La Corte dei Conti ha posto la parola fine sulla complessa vicenda dell’anfiteatro di Sezze dichiarando prescritte tutte le posizioni degli amministratori e funzionari coinvolti. Secondo quanto stabilito dai giudici contabili, la prescrizione doveva essere calcolata a partire dal 2015, anno individuato come momento in cui si sarebbe consolidato il presunto danno erariale. Una decisione che contrasta con la posizione della Procura regionale della Corte dei Conti, che invece aveva sostenuto che il termine dovesse decorrere dal 2022, consentendo così di procedere all’accertamento delle responsabilità. La scelta del collegio giudicante ha però definitivamente precluso ogni possibilità di andare oltre, facendo cadere le accuse per maturata prescrizione.
Nel procedimento aperto nell’ottobre 2024, la Procura contabile aveva quantificato in 1.692.765,92 euro il danno erariale relativo all’opera dell’anfiteatro.
Pietro Bernabei, ex assessore al Bilancio e ai Lavori pubblici: 14%, pari a 236.987,22 euro;
Vincenzo Ricci, ex assessore ai Lavori pubblici: 10%, pari a 169.276,59 euro;
Giuseppe Ciarlo, ex vicesindaco: 10%, pari a 169.276,59 euro;
Luigi Miele, ex segretario generale: 7%, pari a 118.493,61 euro;
Andrea Campoli, ex sindaco: 7%, pari a 118.493,61 euro;
Umberto Marchionne, ex vicesindaco: 4%, pari a 67.710,63 euro;
Sergio Di Raimo, ex assessore al Bilancio: 4%, pari a 67.710,63 euro;
Bruno Cardarello, Marcello Ciocca, Remo Grenga, Antonio Maurizi, ex assessori: 3% ciascuno, pari a 50.782,97 euro;
Vittorio Carlesimo e Mauro Vona, dirigenti del servizio tecnico: 2% ciascuno, pari a 33.855,31 euro.
