L’area del Lago Mole Muti torna al centro dell’attenzione dell’Amministrazione comunale. Con la deliberazione di Giunta n. 96 del 27 ottobre 2026, il Comune di Sezze ha riconosciuto meritevole di apprezzamento la proposta presentata da cinque realtà associative per la gestione condivisa dell’immobile e dell’area verde antistante il lago Muti.
Il progetto punta a trasformare il sito in un Centro di Interpretazione dell’Ecomuseo dell’Agro Pontino, con l’obiettivo di costituire anche il Centro studi “Fiume Ufente”, coinvolgendo ricercatori, studiosi e realtà del territorio. La proposta è stata presentata il 19 ottobre dalle associazioni Libera Università della Terra e dei Popoli APS, che gestisce l’Ecomuseo dell’Agro Pontino, Memoria Storica di Sezze, Circolo Legambiente Sezze APS, Colli tutto l’anno e dal gruppo Setia Trekk.
Le attività previste comprendono iniziative culturali e scientifiche, apertura al pubblico, collaborazione con studiosi legati al CERSITES dell’Università Sapienza di Roma e possibilità di partecipare a bandi regionali, nazionali ed europei per reperire risorse destinate alla valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale. Un progetto che, almeno nelle intenzioni, punta a fare delle Mole Muti un punto di riferimento per la conoscenza del territorio e per la sua promozione.
C’è un aspetto importante da chiarire. La delibera non assegna ancora definitivamente l’immobile alle associazioni proponenti. La Giunta ha infatti dato mandato al responsabile del Settore Affari Generali e Patrimonio di predisporre e pubblicare un avviso pubblico, così da consentire anche ad altri cittadini e soggetti interessati di presentare eventuali ulteriori proposte, in conformità al regolamento comunale sui beni comuni. La gestione prevista sarà a titolo gratuito, senza scopo di lucro e senza possibilità di svolgere attività economiche all’interno dell’immobile. Sarà dunque la fase successiva a chiarire le modalità concrete della collaborazione, gli impegni dei soggetti coinvolti e le condizioni per la gestione del bene. La deliberazione arriva mentre la città si avvicina alle elezioni amministrative della primavera 2027. Il tema della valorizzazione del patrimonio pubblico si inserisce quindi in una fase nella quale le scelte dell’Amministrazione uscente saranno inevitabilmente sottoposte al giudizio dei cittadini. La coincidenza temporale, da sola, non dimostra alcuna finalità elettorale. Visto il degrado in cui l’area del lago Muti è rimasta in questi cinque anni, è legittimo chiedersi: perché intervenire soltanto ora, a pochi mesi dalle elezioni? Non sarebbe stato più opportuno avviare prima un percorso di valorizzazione, anziché lasciare che il sito si deteriorasse per poi affidarne il futuro a una procedura che potrebbe essere gestita dalla prossima amministrazione?
Oltre alle buone intenzioni, saranno importanti la trasparenza della procedura, la pubblicità dell’avviso, la chiarezza degli impegni assunti e la possibilità per la cittadinanza di conoscere e seguire il progetto.
La domanda resta aperta. L’iniziativa potrà rappresentare un’opportunità per recuperare e valorizzare un’area di interesse ambientale e culturale. Ma il passaggio decisivo sarà trasformare la proposta in attività effettive, accessibili e durature. Ora si attende la pubblicazione dell’avviso pubblico. Sarà quello il momento per capire come verrà garantita la partecipazione, quali condizioni saranno richieste e come sarà tutelato nel tempo un bene pubblico. Perché un patrimonio pubblico non si valorizza soltanto con una delibera: si valorizza con progetti realizzati, regole trasparenti e risultati verificabili dai cittadini.
