per ricostruire le origini e lo sviluppo della sua memoria e del suo culto.
Il convegno prenderà il via alle 9.30 e vedrà la partecipazione di studiosi di diverse discipline.
Ad aprire gli interventi sarà il prof. Umberto Longo, della “Sapienza” Università di Roma, che affronterà il tema “Il monachesimo benedettino, riforma e santità nell'Italia mediana (secoli X-XI)”, offrendo un quadro storico del fenomeno monastico nel periodo nel quale si colloca la vicenda di san Lidano.
A seguire, il prof. Pierluigi Licciardello, dell’Università di Bologna, proporrà una relazione dal titolo “La legenda di san Lidano: analisi di un testo stratificato”. L’intervento sarà dedicato all’esame della biografia del santo e alla sua particolare composizione, attraverso l’analisi delle diverse stratificazioni testuali che ne hanno caratterizzato la trasmissione.
Sarà quindi la volta della prof.ssa Bianca Zeppetella, docente del Liceo artistico di Latina, con la relazione “Lidano, un santo in cammino: appunti sulle origini di un nome”, dedicata alle origini e al significato del nome del santo e agli elementi che hanno accompagnato la costruzione della sua identità nella tradizione.
A moderare il convegno sarà il dott. Robin Corradini.
La mattinata si concluderà con un momento musicale affidato al Gruppo vocale “Arsi e Tesi”, che proporrà inni e antifone medievali dedicati a san Lidano, insieme a una selezione di brani di autori di epoche diverse, tra cui Orlando di Lasso, Giovanni Pierluigi da Palestrina, William Henry Monk, Rihards Dubra e James E. Moore Jr. La musica contribuirà così a completare un percorso che unisce ricerca storica, tradizione religiosa e patrimonio culturale.
L'appuntamento di Sezze si inserisce in un più ampio programma di iniziative promosso per celebrare il millennio della nascita di san Lidano. Lo scorso agosto, a Civita d’Antino, in provincia dell’Aquila, paese natale del santo, si è svolto un primo convegno dedicato alla ricognizione della sua biografia e del suo culto. In quell’occasione hanno presentato le loro comunicazioni il dott. Marco Miele e il prof. Luigi Zaccheo.
I due appuntamenti sono stati organizzati dal Comitato storico-scientifico per le celebrazioni del millennio, che ha promosso un percorso di studio volto a riportare l’attenzione sulla figura di san Lidano attraverso strumenti e prospettive propri della ricerca storica e scientifica.
Il convegno del 3 ottobre assume dunque un significato particolare per Sezze: non soltanto un momento celebrativo dedicato al proprio patrono, ma anche un’occasione per approfondire, attraverso le fonti e il contributo degli studiosi, una pagina significativa della storia religiosa e culturale del territorio.
