«Buio tra le matasse che si aggrovigliano attorno al sistema dell’erogazione dei servizi socio-sanitari del distretto dei Monti Lepini». È questa la denuncia di Rinaldo Ceccano dell’associazione Setiam, che interviene sul funzionamento e sulla trasparenza del sistema dei servizi sociali del distretto LT3, sollevando interrogativi sulla possibilità per i cittadini di conoscere e verificare concretamente le prestazioni previste dal Piano sociale di Zona.
Nel mirino dell’associazione c’è innanzitutto la reperibilità del Piano sociale di Zona del distretto LT3. Secondo Setiam, l’accesso al documento pubblico non sarebbe sufficientemente agevole: la consultazione richiederebbe «tortuosi passaggi informatici», con collegamenti a pagine datate e senza un accesso diretto alle informazioni relative ai servizi, fino a rendere necessario, in alcuni casi, l’utilizzo dello SPID.
Una situazione che, secondo l’associazione, rischierebbe di penalizzare proprio le fasce della popolazione alle quali il sistema socio-sanitario dovrebbe garantire maggiore sostegno.
«La fruibilità e la comprensione dei servizi erogati – sostiene Setiam – è negata proprio a quei cittadini che invece dovrebbero essere ausiliati da un sistema socio-sanitario che nasce a sostegno delle categorie più deboli».
L'Osservatorio sociale e il tema della trasparenza
L’associazione collega il problema dell’accessibilità delle informazioni a una questione più ampia riguardante la gestione e il monitoraggio dei servizi.
Setiam richiama, in particolare, i principi di trasparenza e valutazione contenuti nello stesso Piano sociale di Zona, osservando come il documento avrebbe previsto la presenza di un Osservatorio sociale a supporto dell’Ufficio di Piano, con il compito di verificare qualità e appropriatezza dei servizi erogati.
Da qui la richiesta di comprendere come tali strumenti siano stati effettivamente utilizzati e quale sia il livello di controllo esercitato sui servizi e sulle relative risorse.
Gli errori evidenziati nel Piano 2024-2026
Nel comunicato, Setiam affronta anche gli errori contenuti, a suo dire, a pagina 12 del Piano 2024-2026, già evidenziati dal consigliere comunale di Bassiano Domenico Guidi.
L’associazione afferma di condividere la rilevanza delle inesattezze segnalate e pone una serie di interrogativi sul percorso seguito dal documento prima della sua approvazione.
«Qualora l’Atto strategico di partenariato sia stato sottoposto all’attenzione della Conferenza dei Sindaci da parte del Comune capofila, Priverno, Asl, ecc. – si legge nel comunicato – chiediamo quale attenzione abbiano riservato a questo documento i Consiglieri comunali e le Commissioni deputate e come siano stati valutati tali documenti».
Una domanda che, per Setiam, si lega direttamente anche al tema del controllo della spesa.
I centri di costo e le determine del Comune di Sezze
L’associazione chiede infatti maggiore chiarezza sui centri di costo e sui capitoli di spesa collegati alle determine del Comune di Sezze.
Secondo Setiam, non sarebbe sempre possibile verificare attraverso schede puntuali quali servizi siano stati concretamente erogati ai singoli utenti. Le informazioni disponibili, sostiene l’associazione, consentirebbero di conoscere soprattutto il valore economico complessivo delle prestazioni, organizzato attraverso macroaggregati e riferito alle richieste di finanziamento provenienti dalla Regione Lazio e dal Ministero.
Il tema posto è dunque quello della possibilità di collegare in maniera più trasparente risorse impiegate, servizi erogati e destinatari delle prestazioni, nel rispetto naturalmente della normativa sulla privacy.
Il caso del Centro diurno Tamantini
Nel quadro tracciato dall’associazione si inserisce anche la recente «battuta d’arresto» relativa ai servizi contabilizzati nel Piano per il Centro diurno Tamantini, destinati a persone non autosufficienti che abbiano compiuto 65 anni.
Su questo punto Setiam afferma di essere in attesa delle determinazioni annunciate informalmente dal sindaco e dagli assessori competenti, in particolare quelli con delega al Bilancio e ai Servizi sociali.
