Con la scomparsa di Francesco Guccini non perdiamo soltanto uno dei più grandi cantautori italiani. Perdiamo quello che, senza forzare troppo il paragone, possiamo definire il nostro più autentico bluesman.
Non perché suonasse il blues americano, ma perché ne condivideva l'essenza più profonda: raccontare la vita senza retorica, dare voce agli ultimi, trasformare il dolore, la nostalgia, il disincanto e perfino la speranza in musica. Come i grandi del Mississippi o di Chicago, Guccini cantava l'uomo prima ancora della cronaca.
Proprio mentre salutiamo uno degli ultimi grandi autori capaci di mettere la propria anima dentro una canzone, assistiamo alla nascita di un fenomeno completamente diverso. Milioni di persone ascoltano su YouTube compilation come Midnight Female Blues & Smooth Jazz for Late Night Relaxation, Midnight Chicago Blues, Late Night Blues Lounge, Whiskey Blues o Coffee Blues. Brani raffinati, capaci di evocare i grandi classici del blues e del jazz, con sonorità che ricordano Etta James, Norah Jones, Diana Krall e, a tratti, perfino Beth Hart.
Dietro nomi come Velvet Voice Blues, Midnight Velvet, Blue Suit Blues o Chicago Midnight Blues, però, non sembrano esserci artisti riconoscibili: niente biografie, concerti o interviste. Tutto lascia pensare a progetti musicali creati o fortemente assistiti dall'intelligenza artificiale, poi distribuiti anche su Spotify, Apple Music e Amazon Music, dove raccolgono migliaia di ascolti.
È il paradosso del nostro tempo. Da una parte se ne va un artista che metteva la propria storia dentro ogni parola; dall'altra nasce una musica che emoziona profondamente pur senza avere un volto, una biografia o un autore conosciuto.
Forse non è un caso. Il blues è sempre stato il linguaggio delle emozioni universali e, in qualche modo, anche l'intelligenza artificiale sta imparando a riprodurne il linguaggio. Ma una differenza rimane: Guccini non interpretava il dolore, lo aveva vissuto. Le nuove produzioni riescono a evocarlo con sorprendente efficacia, ma dietro quella voce potrebbe non esserci alcuna esperienza umana.
È questa la domanda che il futuro ci pone: per commuoverci abbiamo ancora bisogno di conoscere chi canta oppure ci basta la bellezza della musica?
Guccini, probabilmente, ci risponderebbe con una delle sue canzoni. Perché il vero blues non nasce dalla perfezione del suono, ma dalla verità di una vita raccontata.
Chi volesse capire di che cosa stiamo parlando può ascoltare, ad esempio, la compilation "Midnight Female Blues & Smooth Jazz for Late Night Relaxation", uno dei video che hanno contribuito a rendere popolare questo nuovo filone musicale su YouTube.
Midnight Female Blues & Smooth Jazz for Late Night Relaxation (YouTube)
Non sappiamo con certezza quale sia il grado di utilizzo dell'intelligenza artificiale nella realizzazione di queste produzioni. Tuttavia, l'assenza di autori identificabili, di biografie, di concerti e di profili ufficiali, unita alle caratteristiche musicali e visive delle compilation, ha alimentato il dibattito sull'impiego dell'IA nella loro creazione.
