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QUANTO CI COSTANO LE MANCATE SCELTE SULL’ENERGIA

Ago 22, 2026 Scritto da 

 

 

 

Le “mancate scelte”, oltre alla guerra di Trump contro l’Iran, ci costano su tre livelli diversi, e i numeri del 2024-2025 sono tutti nero su bianco.

1. In bolletta, ogni giorno

Siamo il Paese più caro dei Big europei per l’elettricità all’ingrosso.

Prezzo 2025: 116 €/MWh in Italia contro gli 85 €/MWh della media UE, secondo la Commissione Europea. È la denuncia che ha fatto più rumore sui social nelle ultime settimane.
Per una famiglia media significa quasi 1.600 euro l’anno tra luce e gas, il 15% in più di quanto pagherebbe con le tariffe medie europee.

Perché? Perché il gas fa ancora il prezzo nel 70% delle ore.

E in Italia il gas vale ancora il 47,3% della produzione elettrica, contro il 21,5% della Spagna.

2. Come Sistema Paese

Legambiente ed ENEA l’hanno chiamato “il prezzo della dipendenza”:

Dipendenza dall’estero al 74% per i combustibili fossili, tra le più alte in UE.
Solo nel 2025, quella dipendenza ci è costata 53 miliardi di euro di fattura energetica versata all’estero.

E il freno alle rinnovabili ha un prezzo calcolato: il rallentamento della diffusione delle rinnovabili in Italia ci costa almeno 8 miliardi di euro l’anno, portando la bolletta complessiva domestica a 32 miliardi, il 22% in più rispetto alla media europea.

3. Il ritardo industriale

Negli ultimi cinque anni, tra il 2020 e il 2025:

Italia: produzione da rinnovabili +10%
Spagna: +41,9%

Mentre in Spagna le rinnovabili sono arrivate al 56% della produzione elettrica, noi siamo rimasti incastrati.

Risultato: quando il gas sale, non abbiamo uno scudo.

Come diceva Enel: se avessimo mantenuto il mix del 2009, oggi pagheremmo 111 €/MWh invece di 98. Se avessimo accelerato sulle rinnovabili, pagheremmo molto meno.

Sui social il dibattito è polarizzato su due mancate scelte percepite:

a) Rinnovabili bloccate dalla burocrazia: “Il fotovoltaico in Italia è una missione impossible” è uno dei motivi più ricorrenti. Molti imprenditori raccontano di dover aspettare 4-6 anni per un’autorizzazione.

b) Nucleare annunciato ma mai fatto: quattro anni di annunci senza un cantiere aperto, mentre continuiamo a importare tecnologia e combustibile. Dall’altra parte, chi critica il nucleare ricorda che Banca d’Italia stima “quasi nessun calo in bolletta”, perché il prezzo lo farà ancora il gas.

Cosa pagano le imprese?

Nel dibattito che vedi ovunque su Instagram e Facebook, le PMI dicono di pagare 35-45 centesimi a kWh, contro i 25 dei privati, e si sentono una “mucca da mungere” per oneri di sistema, accise e IVA sulle accise.

Quindi, quanto ci costa in pratica?
Famiglia: ∼240 euro l’anno in più solo per il differenziale con l’Europa.
Impresa energivora: dal 30% al 40% in più rispetto a Francia e Germania.
Stato: 53 miliardi usciti nel 2025, più 8 miliardi di sovracosto annuo evitabile se le rinnovabili fossero state sbloccate.

Non è una tassa ideologica. È una tassa di posizione: ogni mese che aspettiamo a decidere se puntare davvero su rinnovabili + accumuli + reti, e su come gestire il nucleare di nuova generazione, restiamo accettatori del gas.

Pubblicato in L'Approfondimento

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