Mancano meno di quindici mesi alla conclusione della legislatura e per il sindaco di Sezze, Luciano Lucidi, si apre una fase politica decisiva. Il tempo delle riflessioni riservate sta lasciando spazio a interrogativi sempre più concreti: ripresentarsi con una coalizione civica, replicando il modello che lo portò alla vittoria nel 2021, oppure aprire ufficialmente ai simboli di partito, a partire da Forza Italia.
Un dilemma tutt’altro che teorico, soprattutto alla luce della composizione dell’attuale maggioranza consiliare, nella quale diversi consiglieri comunali ricoprono incarichi negli organi dirigenti dei partiti, sia a livello locale che provinciale. Un dato politico che rende sempre più difficile mantenere un profilo esclusivamente civico.
La scelta che il primo cittadino sarà chiamato a compiere avrà un impatto diretto sull’assetto delle prossime elezioni amministrative e potrebbe ridisegnare gli equilibri all’interno del consiglio comunale. L’esperienza civica ha certamente garantito a Lucidi una maggiore autonomia decisionale e la capacità di intercettare consensi trasversali; allo stesso tempo, però, nel corso degli anni ha prodotto anche un progressivo isolamento politico e istituzionale, soprattutto nei rapporti con i livelli sovracomunali.
In questo contesto, Forza Italia e Lega osservano con attenzione il percorso del sindaco e sarebbero pronte a sostenerne la ricandidatura, a condizione però che vengano presentati ufficialmente i simboli di partito. Una scelta che per i rappresentanti locali appare sempre meno rinviabile, pena il rischio di una marginalizzazione politica. I consiglieri Pasquale Casalini e Federica Lama per Forza Italia e Orlando Santoro per la Lega saranno chiamati a sciogliere le riserve in tempi brevi.
Parallelamente, non meno complessa appare la posizione dei consiglieri di maggioranza più vicini al centrosinistra — Calvano, Piccinella, Rieti e Pecorilli — per i quali risulterebbe difficile restare all’interno di una coalizione che, con l’ingresso formale dei partiti di centrodestra, si sposterebbe in modo evidente verso destra.
Un dato, tuttavia, sembra ormai acquisito: la coalizione civica presentata nel 2021 non esiste più nella sua forma originaria. Nel tempo si è trasformata in un contenitore politico ibrido, che fatica a riconoscersi in un’identità chiara e condivisa. Il bivio è ormai davanti al sindaco Lucidi: continuità formale o ridefinizione politica. E la scelta, questa volta, non potrà essere rimandata.
