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5 anni fa un programma, oggi una domanda: che fine ha fatto la Sezze immaginata da Lucidi?

Ott 24, 2026 Scritto da 
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Dalla partecipazione al sociale, dal Dopo di Noi allo sviluppo del territorio: il programma elettorale del 2021 prometteva una nuova impostazione amministrativa. A pochi mesi dalla conclusione del mandato, è legittimo chiedersi quanto di quella visione sia diventato realtà.
C’è un documento che merita di essere ripreso in mano: il programma elettorale con cui Lidano Lucidi si presentò agli elettori nel 2021, chiedendo fiducia per guidare Sezze. Ventidue pagine, tanti obiettivi e una visione ambiziosa: una nuova idea di amministrazione, maggiore partecipazione, politiche sociali moderne, valorizzazione del territorio e nuove opportunità economiche. A distanza di quasi cinque anni, la domanda è inevitabile: quanto di quel programma ha realmente guidato l’azione amministrativa?
Cinque anni sono sufficienti per trasformare idee in progetti, avviare servizi e produrre risultati misurabili. Non tutto può essere realizzato, ma alla fine di un mandato è doveroso distinguere tra promesse mantenute, progetti avviati e obiettivi rimasti sulla carta.
La promessa di una nuova stagione amministrativa
Nel 2021 Lucidi parlava di una «crisi di sistema» e della necessità di costruire una nuova impalcatura per il futuro di Sezze, guardando ai successivi trent’anni. Il programma insisteva sulla partecipazione, sul dialogo con i cittadini e sulla collaborazione con le associazioni.
Ma quanto di quel metodo si è tradotto nelle scelte concrete dell’amministrazione?
Un esempio significativo riguarda Sezze Scalo e la demolizione del centro sociale di via Puglie, annunciata nell’ottobre 2024 per realizzare un nuovo asilo nido. Una decisione che ha aperto un confronto sulla perdita di uno spazio dedicato alla socialità degli anziani.
La questione non è negare l’importanza di nuovi servizi per l’infanzia, ma chiedersi quali esigenze siano state considerate prioritarie e come sia stata garantita la continuità delle attività sociali. Governare significa anche spiegare le scelte e valutarne le conseguenze sulla comunità.
Il sociale e il Dopo di Noi: le promesse più importanti
Nel programma del 2021 il sociale veniva definito «la parte più importante» dell’azione amministrativa. Si promettevano un Piano Sociale di Comunità, maggiore collaborazione con il Terzo settore, un albo comunale degli assistenti familiari e progetti rivolti a giovani, anziani e persone con disabilità.
Particolare attenzione era riservata al Durante Noi e Dopo di Noi, con progettazione individualizzata, uno sportello per la vita indipendente e soluzioni di co-housing per le persone con disabilità.
Un impegno fondamentale per le famiglie che si interrogano sul futuro dei propri figli: non soltanto assistenza, ma autonomia, dignità e possibilità di scegliere dove e con chi vivere.
Quali progetti strutturati sono stati effettivamente realizzati? Quali percorsi individualizzati sono stati attivati e quali soluzioni abitative sono diventate concretamente disponibili?
Non basta richiamare genericamente finanziamenti e interventi sociali: occorre rendere conto dei servizi attivati, dei destinatari raggiunti e della continuità garantita. Il Dopo di Noi non può restare una promessa elettorale.
Sviluppo economico, agricoltura e territorio
Il programma immaginava una Sezze capace di valorizzare le proprie risorse, sostenere il commercio e l’agricoltura, investire su Sezze Scalo e costruire una filiera locale attraverso il progetto «Alla Sezzese».
Si parlava anche di una Banca della Terra, della manutenzione delle strade e del verde, del decoro urbano, del contrasto all’abbandono dei rifiuti, della valorizzazione del patrimonio archeologico e dello sviluppo turistico. Non mancavano gli impegni sulla sicurezza, sulla videosorveglianza e sulla riorganizzazione della SPL.
Un programma articolato che oggi meriterebbe un bilancio altrettanto preciso: quali obiettivi sono stati raggiunti? Quali sono stati modificati? E quali non hanno mai superato la fase delle intenzioni?
Il problema è la direzione intrapresa
L’azione amministrativa ha seguito davvero la visione politica presentata agli elettori nel 2021 oppure, nel corso del mandato, ha assunto un’impostazione diversa?
È possibile che alcuni obiettivi abbiano incontrato ostacoli o siano stati superati dagli eventi. Ma un eventuale cambio di rotta dovrebbe essere spiegato ai cittadini.
Se si prometteva partecipazione, occorre verificare quali strumenti siano stati creati. Se si indicavano le politiche sociali come priorità, bisogna individuare i servizi realizzati. Se si puntava sul Dopo di Noi e sullo sviluppo del territorio, servono risultati concreti e verificabili.
Altrimenti, il rischio è che il programma elettorale finisca per vivere una vita autonoma rispetto all’attività amministrativa: un documento scritto per conquistare il consenso, mentre il governo quotidiano della città segue altre priorità.
Cinque anni dopo, la risposta spetta ai cittadini
Nel 2021 Lucidi chiedeva ai setini di credere in un cambiamento capace di andare oltre l’ordinaria amministrazione, accompagnando la sua candidatura con lo slogan «Adesso o mai più».
Oggi è il momento di riaprire quel documento e confrontarlo con la realtà. Non per fare un processo alle intenzioni, ma per riaffermare un principio semplice: un programma elettorale è un impegno pubblico, non un testo da archiviare dopo le elezioni.
Cinque anni sono sufficienti per lasciare un segno. La domanda è se quello lasciato dall’amministrazione Lucidi corrisponda davvero alla Sezze che aveva promesso.
Perché tra il programma presentato per vincere le elezioni e quello seguito per amministrare una città dovrebbe esserci una cosa fondamentale: la coerenza. Ed è proprio questa che i cittadini hanno il diritto di verificare.

Pubblicato in Politica
Ultima modifica il Sabato, 24 Ottobre 2026 11:32 Letto 181 volte

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